NGC 1380

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NGC 1380
Galassia
NGC1380.jpg
NGC1380 ripresa dal Telescopio spaziale Hubble
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneFornace
Ascensione retta03h 36m 28.6s[1]
Declinazione-34° 58′ 34″[1]
Distanza(60,1±12,1)×106[1] a.l.
(1,84×107 ± 3,71 pc)
Magnitudine apparente (V)+9,9[2]
Dimensione apparente (V)4′.8 × 2′.3[1]
Velocità radiale1,877±12[1] km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia
ClasseSA0[1]
Altre designazioni
ESO 358- G028, AM 0334-350, MCG -06-09-002, PGC 13318[1]
Mappa di localizzazione
NGC 1380
Fornax IAU.svg
Categoria di galassie

Coordinate: Carta celeste 03h 36m 28.6s, -34° 58′ 34″

NGC 1380 è una galassia lenticolare situata nella costellazione della Fornace. Si trova a una distanza di circa 60 milioni di anni luce dalla Terra, il che, date le sue dimensioni apparenti, significa che NGC 1380 è larga circa 85 000 anni luce. Fu scoperta da James Dunlop il 2 settembre 1826[3]. È un membro dell'Ammasso della Fornace.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

NGC 1380 si trova nella parte centrale dell'Ammasso della Fornace, 35 arcominuti a nord-ovest della grande galassia ellittica NGC 1399. Nello stesso campo visivo si trovano le galassie NGC 1380A, NGC 1379, NGC 1381, NGC 1382 e NGC 1387. NGC 1380 si trova 2 gradi a nord-nord-est di χ2 Fornacis e grazie alla sua elevata luminosità superficiale può essere individuata con un telescopio da 13 cm anche da cieli delle periferie suburbane[4]. In NGC 1380 è stata rilevata SN 1992A, una supernova di tipo Ia con magnitudine di picco di +12,8[5].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Buco nero supermassiccio e nucleo[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro di NGC 1380 si trova un buco nero supermassiccio la cui massa è stimata in 2,2+1,8
−0,9
×108 M
in base alla dispersione di velocità degli ammassi globulari della galassia[6]. Il nucleo di NGC 1380 è un probabile LINER, in base alle sue linee di emissione strette. Nessuna regione a linea larga è stata rilevata in NGC 1380. Lo spettro del nucleo appare arrossato, forse a causa della presenza di gas e polvere attorno al nucleo stesso, o forse a causa di fusioni. Sembra che ci sia un secondo elemento nel nucleo della galassia, forse una regione HII[7].

NGC 1380 presenta un disco di gas che corota con il disco stellare, suggerendo un'origine interna[8]. C'è una regione HII 1,8 secondi d'arco a sud del nucleo e una regione H-alfa diffusa, un'altra regione HII, 1,8 secondi d'arco a nord del nucleo[9]. L'emissione di raggi X dalla galassia osservata da ROSAT può essere spiegata come emissione termica da un mezzo interstellare caldo e non è stato rilevato alcun componente solido[10].

Ammassi globulari[modifica | modifica wikitesto]

Si stima che ci siano 555±33 ammassi globulari in NGC 1380. Esistono due distretti popolati di ammassi globulari, uno rosso e uno blu. Gli ammassi globulari blu hanno colore e magnitudine simili agli ammassi globulari nell'aureola della Via Lattea, ma hanno un profilo di densità superficiale più piatto. Gli ammassi globulari rossi costituiscono la maggior parte degli ammassi globulari della galassia. Hanno una distribuzione simile al disco stellare di NGC 1380 e hanno una metallicità leggermente superiore rispetto agli ammassi globulari nella Via Lattea e sono associati al rigonfiamento della galassia[11].

In base alla loro dimensione, ci sono tre popolazioni di ammassi stellari, i tipici ammassi globulari, con un raggio effettivo inferiore a kpc, gli ammassi stellari diffusi, con un raggio effettivo di circa kpc e gli ammassi fuzzy deboli, con un raggio effettivo superiore a kpc. I tipici ammassi globulari sono più vicini al nucleo rispetto agli ammassi stellari diffusi[12].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Your NED Search Results, su ned.ipac.caltech.edu. URL consultato il 21 ottobre 2019.
  2. ^ Revised NGC Data for NGC 1380, su spider.seds.org. URL consultato il 22 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  3. ^ Courtney Seligman, NGC 1380 (= PGC 13419), su Celestial Atlas. URL consultato il 19 November 2018.
  4. ^ Stephen James O'Meara, Deep-Sky Companions: Southern Gems, in Deep-Sky Companions: Southern Gems, Cambridge University Press, 2013, pp. 78–80, ISBN 9781107015012.
  5. ^ List of Supernovae IAU Central Bureau for Astronomical Telegrams. Retrieved 29 December 2015.
  6. ^ Vincenzo Pota, Alister W. Graham e Duncan A. Forbes, The SLUGGS survey: probing the supermassive black hole connection with bulges and haloes using red and blue globular cluster systems, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 433, nº 1, July 2013, pp. 235–242, Bibcode:2013MNRAS.433..235P, DOI:10.1093/mnras/stt718, arXiv:1304.6723.
  7. ^ T. V. Ricci, J. E. Steiner e R. B. Menezes, IFU spectroscopy of 10 early-type galactic nuclei – II. Nuclear emission line properties, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 440, nº 3, May 2014, pp. 2442–2456, Bibcode:2014MNRAS.440.2442R, DOI:10.1093/mnras/stu442, arXiv:1403.6846.
  8. ^ T. V. Ricci, J. E. Steiner e R. B. Menezes, Integral field unit spectroscopy of 10 early-type galactic nuclei – I. Principal component analysis Tomography and nuclear activity, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 440, nº 3, May 2014, pp. 2419–2441, Bibcode:2014MNRAS.440.2419R, DOI:10.1093/mnras/stu441, arXiv:1403.6840.
  9. ^ T. V. Ricci, J. E. Steiner e R. B. Menezes, IFU spectroscopy of 10 early-type galactic nuclei – III. Properties of the circumnuclear gas emission, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 451, nº 4, 29 June 2015, pp. 3728–3758, Bibcode:2015MNRAS.451.3728R, DOI:10.1093/mnras/stv1156, arXiv:1506.03459.
  10. ^ Eric M. Schlegel, Robert Petre e Michael Loewenstein, ROSAT Observations of X-Ray–faint S0 Galaxies: NGC 1380, in The Astronomical Journal, vol. 115, nº 2, February 1998, pp. 525–534, Bibcode:1998AJ....115..525S, DOI:10.1086/300217.
  11. ^ M. Kissler-Patig, T. Richtler e J. Storm, Halo and bulge/disk globular clusters in the S0 galaxy NGC 1380., in Astronomy and Astrophysics, vol. 327, 1º November 1997, pp. 503–512, Bibcode:1997A&A...327..503K, ISSN 0004-6361 (WC · ACNP), arXiv:astro-ph/9706303.
  12. ^ A. L. Chies-Santos, B. X. Santiago e M. G. Pastoriza, High resolution imaging of the early-type galaxy NGC 1380: an insight into the nature of extended extragalactic star clusters, in Astronomy & Astrophysics, vol. 467, nº 3, 26 March 2007, pp. 1003–1009, Bibcode:2007A&A...467.1003C, DOI:10.1051/0004-6361:20066546, arXiv:astro-ph/0702715.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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