Mussola

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Abito in mussola, 1855.

La mussola è un tessuto molto leggero in armatura tela e a trama molto rada (simile alla garza da medicazione).

Fu introdotta in Europa dall'Asia nel XVII secolo: il suo nome deriva dalla città di Mosul, sulle rive del Tigri, dove gli europei la incontrarono la prima volta; ma la sua origine è nella città di Dacca, in Bangladesh.

Originariamente era prodotto con cotone, poi con la lana e il lino. Viene utilizzato per l'arredamento nei tendaggi, nella biancheria da letto, nella biancheria intima e per l'abbigliamento femminile come le camicette. La mussola veniva anche utilizzata come fondo per le Thangka, pitture religiose su tela con provenienza da paesi Buddhisti come Tibet, Bhutan e Nepal.

Esiste poi la mussolina, ovvero la versione più leggera di un tessuto di mussola, da non confondere con la pelle d'uovo (che è un altro tipo di tessuto liscio, finissimo e sottile, molto compatto, proprio come la "pelle" dell'uovo dopo la cottura). Il tessuto che più si avvicina alla mussolina è il prezioso e ormai introvabile bisso (anche questo da non confondere con il prezioso bisso setoso e dorato proveniente dalla Pinna nobilis – ma il bisso di cotone, anch'esso prezioso e raro).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, l'arte tradizionale di tessere la mussola Jamdani in Bangladesh è stata inclusa nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell'umanità dall'UNESCO.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Diplomatic Correspondent, Jamdani recognised as intangible cultural heritage by Unesco, su The Daily Star, 5 dicembre 2013. URL consultato il 14 luglio 2022.

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