Nancy Wake

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nancy Grace Augusta Wake
Nancy Wake (1945).jpg
Soprannome
NascitaWellington, Nuova Zelanda, 30 agosto 1912
MorteLondra, Regno Unito, 7 agosto 2011
Cause della morteInfezione al torace
Dati militari
Paese servito
Forza armata
UnitàFreelance
Anni di servizio1943-1945 (SOE)
GradoCapitano
GuerreSeconda guerra mondiale
Decorazioni
voci di militari presenti su Wikipedia

Nancy Grace Augusta Wake (Wellington, 30 agosto 1912Londra, 7 agosto 2011) è stata un'agente segreto neozelandese con cittadinanza australiana.

Durante la seconda guerra mondiale Nancy Wake è stata coinvolta negli sforzi francesi contro i tedeschi, si impegnò per far uscire la gente dalla Francia e divenne una figura di spicco nei gruppi maquis della resistenza francese, diventando una delle militari più decorate degli Alleati.

Dopo aver raggiunto la Gran Bretagna Wake si è unita alla Special Operations Executive. Il 1º marzo 1944[1] si paracadutò nella Francia occupata vicino ad Alvernia diventando un collegamento tra Londra e il gruppo dei maquisard guidato dal capitano Henri Tardivat nella foresta di Tronçais. Dall'aprile 1944 fino alla liberazione della Francia, i suoi 7.000+ maquisard combatterono i tedeschi in diversi modi. A un certo punto, essendo a conoscenza di questo grande gruppo di maquisard, i tedeschi inviarono 22.000 soldati per eliminarli. Tuttavia, grazie alle straordinarie capacità organizzative di Wake, i suoi maquisard riuscirono a sconfiggerli uccidendo 1.400 tedeschi e subendo solo 100 perdite.[1][2] I maquisard di Wake rappresentavano circa il 70% dei circa 2.000 tedeschi uccisi dalla resistenza francese durante la liberazione della Francia mentre le loro perdite rappresentavano solo l'1% dei circa 8.000 combattenti della resistenza francese uccisi in azione. Un confronto con altri scontri contemporanei rende il risultato di Wake ancora più eccezionale. Tuttavia, ci sono diverse fonti su Nancy Wake in cui questo successo non viene menzionato.[3][4][5][6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Roseneath, Wellington, Nuova Zelanda, Wake era la più giovane di sei figli. Aveva antenati Māori attraverso la sua bisnonna Pourewa, ritenuta una delle prime donne Māori a sposare un europeo.[7] Nel 1914, quand'aveva due anni, la sua famiglia si spostò a Sydney in Australia.[8] Più tardi suo padre Charles tornò in Nuova Zelanda e non ritorno più, lasciando a sua moglie, Ella Rosieur Wake (1874-1968) il compito di crescere i figli.

A Sydney frequentò la North Sydney Girls High School.[9] A 16 anni andò via di casa a lavorare come infermiera. Con 200£ che ricevette dal testamento di una zia viaggiò a New York dove si formò come giornalista.

Negli anni 30 lavorò a Parigi per i giornali Hearst come corrispondente europeo. Assistette all'ascesa del nazismo ed alle violenze contro ebrei, rom, persone di colore e manifestanti nelle strade di Parigi e Vienna.[4]

Durante la guerra e Special Operations Executive[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1937 Wake incontrò il ricco industriale francese Henri Edmond Fiocca (1898-1943) che sposò il 30 novembre 1939. Viveva a Marsiglia quando la Germania invase la Francia. Durante la guerra Wake lavoro come autista di ambulanza.[10] Dopo la caduta della Francia nel 1940 diventò corriere per la Resistenza francese e successivamente si unì alla rete di fuga del capitano Ian Garrow. In riferimento alla capacità di Wake di sfuggire alla cattura, la Gestapo la chiamò "Topo Bianco". La Resistenza usava cautela nelle sue missioni; la sua vita era in costante pericolo poiché la Gestapo che le intercettava il telefono e la posta.[11]

