NGC 6572

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
NGC 6572
Nebulosa planetaria
NGC 6572.jpg
La nebulosa planetaria NGC 6572
Scoperta
ScopritoreFriedrich Georg Wilhelm von Struve[1]
Data1825 [1]
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneOfiuco
Ascensione retta18h 12m 06s[2]
Declinazione+06° 21′ 13″[2]
Magnitudine apparente (V)8,1
Dimensione apparente (V)15"
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa planetaria
ClasseIIa [3]
Massa0,569 [4] M
Età stimata2600 anni[4]
Altre designazioni
PK 034+11.1; ARO 7; VV 159[2]
Mappa di localizzazione
NGC 6572
Ophiuchus IAU.svg
Categoria di nebulose planetarie

Coordinate: Carta celeste 18h 12m 06s, +06° 21′ 13″

NGC 6572 è una nebulosa planetaria visibile nella costellazione di Ofiuco.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare NGC 6572.

Si individua nella parte settentrionale della costellazione, in un'area relativamente povera di stelle appariscenti; per trovare la sua posizione si può partire dalla coppia di stelle 72 e 71 Ophiuchi e spostarsi di circa 2,2 gradi in direzione sudest. Sotto cieli molto bui e limpidi è apprezzabile anche attraverso piccoli rifrattori da 80mm, attraverso i quali appare come un debole dischetto bluastro circondante una stella di magnitudine 9; uno strumento da 200mm e forti ingrandimenti permette di scorgere diversi dettagli anche senza l'ausilio di un filtro OIII, come un alone ellittico orientato in senso nord-sud.

A causa della sua declinazione molto bassa e prossima all'equatore celeste, questa nebulosa può essere osservata con facilità da tutte le aree popolate della Terra senza distinzioni particolari fra i due emisferi; osservatori posti alle latitudini boreali risultano leggermente più favoriti a parità di latitudine.[5] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra giugno e ottobre.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

NGC 6572 è stata scoperta nel 1825 dall'astronomo tedesco Friedrich Georg Wilhelm von Struve, che la vide attraverso un telescopio rifrattore da 9,6 pollici; la nebulosa era infatti sfuggita all'occhio esperto di William Herschel. Nel New General Catalogue è descritta come una nebulosa molto piccola e luminosa, di forma circolare e un po' nebbiosa.[6][7]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una nebulosa piuttosto appariscente, la cui distanza è stimata attorno ai 2000 parsec (6500 anni luce),[4] forse in una zona inter-braccio o a breve distanza dal bordo esterno del Braccio del Sagittario.

La sua massa misura circa la metà di quella del Sole e l'età, misurata grazie alla velocità di espansione dei gas, pari a 16 km/s,[4] è stimata in circa 2500-2600 anni, anche se si stima che la nebulosa sia già in una fase finale del suo livello evolutivo[1].

È una nebulosa piuttosto luminosa, di magnitudine 8,1, e se non fosse per le polveri interstellari che si frappongono lungo la linea di vista oscurandola, si stima che potrebbe essere due volte più brillante.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c NGC 6572, PNebulae
  2. ^ a b c SIMBAD Astronomical Database, in Results for NGC 6572. URL consultato il 30 maggio 2013.
  3. ^ Abundance gradients from disk PNs (Maciel+ 1994)
  4. ^ a b c d Hyung, S.; Aller, L. H.; Feibelman, W. A., The Spectrum of the Planetary Nebula NGC6572, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 269, nº 4, 1994, p. 975.
  5. ^ Una declinazione di 6°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 84°; il che equivale a dire che a nord dell'84°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud dell'84°S l'oggetto non sorge mai.
  6. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 6572, su ngcicproject.org. URL consultato il 30 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  7. ^ Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: Hidden Treasures, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0521837049.
  8. ^ Jim Kaler, NGC 6572

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo NGC/IC online, su ngcicproject.org. URL consultato il 30 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0, William-Bell inc. ISBN 0-943396-14-X

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari