Myra Breckinridge (romanzo)

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« Io sono Myra Breckinridge, che nessun uomo possederà mai. »
(Gore Vidal, Myra Breckinridge)
Myra Breckinridge
Titolo originale Myra Breckinridge
Autore Gore Vidal
1ª ed. originale 1968
Genere romanzo
Lingua originale inglese

Myra Breckinridge è un romanzo satirico scritto da Gore Vidal, feroce e dissacrante nel dipingere con ironia il mito di Hollywood e il "Sogno Americano".

Il libro racconta la vicenda di Myron Breckinridge il quale, dopo un'operazione di cambiamento di sesso, diventa l'affascinante Myra. Giunto ad Hollywood si presenta alla scuola di recitazione di suo zio, fingendosi la vedova di sé stesso, per ottenere in tal modo l’eredità che gli spetta. Il suo obiettivo, giunto nella "capitale" del cinema, è quello di distruggere il mito del "Maschio Americano".

Pubblicato nel 1968, in pieno clima da "contestazione", Myra Breckinridge rappresenta per la prima volta un'ideale "Donna Trionfante, prototipo di una nuova genia di esseri dotati di intelligenza superiore, bellezza indiscutibile, ambizioni altissime e di una fantasia smisurata che non si contenta di vagheggiamenti"[1]. Scritto come una sorta di diario, il libro ha imposto Vidal come grande autore satirico e fustigatore dei vizi della società americana. Come ha notato Graziella Pulce sulle pagine di Alias, l'inserto settimanale del quotidiano il manifesto: "La storia di Myra/Myron toccava questioni scottanti (siamo nel 1968, ndr): ruoli sessuali e relative lotte, la natura del potere, la funzione della letteratura, la facoltà dichiaratamente mitopoietica del cinema, ma anche il binomio cultura-denaro. Tutto ciò non solo era esposto brillantemente da un Vidal in stato di grazia, ma ogni elemento era anche consapevolmente messo in discussione e trattato criticamente. [...] Myra Breckinridge è davvero un romanzo scabroso perché celebra il trionfo di un nuovo genere sessuale e insegna a combattere contro il potere degli uomini, di cui il protagonista conosce vizi (tanti) e virtù (pochissime e caduche)."[1] Il piano di Myra è semplice: procedere con "la distruzione delle ultime tracce residue nella razza della virilità tradizionale allo scopo di riallineare i sessi, riducendo così la popolazione mentre si aumenta la felicità umana e si prepara l'umanità per il suo stadio successivo"[2].

Scritto in un mese e dedicato all'amico Christopher Isherwood, il libro, considerato osceno da più di un critico, si è trasformato in brevissimo tempo in un best-seller di successo: tre milioni di copie vendute in poche settimane e novecentomila dollari pagati dalla Fox a Vidal per i diritti cinematografici[3] (dal libro sarà tratto un film, Il caso Myra Breckinridge (Myra Breckinridge), diretto nel 1970 da Michael Sarne). Rifiutato in Australia, edulcorato per il mercato inglese, in Italia è stato pubblicato con coraggio da Valentino Bompiani nel 1969[3]. Oggi è edito da Fazi, l'editore romano che sta ripubblicando l'opera completa dello scrittore americano.

Il 1975 è l'anno del sequel del romanzo, Myron. Per ovviare la censura, e fare satira del potere giudiziario americano, Vidal sostituisce tutti i termini sessuali e le parti anatomiche dei personaggi con i nomi dei giudici della Corte suprema americana. Nel 1987 i due libri sono pubblicati in un unico volume, e il turpiloquio di Myron ripristinato.[3]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Graziella Pulce, La commedia dei sessi, Alias supplemento de il manifesto, 27 novembre 2007, pp. 21.
  2. ^ Gore Vidal, Myra Breckinridge, Fazi Editore, 2007
  3. ^ a b c Natalia Aspesi, Scandalo Vidal, La Repubblica, 19 dicembre 2007, pp. 39.
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