Nel novembre 1942 la Wehrmacht occuparono la parte meridionale della Francia dopo l'inizio dell'operazione Torch. Questo diede alla Gestapo libero accesso a tutti i documenti del governo di Vichy e rese la vita più pericolosa per Wake. A questo punto era la persona più ricercata della Gestapo nella zona di Marsiglia con una taglia di 5 milioni di franchi. Quando la rete fu tradita, lo stesso anno, decise di fuggire dalla Francia. Suo marito rimase indietro. Più tardi venne catturato, torturato e giustiziato dalla Gestapo perché non voleva tradirla.[12]

Mentre scappava dalla Francia Wake venne arrestata a Tolosa ma fu rilasciata quattro giorni dopo. Un collaboratore della resistenza, Albert Guérisse, riuscì a farla rilasciare sostenendo che era la sua amante e che stava cercando di nascondere la sua infedeltà al marito.[13] Infine riuscì ad attraversare i Pirenei fino alla Spagna.[1] Fino alla fine della guerra non ha saputo della morte del marito e successivamente se ne è incolpata.[14]

Dopo aver raggiunto la Gran Bretagna Wake si unì alla Special Operations Executive e venne addestrata da loro in vari programmi di formazione. Vera Atkins, che era la donna del SOE a supervisionare gli agenti in Francia, la ricorda come "una vera bomba australiana. Tremenda vitalità, occhi lampeggianti. Tutto quello che ha fatto, ha fatto bene". È stata notata per "far vergognare gli uomini col suo spirito allegro e la forza di carattere".[15]

Il 1 marzo 1944[1] Wake venne paracadutato in Alvernia diventando un collegamento tra Londra e il gruppo locale maquis guidato dal capitano Henri Tardivat nella foresta di Tronçais. Dopo averla scoperta incastrata fra i rami di in un albero, il capitano Tardivat l'ha accolta commentando: "Spero che tutti gli alberi in Francia portino frutti così belli quest'anno", al che lei ha risposto: "Non darmi questa merda francese".[16][17] Tra i suoi incarichi figuravano la distribuzione di armi e attrezzature paracadutate e la cura delle finanze del gruppo. Wake divenne fondamentale per reclutare più membri e rendere i gruppi maquis una forza formidabile, forte di circa 7.500 persone. Era anche coinvolta in attacchi a ponti, linee ferroviarie e convogli tedeschi. Partecipò a un'incursione che distrusse il quartier generale della Gestapo a Montluçon, durante la quale furono uccisi 38 tedeschi.[17] Ad un certo punto Wake scoprì che i suoi uomini proteggevano una ragazza che era una spia tedesca, non avendo l'intenzione di ucciderla a sangue freddo. Quando Wake insistette che lei avrebbe eseguito l'esecuzione, si arresero.[18][19]

Dal marzo 1944 fino alla liberazione della Francia, i 7.000+ maquisard combatterono i tedeschi con tutti i mezzi a loro disposizione. I suoi compagni francesi, in particolare Henri Tardivat, lodarono il suo spirito combattivo, ampiamente dimostrato quando uccise a mani nude una sentinella delle SS per impedirgli di dare l'allarme durante un'incursione. Durante un'intervista televisiva degli anni '90, alla domanda su cosa fosse successo alla sentinella che l'aveva vista, Wake ha semplicemente mosse la mano di traverso alla gola. "Avevano insegnato questa roba judo-chop con il piatto della mano al SOE e mi sono esercitata. Ma questa è stata l'unica volta che l'ho usata, un colpo, e l'ho ucciso. Sono rimasto davvero sorpreso".[20]

In un'altra occasione, per sostituire i codici che il suo operatore radio era stato costretto a distruggere in un raid tedesco, Wake percorse più di 300 km in bicicletta attraverso diversi checkpoint tedeschi per raggiungere l'operatore radio di un altro gruppo e inviare un messaggio a Londra informandoli della situazione.[11] Purtroppo non riuscì a convincere l'operatore che lavorava con la SOE, così alla fine ha cercato il gruppo maquis locale che ha inviato il suo messaggio. Wake poi ha dovuto tornare al punto di partenza e ha fatto tutto questo in 72 ore.[1] Durante un attacco tedesco contro un altro gruppo maquis Wake, insieme a due ufficiali americani, assunse il comando di una sezione il cui capo era stato ucciso. Diresse l'uso del fuoco di saturazione che facilitò il ritiro del gruppo senza ulteriori perdite.[18]

Dopo la guerra[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la guerra Wake ricevette la George Medal[21], la Medal of Freedom, la Médaille de la Résistance e tre volte la Croix de Guerre. Seppe che la Gestapo aveva torturato a morte il marito nel 1943 per essersi rifiutato di rivelare dove si trovasse. Dopo la guerra lavorò per il dipartimento di intelligence dell'Air Ministry, presso le ambasciate di Parigi e di Praga.

Wake si presentò come candidata liberale nelle elezioni federali australiane del 1949 per il seggio della divisione di Barton a Sydney, in corsa contro Herbert Vere Evatt, allora vice primo ministro, procuratore generale e Ministro degli esteri nel governo laburista di Ben Chifley.[22] Mentre Chifley perse la maggioranza a favore di Robert Menzies, Evatt mantenne il seggio con il 53,2% contro il 46.8%.[23] Wake corse di nuovo contro Evatt alle elezioni federali del 1951. A quel tempo Evatt era già vice leader dell'opposizione. Nonostante ciò, l'esito fu molto vicino, con Evatt che conservò il seggio con un margine di meno di 250 voti.[24] Evatt aumentò leggermente il suo margine alle successive elezioni prima di trasferirsi nella più sicura divisione di Hunter nel 1958.

Wake lasciò l'Australia subito dopo le elezioni del 1951 e tornò in Inghilterra. Lavorò come ufficiale dell'intelligence nel dipartimento dell'assistente capo del personale di volo all'Air Ministry a Whitehall. Si dimise nel 1957 dopo aver sposato un ufficiale della Royal Air Force, John Forward, nel dicembre dello stesso anno. All'inizio degli anni '60 si trasferirono in Australia.[25] Mantenendo il suo interesse per la politica, Wake venne sostenuta come candidata liberale alle elezioni federali del 1966 per la sede a Sydney di Kingsford Smith. Malgrado abbia avuto un 44.5% contro il parlamentare Daniel Curtin, Wake non venne eletta.[26] Intorno al 1985 Wake e John Forward lasciarono Sydney per ritirarsi a Port Macquarie.

Nel 1985 Wake pubblicò la sua autobiografia The White Mouse. Il libro divenne un bestseller ed fu ristampato più volte.[27] Il 19 agosto 1997, dopo 40 anni di matrimonio, suo marito John Forward morì a Port Macquarie. La coppia non aveva figli. Ha venduto le sue medaglie per finanziarsi dicendo: "Non aveva senso tenerle, probabilmente andrò all'inferno e si scioglierebbero comunque".[28] Nel 2001 Wake ha lasciato l'Australia per l'ultima volta ed è emigrata a Londra.[29] Si è trasferita presso lo Stafford Hotel vicino a Piccadilly, ex club delle forze britanniche e americane durante la guerra. È stata accolta in albergo, dove ha festeggiato i suoi novant'anni, per la maggior parte a spese degli albergatori. Nel 2003 Wake ha scelto di trasferirsi alla Royal Star and Garter Home for Disabled Ex-Service Men and Women a Richmond, Londra, dove è rimasta fino alla morte.[25]

Wake è morta la domenica sera del 7 agosto 2011, a 98 anni, al Kingston Hospital dopo essere stata ricoverata con un'infezione al torace.[30] Ha chiesto che le sue ceneri siano sparse vicino Montluçon e l'11 marzo 2013 sono state sparse vicino Verneix.[31] Il suo necrologio è stato incluso e ha ispirato il titolo di The Socialite Who Killed A Nazi With Her Bare Hands: And 144 Other Fascinating People Who Died This Year, una raccolta di necrologi del New York Times pubblicati nel 2012.[32]

Biografie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956 lo scrittore australiano Russell Braddon scrisse Nancy Wake: The Story of a Very Brave Woman.[33]

Nancy Wake scrisse la propria biografia con il titolo originale The autobiography of the woman the Gestapo called the White Mouse, pubblicata per la prima volta nel 1985.[34]

Nel 2001 lo scrittore australiano Peter FitzSimons ha scritto Nancy Wake, A Biography of Our Greatest War Heroine[35], una biografia completa ed esauriente di Wake.[36]

Nel 2012 lo scrittore tedesco Michael Jürgs ha pubblicato Codename Hélène: Churchills Geheimagentin Nancy Wake und ihr Kampf gegen die Gestapo in Frankreich (in italiano: Nome in codice Hélène: L'agente segreto di Churchill Nancy Wake e la sua lotta contro la Gestapo in Francia).[37]

