NGC 6940

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NGC 6940
Ammasso aperto
NGC 6940.png
NGC 6940
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data1784
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneVolpetta
Ascensione retta20h 34m 26s[1]
Declinazione+28° 17′ 00″[1]
Distanza2510[2] a.l.
(770[2] pc)
Magnitudine apparente (V)6,3[1]
Dimensione apparente (V)31'[1]
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseIII 2 r
Età stimata700 milioni di anni[2]
Altre designazioni
Cr 424; Mel 232; OCl 141[1]
Mappa di localizzazione
NGC 6940
Vulpecula IAU.svg
Categoria di ammassi aperti

Coordinate: Carta celeste 20h 34m 26s, +28° 17′ 00″

NGC 6940 è un ammasso aperto evoluto visibile nella costellazione della Volpetta.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare NGC 6940.

Si individua con facilità seguendo una concatenazione di stelle che partendo da Gienah (ε Cygni) arriva verso sud sulla 52 Cygni e poi verso sudovest sulla stella di sesta magnitudine HD 197120; si prosegue quindi nella stessa direzione. Attraverso un binocolo appare come una macchia nebulosa leggermente allungata in senso est-ovest con qualche debole stella sovrapposta e dominata da una stellina arancione di magnitudine 9, che però non appartiene fisicamente all'ammasso; la sua risoluzione è pienamente possibile con telescopi a partire da 150mm di apertura e bassi ingrandimenti, in cui sono evidenti diverse componenti di magnitudine 11 e 12 particolarmente addensate verso il centro.

Quest'ammasso può essere osservato da entrambi gli emisferi terrestri, sebbene la sua declinazione molto settentrionale favorisca discretamente gli osservatori dell'emisfero nord; dalle regioni boreali si presenta estremamente alto nel cielo nelle notti d'estate, mentre dall'emisfero australe resta sempre piuttosto basso, ad eccezione delle aree prossime all'equatore. È comunque visibile da tutte le aree abitate della Terra.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra giugno e novembre.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

NGC 6940 venne individuato per la prima volta da William Herschel nel 1784, attraverso un telescopio riflettore da 18,7 pollici; egli lo descrisse come un ammasso molto ricco di stelle molto deboli di simile magnitudine e disperse su un diametro di 20'. Il figlio John Herschel lo inserì nel General Catalogue of Nebulae and Clusters col numero 4591.[4]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

NGC 6940 è un ammasso ricco e piuttosto vecchio, formato da almeno 170 componenti e con un'età stimata attorno ai 600 milioni di anni,[2][5] anche se non mancano stime che la portano fino a 1,1 miliardi di anni;[6] al suo interno sono presenti una ventina di giganti rosse, alcune delle quali sono doppie e variabili, come nel caso della variabile semiregolare FG Vulpeculae. La percentuale di stelle doppie appartenenti all'ammasso si aggira sul 25-33%.[7]

L'ammasso ospita quattro sorgenti di raggi X, coincidenti probabilmente con stelle doppie con forti interazioni mareali, anche se in molti casi l'origine più plausibile delle emissioni sarebbe la forte attività magnetica negli strati convettivi più esterni di queste stelle, che sono tutte di età avanzata e di colore rosso-arancione.[5] La distanza di NGC 6940 è stimata attorno ai 770 parsec (2510 anni luce)[2] ed è situato sul bordo interno del Braccio di Orione, vicino ai banchi nebulosi della Fenditura del Cigno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e SIMBAD Astronomical Database, Results for NGC 6940. URL consultato il 18 maggio 2013.
  2. ^ a b c d e WEBDA page for open cluster NGC 6940, su univie.ac.at. URL consultato il 18 maggio 2013.
  3. ^ Una declinazione di 28°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 62°; il che equivale a dire che a nord del 62°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 62°S l'oggetto non sorge mai.
  4. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 6940, su ngcicproject.org. URL consultato il 18 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  5. ^ a b van den Berg, M.; Verbunt, F., An optical study of X-ray sources in the old open clusters NGC 752 and NGC 6940, in Astronomy and Astrophysics, vol. 375, agosto 2001, pp. 387-396, DOI:10.1051/0004-6361:20010767. URL consultato il 18 maggio 2013.
  6. ^ van den Bergh, S.; McClure, R. D., Galactic distribution of the oldest open clusters, in Astronomy and Astrophysics, vol. 88, nº 3, agosto 1980, pp. 360-362. URL consultato il 18 maggio 2013.
  7. ^ Mermilliod, J.-C.; Mayor, M., Red giants in open clusters. I - Binarity and stellar evolution in five Hyades-generation clusters: NGC 2447, 2539, 2632, 6633, and 6940, in Astronomy and Astrophysics, vol. 219, 1-2, luglio 1989, pp. 125-141. URL consultato il 18 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo NGC/IC online, su ngcicproject.org. URL consultato il 18 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0, William-Bell inc. ISBN 0-943396-14-X

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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