Naomi Ōsaka

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Naomi Ōsaka
Osaka EBN17 (20) (35885583555).jpg
Naomi Ōsaka nel 2017
Nazionalità Giappone Giappone
Altezza 180 cm
Peso 69 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 192 – 124 (60,76%)
Titoli vinti 3 WTA, 0 ITF
Miglior ranking 1ª (28 gennaio 2019)
Ranking attuale 2ª (24 giugno 2019)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open V (2019)
Francia Roland Garros 3T (2016, 2018, 2019)
Regno Unito Wimbledon 3T (2017, 2018)
Stati Uniti US Open V (2018)
Altri tornei
WTA logo 2010.svg Tour Finals RR (2018)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 2 – 14 (12,50%)
Titoli vinti 0 WTA, 0 ITF
Miglior ranking 324ª (3 aprile 2017)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (2017)
Francia Roland Garros 2T (2016)
Regno Unito Wimbledon 1T (2017)
Stati Uniti US Open 1T (2016, 2017)
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 13 maggio 2019

Naomi Ōsaka (大坂 なおみ Ōsaka Naomi?; Osaka, 16 ottobre 1997) è una tennista giapponese.

Nel corso della sua carriera si è aggiudicata tre titoli WTA, tra cui due prove del Grande Slam: gli US Open 2018 e gli Australian Open 2019. In seguito a quest'ultima vittoria, il 28 gennaio 2019 raggiunge per la prima volta il primo posto del ranking mondiale. Naomi Osaka è stata la prima atleta nipponica in assoluto a vincere un titolo Slam, la terza nell'Era Open a qualificarsi per le WTA Finals nel 2018 e la prima asiatica in assoluto a raggiungere la vetta del ranking WTA.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Osaka da padre haitiano e madre giapponese, ha una sorella maggiore di un anno, Mari Ōsaka, anche lei tennista professionista. Ha sia la cittadinanza giapponese sia quella degli Stati Uniti d'America. Non parla fluentemente il giapponese, tant'è che alle domande di giornalisti suoi connazionali lei preferisce rispondere in inglese. Il suo idolo è Serena Williams.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

2012-2017: prime finali WTA[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 riesce a ottenere una semifinale ITF (la prima della carriera) ad Amelia Island, dove, curiosamente, viene eliminata dalla sorella Mari, per 6-2 6-3. Raggiunge poi due secondi turni a Evansville e Gainesville. Chiude l'anno alla posizione numero 1028.

Nel 2013, partendo dalle qualificazioni, raggiunge la prima finale ITF della carriera a El Paso (Messico), dove viene battuta da Sanaz Marand in 2 set. Grazie a questo risultato entra nella top-500. A settembre gioca, per la prima volta in carriera, le qualificazioni per il main-draw di un torneo WTA, quello del Quebec-City. In questa circostanza perde da Gabriela Dabrowski per 6-4 6-2. Partecipa anche alle qualificazioni del torneo di Tokyo ma anche in questo caso esce di scena subito per mano di Sílvia Soler Espinosa. Conclude l'annata al numero 430 della classifica mondiale.

Gioca altre qualificazioni WTA: ad Acapulco, dove viene subito sconfitta da Ashleigh Barty. Vince la sua prima partita nelle qualificazioni a Stanford, dove batte Alla Kudrjavceva 6-4 3-6 6-1. Anche al secondo turno vince eliminando Petra Martić e ottenendo la prima qualificazione ad un tabellone principale di un torneo WTA. Al primo turno estromette, a sorpresa, Sam Stosur (ex numero 4 del mondo) per 4-6 7-6(7) 7-5. Questo successo coincide con la prima vittoria nel circuito WTA. Nel turno seguente viene estromessa, con un doppio 6-2, da Andrea Petković. Dopo questo exploit raggiunge la top-300. Riesce a partecipare al torneo WTA International di Osaka, dove supera Erika Sema per 6-1 4-6 6-0 prima di perdere da Elina Svitolina in tre set. A livello ITF raggiunge la seconda finale della giovane carriera in quel di Irapauto (Messico), dove esce sconfitta contro Indy de Vroome in 3 parziali. Termina l'annata alla posizione numero 250.

