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NGC 2379

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NGC 2379
Galassia lenticolare
NGC 2379 nelle immagini SDSS
Scoperta
ScopritoreJohn Herschel
Data6 marzo 1828 [1]
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneGemelli
Ascensione retta07h 27m 26.2s [2]
Declinazione33° 48′ 40″ [2][1]
Distanza201,2 milioni di a.l.
(61,70 Mpc) [2]
Magnitudine apparente (V)13,5 [3]

nella banda B: 14,5 [3]

Redshift+0,013469 ± 0,000083 [2]
Luminosità superficiale13,14 [3]
Angolo di posizione127° [3]
Velocità radiale4038 ± 25 [2] km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia lenticolare
ClasseSA0? [2], S0 [3][1]
Dimensioni58 800 a.l.
(18 020 [2] pc)
Altre designazioni
PGC 21036
UGC 3857
MCG 6-17-6
CGCG 177-18
ARAK 132
NPM1G +33.0107 [3]
Mappa di localizzazione
NGC 2379
Categoria di galassie lenticolari

NGC 2379 è una galassia lenticolare situata nella costellazione dei Gemelli, a una distanza di circa 201 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea.[1]

La galassia è stata scoperta il 6 marzo 1828 dall'astronomo britannico John Herschel.[1]

Secondo il database SIMBAD, le designazioni NGC 2378 e NGC 2379 identificano la stessa galassia, catalogata come PGC 21036.[4]

Il 14 novembre 2010, all'interno di NGC 2379 è stata scoperta la supernova SN 2010jv da S. B. Cenko, W. Li e A. V. Filippenko nel corso del programma LOSS (Lick Observatory Supernova Search) dell'Osservatorio Lick.[5] La supernova è stata classificata di tipo Ia.[6]

  1. ^ a b c d e (EN) Courtney Seligman, Celestial Atlas Table of Contents, NGC 2379, su cseligman.com. URL consultato il 3 giugno 2025.
  2. ^ a b c d e f g Results for object NGC 2379, su ned.ipac.caltech.edu, National Aeronautics and Space Administration / Infrared Processing and Analysis Center. URL consultato il 3 giugno 2025.
  3. ^ a b c d e f (FR) Les données de «Revised NGC and IC Catalog by Wolfgang Steinicke», NGC 2300 à 2399, su astrovalleyfield.com. URL consultato il 3 giugno 2025.
  4. ^ (EN) NGC 2379 -- Galaxy towards a Group of Galaxies, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 3 giugno 2025.
  5. ^ (EN) Central Bureau for Astronomical Telegrams (UAI), Electronic Telegram No. 2549 (TXT), su cbat.eps.harvard.edu. URL consultato il 3 giugno 2025.
  6. ^ (EN) Bright Supernovae - 2010, su rochesterastronomy.org. URL consultato il 3 giugno 2025.

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