Wake è stata anche protagonista di un articolo del 2012 su Military Officer.[38]

Nel 2019 è stato pubblicato il libro Liberazione (Liberation), un romanzo storico basato sugli eventi del servizio di Wake, scritto da Imogen Kealey. Ne è stato annunciato una trasposizione cinematografica.[39]

Nel marzo 2020 è stato pubblicato il libro Code Name Hélène, scritto da Ariel Lawhon. Il 27 agosto 2020 è stato annunciato che Elizabeth Debicki ne avrebbe prodotto una miniserie intitolata Code Name Hélène.[40]

Rappresentazione nei media[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 è stata distribuita una mini-serie televisiva australiana intitolata Nancy Wake, basata sulla biografia di Russell Braddon del 1956. È stata distribuita come True Colors negli Stati Uniti. Wake è stata interpretata dall'attrice australiana Noni Hazlehurst e ha fatto un cameo nel ruolo di Madame Fouret. Wake è stata anche nominata consulente per il film, ma solo dopo che la sceneggiatura era stata scritta. Ha criticato la sceneggiatura dopo averla letta, e di nuovo, al lancio della mini-serie. Wake era delusa che il film fosse stato trasformato da una storia di resistenza di 8 ore a una storia d'amore di 4 ore. I produttori hanno detto che non avevano il budget per la versione più lunga e che era difficile coprire tutte le gesta di Wake in tempi ridotti. Wake ha anche criticato apertamente aspetti che lei sentiva non erano una vera e propria rappresentazione degli eventi e ha continuato per il resto della sua vita a criticare la sceneggiatura.[41] In modo simile le stagioni 1 e 2 della serie televisiva britannica Wish Me Luck della fine degli anni '80 sono basate sulle sue imprese e gran parte dei dialoghi sono stati copiati dalla sua autobiografia. Rachael Blampied ha interpretato Nancy Wake nel docu-dramma del 2014 della Television New Zealand Nancy Wake: The White Mouse.[42]

Nel 2002, il ritratto di Wake di Melissa Beowulf è stato finalista al Doug Moran National Portrait Prize.[43] In seguito è stato acquisito dalla National Portrait Gallery.[44] Beowulf ha scelto Wake come soggetto per aiutarla a ottenere un maggiore riconoscimento in Australia.[45]

Underground di Christine Croydon, uno spettacolo teatrale che ripercorre la vita di Wake, è stato inaugurato al The Gasworks Theatre di Melbourne nel marzo 2019.[46]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la guerra fu segnalata per delle decorazioni in Australia ma venne rifiutata. Decenni dopo l'Australia si offrì di assegnarle delle medaglie ma lei rifiutò.[47][48] Solo a febbraio 2004 Wake è stato nominata Companion of the Order of Australia.[49] Nell'aprile 2006 è stata insignita della più alta onorificenza della Royal New Zealand Returned and Services' Association[50], la medaglia d'oro della RSA.[51] Le medaglie di Wake sono esposte nella galleria sulla seconda guerra mondiale presso l'Australian War Memorial Museum di Canberra.[52] Il 3 giugno 2010 un "pilone dell'eredità" che rende omaggio a Wake è stato presentato alla Oriental Parade di Wellington, in Nuova Zelanda, vicino al luogo di nascita.[53][54]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

George Medal - nastrino per uniforme ordinaria George Medal
«This officer was parachuted into France on 29th November 1944, as assistant to an organiser who was taking over the direction of an important circuit in Central France. The day after their arrival she and her chief found themselves stranded and without directions through the arrest of their contact, but ultimately reached their rendezvous by their own initiative. She worked for several months helping to train and instruct Maquis groups.