Il 2015 per Naomi Osaka rappresenta l'annata in cui si rivela essere presenza costante nei tornei ITF e nella quale a comparire sempre più spesso nei main-draw WTA di qualificazione. La giapponese parte l'anno con due quarti di finale ITF a Hong Kong e Midland mentre si ferma al primo turno nelle qualificazioni di Acapulco, battuta da Urszula Radwanska. Raggiunge la sua prima finale WTA 125s in Thailandia dove viene sconfitta da Jaroslava Švedova in tre sets.

Nel 2016 raggiunge il terzo turno in un Grand Slam, all'Australian Open. Superate le qualificazioni, estromette Donna Vekić ed Elina Svitolina; per poi venire sconfitta da Viktoryja Azaranka. Raggiunge il terzo turno anche nell'Open di Francia eliminando Jeļena Ostapenko e Mirjana Lučić-Baroni, ma viene rimontata da Simona Halep, numero sei del mondo. E' costretta a dare forfait a Wimbledon per un infortunio, ma disputa l'US Open dove raggiunge il terzo turno. Elimate Coco Vandeweghe e Duan Yingying, è vicinissima alla vittoria contro Madison Keys trovandosi avanti per 5-1 nel terzo set, ma subisce una clamorosa rimonta. Nel Premier di Tokyo raggiunge la sua prima finale WTA. Nella corsa al titotlo si sbarazza di Misaki Doi, Dominika Cibulková, Aljaksandra Sasnovič ed Elina Svitolina. Tuttavia, viene sconfitta dalla numero uno del mondo, Caroline Wozniacki. Con questo risultato raggiunge la Top 50.

Nel 2017 a Wimbledon raggiunge il terzo turno sconfiggendo Sara Sorribes Tormo e Barbora Strýcová, ma viene a sua volta sconfitta dalla futura finalista Venus Williams. Agli US Open raggiunge la sua vittoria più importante contro la detentrice del torneo, Angelique Kerber. Successivamente, elimina Denisa Allertová per poi venire sconfitta da Kaia Kanepi. Nel torneo di Hong Kong si rifà su Venus Williams, per poi venire sconfitta nei quarti di finale dalla futura trionfatrice del torneo Anastasija Pavljučenkova.

2018: vittoria a Indian Wells, primo US Open e Top 5[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver perso a Hobart contro Julija Putinceva con un doppio 3-6, prende parte agli Australian Open. Dopo aver sconfitto Kristína Kučová (7-5 6-2), Elena Vesnina (7-64 6-2), Ashleigh Barty (6-4 6-2), perde al quarto tuno contro la futura finalista e allora numero uno al mondo Simona Halep per 3-6 2-6. A Doha arriva al secondo turno dove viene sconfitta da Anastasija Sevastova, 13ª testa di serie, per 4-6 1-6. A Dubai si spinge fino ai quarti di finale dove viene estromessa dalla futura vincitrice del torneo, Elina Svitolina, per 2-6 4-6.

Si presenta ad Indian Wells da numero 44 del mondo e qui si spinge fino alla finale, la prima in un torneo Premier Mandatory, sconfiggendo Marija Šarapova con un doppio 6-4, Agnieszka Radwańska per 6-3 6-2, Sachia Vickery con un doppio 6-3, Maria Sakkarī per 6-1 5-7 6-1, Karolína Plíšková per 6-2 6-3, e, in semifinale, Simona Halep per 6-3 6-0. In finale batte la tennista russa Daria Kasatkina per 6-3 6-2, vincendo il suo primo titolo WTA e salendo parallelamente alla 22ª posizione numero del ranking.

Naomi in allenamento nel 2018

Nel torneo successivo, a Miami, supera al primo turno con facilità Serena Williams, per poi arrendersi a Elina Svitolina per 4-6 2-6. A Charleston estromette Jennifer Brady con un doppio 6-4 e Laura Siegemund per 6-3 7-68, venendo poi sconfitta da Julia Görges per 63-7 3-6. Nei tornei di Madrid e Roma viene eliminata rispettivamente da Zhang Shuai per 1-6 5-7 e da Simona Halep per 1-6 0-6. A Parigi raggiunge il terzo turno sbarazzandosi in due set di Sofia Kenin e Zarina Dijas, ma viene sorpresa da Madison Keys che si impone per 1-6 67-7. Ritrova la semifinale a Nottingham eliminando: Sachia Vickery, Denisa Allertová e Mihaela Buzărnescu. Quindi viene fermata da una sorprendente Ashleigh Barty per 3-6 4-6. Con questo risultato entra ufficialmente nella Top 20, precisamente alla 18a posizione. A Birmingham supera senza problemi in due set Katie Boulter, ma si ritira nel match contro Dalila Jakupovič sul punteggio 3-6 in favore alla slovena. A Wimbledon supera Monica Niculescu e Katie Boulter, ma viene sconfitta dalla futura campionessa, Angelique Kerber, per 2-6 4-6. Nei tornei preparatori allo US Open ottiene scarsi risultati, venendo eliminata al secondo turno nel terzo set da Magda Linette, a Washington, a Montréal da Carla Suárez Navarro e a Cincinnati viene sorpresa da Maria Sakkarī, che si impone per 3-6 68-7.

La storica finale agli US Open[modifica | modifica wikitesto]

Naomi vincitrice agli US Open 2018

Viene accreditata della ventesima testa di serie nel quarto e ultimo Slam della stagione, lo US Open, dove si spinge fino alla finale. Estromette nell'ordine: Laura Siegemund per 6-3 6-2, Julia Glushko per 6-2 6-0, Aljaksandra Sasnovič con un doppio 6-0 (la sua miglior vittoria in carriera), Aryna Sabalenka per 6-3 2-6 6-4 e Lesja Curenko con un doppio 6-1. La nipponica di origini haitiane raggiunge così la sua prima semifinale Slam (prima giapponese a riuscirci dopo Kimiko Date nel 1996), che le permette di scrivere la storia del tennis giapponese. Insieme al suo connazionale Kei Nishikori, il Giappone vede per la prima volta nella sua storia due semifinalisti in un Major. La semifinale la vede opposta alla finalista del 2017, Madison Keys, contro la quale si impone per 6-2 6-4. Si aggiudica così la prima finale Slam in carriera e diventa la prima donna nipponica a disputarne una. L'ultimo ostacolo per la ventenne Ōsaka è Serena Williams, sei volte campionessa a New York, che viene battuta in due set per 6-2 6-4. Durante il match cede solamente all'inizio del secondo parziale dove va sotto per 1-3, ma recupera subito e si porta sul 4-3. Qui l'arbitro dà un secondo warning alla Williams per aver rotto la racchetta dopo aver subito il contro-break del 4-3 (il primo era per coaching); l'americana parla con il giudice di sedia, ma si procura un penalty game per un verbal abuse accusando Carlos Ramos di essere un ladro, in inglese thief. La nipponica, avanti per 5-3 senza giocare l'ottavo gioco, si porta a casa la partita per 6-4 diventando la prima tennista giapponese a vincere un Grand Slam.[3] Nel corso della cerimonia la Ōsaka viene fischiata, ma successivamente, la stessa Serena Williams chiede ai tifosi di applaudire la vincitrice. Durante il discorso di premiazione dichiara: «So che siete venuti qui per vedere lei vincere e mi dispiace che sia finita così. Volevo solo ringraziarvi per essere venuti a vedere il match. Il mio sogno è sempre stato quello di giocare contro Serena in finale agli US Open e sono felice di essere stata in grado di realizzarlo. Grazie.» Per quanto riguarda la classifica, sale di dodici posizioni nel ranking mondiale arrivando al settimo posto, entrando tra le Top 10 per la prima volta in carriera.