Lieutenant Wake took part in several engagements with the enemy, and showed the utmost bravery under fire. During a German attack due to the arrival by parachute of two American officers to help in the Maquis, she personally took command of a section of 10 men whose leader was demoralised. She led them to within point-blank range of the enemy, directed their fire, rescued the two American officers and withdrew in good order. She showed exceptional courage and coolness in the face of enemy fire. When the Maquis group with which she was working was broken up by large-scale German attacks and wireless contact was lost, Lieutenant Wake went along to find a wireless operator through whom she could contact London. She covered some 200 kilometres on foot and by remarkable steadfastness and perseverance succeeded in getting a message through to London. It was largely due to these efforts that the circuit was able to start work again. Lieutenant Wake's organising ability, endurance, courage and complete disregard for her own safety earned her the respect and admiration of all. The Maquis troops, most of them rough and difficult to handle, accepted orders from her, and treated her as one of their own male officers.»
— 17 luglio 1945[55]

Defence Medal - nastrino per uniforme ordinaria Defence Medal
War Medal 1939-1945 - nastrino per uniforme ordinaria War Medal 1939-1945
1939–45 Star - nastrino per uniforme ordinaria 1939–45 Star
France and Germany Star - nastrino per uniforme ordinaria France and Germany Star

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Compagna dell'Ordine dell'Australia (Australia) - nastrino per uniforme ordinaria Compagna dell'Ordine dell'Australia (Australia)
«Il premio riconosce il significativo contributo e l'impegno di Nancy Wake, derivante dalle sue azioni in tempo di guerra e per l'aver incoraggiato l'apprezzamento della comunità alla comprensione dei sacrifici del passato fatte da uomini e donne australiani in tempi di conflitto per un'eredità duratura di pace.»
— 22 febbraio 2004[56]
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 1988[55]
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 1970[55]
Croix de guerre 1939-1945 con due palme e una stella (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945 con due palme e una stella (Francia)
Médaille de la Résistance (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Médaille de la Résistance (Francia)
Medal of Freedom con palma di bronzo (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medal of Freedom con palma di bronzo (Stati Uniti)
«Ensign Nancy Wake, British National, FANY, for exceptionally meritorious achievement which aided the United States in the prosecution of war against the enemy in Continental Europe, from March 1944. After having been parachuted into the Allier Department of France for the purpose of co-ordinating Resistance activities she immediately assumed her duties as second-in-command to the organiser of the circuit. Despite numerous difficulties and personal danger she, through her remarkable courage, initiative and coolness succeeded in accomplishing her objective. Her daring conduct in the course of the enemy engagement safeguarded the lives of two American officers under her command. Her inspiring leadership, bravery, and exemplary devotion to duty contributed materially to the success of the war effort and merit the praise and recognition of the United States.»
— 1949[55]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Russell Braddon, Nancy Wake: SOE's Greatest Heroine, History Press Limited, 1956, ISBN 9780750940993.
  2. ^ Nancy Wake, su Jewish Virtual Library. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 21 luglio 2019).
  3. ^ (EN) Nancy Wake, in The Telegraph, 8 agosto 2011. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 21 luglio 2019).
  4. ^ a b (EN) Paul Vitello, Nancy Wake, Proud Spy and Nazi Foe, Dies at 98, in The New York Times, 13 agosto 2011. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 21 luglio 2019).
  5. ^ Filmato audio Timeline - World History Documentaries, Nancy Wake: Gestapo's Most Wanted (French Resistance Documentary) | Timeline, su YouTube.
  6. ^ (EN) Peter FitzSimons, The white mouse who roared, su The Sydney Morning Herald, 8 agosto 2011. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 21 luglio 2019).
  7. ^ (EN) RSA honours heroine of guerrilla war with Nazis, in The New Zealand Herald, 28 aprile 2006. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 27 marzo 2019).