Inizia la stagione asiatica a Tokyo. Qui le viene assegnata la terza testa di serie e per questo usufruisce di un bye al primo turno. Raggiunge la finale del torneo senza perdere un set, imponendosi su: Dominika Cibulková per 6-2 6-1, Barbora Strýcová per 6-3 6-4 e Camila Giorgi per 6-2 6-3. Tuttavia, non riesce a superare l'ultimo ostacolo, in quanto la numero otto del mondo Karolína Plíšková, la quale è arrivata in finale vincendo nei turni precedenti al terzo set, le infligge un doppio 4-6. A causa della sconfitta, scivola all'ottava posizione venendo superata proprio dalla Plíšková; una settimana più tardi, sale in classifica e si posiziona sesta sorpassando di soli 45 punti la tennista ceca. Questo è stato reso possibile grazie alla sconfitta precoce di Caroline Garcia nel torneo di Wuhan, la quale dalla quarta posizione precipita all'ottava perdendo punti preziosi. Prende parte al torneo di Pechino dove raggiunge la semifinale, qualificandosi così per le WTA Finals, terza atleta giapponese in assoluto nell'Era Open e la prima dopo quindici anni di assenza. A Pechino si sbarazza di: Zarina Dijas per 6-4 6-3, Danielle Collins per 6-1 6-0 e Julia Görges, numero nove del mondo, per 6-1 6-2. Ciò le permette di raggiungere i quarti di finale dove è opposta a Zhang Shuai, contro la quale riesce a prevalere per 4-6 6-4 7-5 dopo oltre due ore e mezza di gioco. Il match è caratterizzato da un basso rendimento della Osaka troppo fallosa. Nel primo parziale la Zhang va avanti per 0-3, ma Naomi riesce a recuperare fino al 3-3 prima di cedere tre games consecutivi all'avversaria. L'inizio del secondo set è il momento peggiore del match, in quanto la giapponese, scesa in campo con la voglia di rifarsi, viene travolta dalla cinese per 1-3. Tuttavia, riesce a tenersi aggrappata alla partita pareggiando i conti sul 4-4, per poi vincere i successivi due games necessari per mettere in pari ufficialmente il match. Nel set decisivo crolla nuovamente fino al 1-4, ma a nervi saldi si porta sul 5-5 e sfrutta tutte le occasioni per staccare il pass per la semifinale contro Anastasija Sevastova[4]. Contro la lettone viene sconfitta con il punteggio di 4-6 4-6. Grazie agli ottimi risultati nei tornei asiatici, continua la sua scalata in classifica, posizionandosi quarta nel ranking. Prende parte al torneo di fine anno a Singapore dove è inserita nel gruppo rosso con Sloane Stephens, Angelique Kerber e Kiki Bertens. Nel corso del torneo viene sconfitta da tutte e tre le avversarie: dalla Stephens per 5-7 6-4 1-6, dalla Kerber per 4-6 7-5 4-6 e dalla Bertens per 3-6 a causa del ritiro per problemi alla coscia della stessa nipponica. Chiude l'anno alla quinta posizione del ranking mondiale con due titoli su tre finali raggiunte.