  8. ^ (EN) Peter Dennis, The Oxford Companion to Australian Military History, Oxford University Press, 1º dicembre 1995, p. 626.
  9. ^ Peter FitzSimons, Nancy Wake: A Biography of Our Greatest War Heroine, HarperCollins, 2002, ISBN 0732274567, OCLC 156243779.
  10. ^ Adam Bernstein, Nancy Wake, ‘White Mouse’ of World War II, dies at 98, in The Washington Post, 9 agosto 2011. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 12 aprile 2019).
  11. ^ a b Peter FitzSimons, Nancy Wake, Australia's Greatest War Heroine, Harper Collins Australia, 2001, ISBN 0 7322 6919 9.
  12. ^ The White Mouse, su Digger History. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato l'11 agosto 2010).
  13. ^ (EN) Nancy Wake and Harry Potter, su RTÉ, settembre 2011. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 12 aprile 2019).
  14. ^ David Stafford, Nancy Wake obituary, in The Guardian, 8 agosto 2011. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 12 aprile 2019).
  15. ^ David Stafford, Nancy Wake obituary, in The Guardian, London, 8 August 2011. URL consultato il 9 August 2011 (archiviato il 12 aprile 2019).
  16. ^ The White Mouse, su Digger History (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2010).
  17. ^ a b Nancy Wake, in The Daily Telegraph, 8 agosto 2011. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 21 luglio 2019).
  18. ^ a b David Stafford, Nancy Wake obituary, in The Guardian, London, 8 August 2011. URL consultato il 9 August 2011.
  19. ^ Of Mouse and Men, in The Sydney Morning Herald, 2 novembre 1987, p. 8.
    «There was also a moment that we don't see, but one that brought a telling moment in the documentary The White Mouse, shown late at night couple of weeks ago by the ABC. In the closing stages of the Resistance war, the Maquis captured a German agent, a girl. They were reluctant to execute her, simply because she was a woman. "If you won't shoot her, I will," Nancy Wake told them. "The men changed their mind. They weren't going to let me carry out my threat." "But they did organise a proper firing squad. I was having my breakfast. The girl had admitted to me that she was a spy and she was very proud of the fact. I had given her some clothes and showed her where to wash. As she passed me on the way to the firing squad, I said 'I'm very sorry we can't keep you, If we had anywhere to put you we would. But, I'm sorry, you are going to be shot.' "As she passed me, she took all her clothes and spat at me, and then she walked naked to the firing squad showing 'Zieg Heil!'. She was a dedicated Nazi. Oh, I'd have shot her. God yes, with the greatest of pleasure."».
  20. ^ Graeme Leech, Fearless matriarch of resistance, su The Australian, 9 agosto 2011. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 30 maggio 2013).
    «"They'd taught this judo-chop stuff with the flat of the hand at SOE, and I practised away at it. But this was the only time I used it -- whack -- and it killed him all right. I was really surprised."».
  21. ^ Miss Nancy WAKE: George Medal (Imperial), su Australian Honours Search Facility, Department of the Prime Minister and Cabinet. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 2 ottobre 2018).
  22. ^ Maquis Heroine tries Politics, in The Sydney Morning Herald, Fairfax Media, 30 marzo 1949, p. 2.
  23. ^ COMMONWEALTH OF AUSTRALIA - LEGISLATIVE ELECTION OF 10 DECEMBER 1949 (TXT), su Psephos: Adam Carr's Electoral Archive. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2011).
  24. ^ COMMONWEALTH OF AUSTRALIA - LEGISLATIVE ELECTION OF 28 APRIL 1951 (TXT), su Psephos: Adam Carr's Electoral Archive. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2011).
  25. ^ a b Nancy Wake, in The Daily Telegraph, 8 agosto 2011. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 21 luglio 2019).
  26. ^ COMMONWEALTH OF AUSTRALIA - LEGISLATIVE ELECTION OF 26 NOVEMBER 1966 (TXT), su Psephos: Adam Carr's Electoral Archive. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2012).
  27. ^ Wake, Nancy, The White Mouse, Sun Books, 1985, ISBN 0-330-35605-4.
  28. ^ David Stafford, Nancy Wake obituary, in The Guardian, 8 agosto 2011. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 12 aprile 2019).
  29. ^ David Fickling, A belated salute for war heroine, in The Guardian, 23 febbraio 2004. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 27 agosto 2013).
  30. ^ War heroine Nancy Wake dies, su The Daily Telegraph. URL consultato l'8 agosto 2011 (archiviato il 7 ottobre 2012).