2019: vittoria agli Australian Open e numero uno al mondo[modifica | modifica wikitesto]

Disputa il torneo di Brisbane dove riceve un bye al primo turno essendo testa di serie numero due. In seguito, supera agevolmente Destanee Aiava per 6-3 6-2 e, in rimonta, Anastasija Sevastova con il punteggio di 3-6 6-0 6-4. Nonostante ciò, viene eliminata in semifinale da Lesja Curenko per 2-6 4-6. Grazie a tale risultato, risale alla quarta posizione della classifica. Si presenta agli Australian Open dove elimina in ordine: Magda Linette per 6-4 6-2, Tamara Zidanšek per 6-2 6-4 e Hsieh Su-wei per 5-7 6-4 6-1, match in cui nel secondo parziale si è trovata sotto per 1-4, raggiungendo per il secondo anno consecutivo gli ottavi di finale. Agli ottavi incontra Anastasija Sevastova, contro la quale si impone per 4-6 6-3 6-4. I quarti di finale la vedono opposta ad Elina Svitolina, numero sei del mondo, che batte 6-4 6-1. In semifinale è il turno di Karolína Plíšková, che sconfigge 6-2 4-6 6-4. La finale la vede opposta a Petra Kvitová, contro la quale si impone con il punteggio di 7-62 5-7 6-4. Grazie a tale risultato, si spinge fino alla 1a posizione del ranking mondiale, diventando la prima asiatica capace di ciò e la 26a tennista nell'Era Open a raggiungere il vertice.[5] Inoltre, è la prima volta dal 2001 che una tennista vince consecutivamente uno Slam dopo essersi aggiudicata il primo, mentre era dal 2015 che una tennista non ne vinceva due di fila.

Due settimane più tardi, disputa il torneo di Dubai venendo eliminata all'esordio e a sorpresa da Kristina Mladenovic (6-3 6-3). Agli Indian Wells si rifà sulla Mladenovic con il punteggio di 6-3 6-4 e si impone su Danielle Collins per 6-4 6-2, prima di venire eliminata da Belinda Bencic per 3-6 1-6, non riuscendo così a difendere il titolo. Nel torneo successivo, a Miami, estromette con fatica Yanina Wickmayer per 6-2 6(3)-7 6-1, per poi cedere in rimonta a Hsieh Su-wei per 6-4 6(4)-7 3-6. Raggiunge la semifinale a Stoccarda rifacendosi sulla Su-wei per 6-4 6-3 ed eliminando Donna Vekić per 6-3 4-6 7-6(4), con una clamorosa rimonta dopo essere stata sotto per 2-5 nel terzo sets. Tuttavia, è costretta al ritiro contro Anett Kontaveit senza nemmeno scendere in campo. Nel Premier Mandatory di Madrid si ferma ai quarti di finale sconfitta nuovamente da Belinda Bencic, che si impone per 3-6 6-2 7-5. Precedentemente, la giapponese aveva sconfitto Dominika Cibulková per 6-2 7-6(6), Sara Sorribes Tormo per 7-6(5) 3-6 6-0 e Aljaksandra Sasnovič per 6-2 6-3.

Stile di gioco[modifica | modifica wikitesto]

È una giocatrice aggressiva e offensiva dalla linea di fondo. Predilige i colpi con il diritto, ma è abile anche con il rovescio. Grazie alla sua altezza vanta un ottimo servizio, il quale raggiunge i 200 km/h (125 mph). Il suo gioco inoltre è migliorato molto dopo una rinnovata forma fisica che le permette di avere una buona difesa e di imprimere forza anche nei colpi in allungo e in corsa

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (3)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (2)
Ori Olimpici (0)
WTA Finals (0)
WTA Elite Trophy (0)
Premier Mandatory (1)
Premier 5 (0)
Premier (0)
International (0)
WTA 125s (0)
N. Data Torneo Superficie Avversaria in finale Punteggio
1. 18 marzo 2018 Stati Uniti BNP Paribas Open, Indian Wells Cemento Russia Dar'ja Kasatkina 6-3, 6-2
2. 8 settembre 2018 Stati Uniti US Open, New York Cemento Stati Uniti Serena Williams 6-2, 6-4
3. 26 gennaio 2019 Australia Australian Open, Melbourne Cemento Rep. Ceca Petra Kvitová 7-6(2), 5-7, 6-4