  31. ^ (EN) Conal Urquhart, Ashes of Charlotte Gray heroine scattered in France, in The Guardian, 11 marzo 2013. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato il 17 aprile 2019).
  32. ^ (EN) William McDonald, The Socialite Who Killed a Nazi with Her Bare Hands and 143 Other Fascinating People Who Died This Past Year: The Best of the New York Times Obituaries, 2013, Workman Publishing, 30 ottobre 2012, ISBN 9780761175063. URL consultato il 22 luglio 2019.
  33. ^ (EN) Russell Braddon, Nancy Wake: the story of a very brave woman, Cassell, 1956. URL consultato il 22 luglio 2019.
  34. ^ Wake, Nancy, 1912-2011., The autobiography of the woman the Gestapo called the White Mouse, Macmillan, 1985, ISBN 0333400992, OCLC 13125064. URL consultato il 22 luglio 2019.
  35. ^ (EN) Peter FitzSimons, Nancy Wake: A Biography of Our Greatest War Heroine, HarperCollins, 2001, ISBN 9780732269197. URL consultato il 22 luglio 2019.
  36. ^ David Fickling, A belated salute for war heroine, in The Guardian, 23 febbraio 2004 (archiviato il 27 agosto 2013).
  37. ^ Bertelsmann, München, Codename Hélène: Churchills Geheimagentin Nancy Wake und ihr Kampf gegen die Gestapo in Frankreich, Blick ins Buch, 2012, ISBN 9783570101421.
  38. ^ Mark Cantrell, The white mouse, in Military Officer, Arlington, Virginia, Military Officers Association of America, pp. 92–96. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 25 luglio 2012).
  39. ^ Mark Chandler, Little, Brown bags rights to Second World War tale Liberation, su The Bookseller, 5 marzo 2019. URL consultato il 3 ottobre 2020.
  40. ^ (EN) Elsa Keslassy, Elizabeth Debicki to Star in World War II-Set Limited Series For Vendôme, Anonymous Content (EXCLUSIVE), su Variety, 27 agosto 2020. URL consultato il 3 ottobre 2020.
  41. ^ John Lichfield, Resistance heroine who led 7,000 men against the Nazis, in The Independent, 9 agosto 2011. URL consultato il 21 luglio 2019 (archiviato il 21 luglio 2019).
  42. ^ Nancy Wake: The White Mouse, Television New Zealand. URL consultato il 27 April 2016 (archiviato il 6 febbraio 2016).
  43. ^ Dr Sarah Engledow, Capturing the Mouse, su Portrait magazine, National Portrait Gallery, 1º settembre 2004. URL consultato il 22 luglio 2019.
  44. ^ Nancy Wake - The White Mouse, 2001, su National Portrait Gallery.
  45. ^ (EN) Artist shares a portrait of laughter and dress-ups, in The Sydney Morning Herald, 8 agosto 2011 (archiviato il 29 agosto 2017).
  46. ^ (EN) Underground, su Gasworks Arts Park. URL consultato il 22 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2019).
  47. ^ Nancy Wake — The White Mouse, su Fight Times Magazine, 1º febbraio 2005 (archiviato il 5 marzo 2012).
    «No. The last time there was a suggestion of that I told the government they could stick their medals where the monkey stuck his nuts. The thing is if they gave me a medal now, it wouldn't be love so I don't want anything from them».
  48. ^ Paul Stanley Ward, Nancy Wake: The White Mouse, su NZEDGE, 19 aprile 2000 (archiviato il 19 settembre 2017).
  49. ^ WAKE, Nancy: Companion of the Order of Australia, su Australian Honours Search Facility, Department of the Prime Minister and Cabinet.
  50. ^ RSA History: The Badge, su Royal New Zealand Returned and Services' Association (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2011).
  51. ^ Nancy Wake presented with Badge in Gold, su Royal New Zealand Returned and Services' Association, 15 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2011).
  52. ^ (EN) Peter Dennis, Jeffrey Grey e Ewan Morris, The Oxford Companion to Australian Military History, 2ª ed., Oxford University Press, 1º gennaio 2008, DOI:10.1093/acref/9780195517842.001.0001, ISBN 9780195517842. URL consultato il 22 luglio 2019.
  53. ^ Her only regret: not killing more Nazis, su Capital Times, 2 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2010).
  54. ^ White Mouse war legend back where she started, in The Dominion Post, 4 giugno 2010 (archiviato il 13 giugno 2011).
  55. ^ a b c d (EN) Wake, Nancy Grace Augusta, su Traces of War. URL consultato il 22 luglio 2019.
  56. ^ (EN) Sito web del Dipartimento del Primo Ministro e del Governo: dettaglio decorato. Archiviato il 2 ottobre 2018 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN5112900 · ISNI (EN0000 0000 6308 4900 · LCCN (ENn85375247 · GND (DE124137598 · BNF (FRcb13752209z (data) · BNE (ESXX6026117 (data) · NLA (EN35631907 · WorldCat Identities (ENlccn-n85375247