Sconfitte in finale (3)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (0)
Argenti Olimpici (0)
WTA Finals (0)
WTA Elite Trophy (0)
Premier Mandatory (0)
Premier 5 (0)
Premier (2)
International (0)
WTA 125s (1)
N. Data Torneo Superficie Avversaria in finale Punteggio
1. 15 novembre 2015 Thailandia Hua Hin Open, Hua Hin Cemento Kazakistan Jaroslava Švedova 4-6, 7-6(8), 4-6
2. 25 settembre 2016 Giappone Toray Pan Pacific Open, Tokyo Cemento Danimarca Caroline Wozniacki 5-7, 3-6
3. 23 settembre 2018 Giappone Toray Pan Pacific Open, Tokyo (2) Cemento (i) Rep. Ceca Karolína Plíšková 4-6, 4-6

Risultati in progressione[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
 V   F  SF QF #T RR Q#  A  Z# PO  O   F-A  SF-B ND

(V) Torneo vinto; raggiunto (F) finale, (SF) semifinale, (QF) quarti di finale, (#T) turni 4, 3, 2, 1; (RR) round - robin; (Q#) Turno di qualificazione; (A) assente dal torneo; (Z#) Zona gruppo Coppa Davis/Fed Cup (con indicazione numero); (PO) play-off Coppa Davis o Fed Cup; vinto un (O) oro, (F-A) argento o (SF-B) bronzo ai Giochi Olimpici; (ND) torneo non disputato.

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato a fine Internazionali BNL d'Italia 2019

Torneo 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 Titolo V–S
Tornei del Grande Slam
Australia Australian Open A A A 3T 2T 4T V 1 / 4 13–3
Francia Open di Francia A A A 3T 1T 3T 3T 0 / 4 6–4
Regno Unito Wimbledon A A Q1 A 3T 3T 0 / 2 4–2
Stati Uniti US Open A A Q2 3T 3T V 1 / 3 11–2
Vittorie-sconfitte 0–0 0–0 0–0 6–3 5–4 14–3 7–0 2 / 13 34–11
Giochi olimpici
Giochi olimpici estivi ND A ND 0 / 0 0–0
Tornei di fine anno
WTA-logo.png WTA Finals Non qualificata RR 0 / 1 0–3
WTA Premier Mandatory
Stati Uniti Indian Wells A A A Q2 3T V 4T 1 / 3 11–2
Stati Uniti Miami A A A 3T 2T 2T 3T 0 / 4 5–4
Spagna Madrid A A A Q2 A 1T QF 0 / 2 3–2
Cina Pechino A A A Q1 1T SF 0 / 2 4–2
WTA Premier 5
Qatar Doha / Emirati Arabi Uniti Dubai[1] A A A A 2T 2T 2T 0 / 3 2–3
Italia Roma A A A A 1T 2T QF[3] 0 / 3 3–2
Canada Montréal / Toronto A A A Q1 3T 1T 0 / 2 2–2
Stati Uniti Cincinnati A A A Q2 A 1T 0 / 1 0–1
Giappone Tokyo / Cina Wuhan[2] Q1 A A A 1T A 0 / 1 0–1
Carriera
Tornei giocati 15 15 18 22 22 22 9 130
Titoli 0 0 0 0 0 2 1 3
Finali 0 0 0 1 0 3 1 5
Cemento V–S 17–9 11–10 19–12 28–17 14–13 31–13 12–4 132–80 62%
Terra V–S 8–5 2–3 5–3 5–4 5–5 5–4 9–2 45–30 56%
Erba V–S 0–0 2–2 4–2 1–1 4–4 6–3 17–12 59%
Sintetico V–S 0–1 0–0 3–1 0–0 0–0 0–0 0-0 3–2 60%
Totale V–S 25–15 15–15 31–18 34–22 23–22 42–20 21–6 198–123
Vittorie % 63% 50% 63% 61% 51% 68% 78% 61.3%
Ranking di fine anno 430 250 203 40 68 5 $10.839.756

Note

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Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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