Museo storico della didattica Mauro Laeng

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Museo storico della didattica Mauro Laeng
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Piazza della Repubblica, 10 00186 Roma
Caratteristiche
Tipo Didattica
Fondatori Ruggero Bonchi
Apertura 1874
Direttore Carlo Felice Casula
Sito web

Coordinate: 41°54′06.17″N 12°30′19.67″E / 41.901714°N 12.505463°E41.901714; 12.505463

Il museo storico della didattica Mauro Laeng è sito presso il Dipartimento di Scienze della Formazione[1] dell'Università degli Studi Roma Tre a Piazza della Repubblica a Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Storico della Didattica è stato istituito nel 1986 ed attualmente ha sede presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi Roma Tre.

Il Museo rappresenta una riedizione aggiornata ed ampliata del Museo di Istruzione e di Educazione nato nel 1874 ad opera di Ruggero Bonghi, Ministro della Pubblica Istruzione, e venne ospitato presso il liceo-ginnasio "Ennio Quirino Visconti" in piazza del Collegio Romano.

Al Museo, di cui fu a lungo Direttore Antonio Labriola, vennero affiancati una Biblioteca circolante ed un periodico, "Il Giornale del Museo".

A circa venti anni dalla sua fondazione, subì tuttavia una prima crisi organizzativa e venne chiuso nel 1891.

Nel 1907 il pedagogista Luigi Credaro, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma, riorganizzò il Museo con la denominazione di "Museo Pedagogico", affiancandolo al Corso di perfezionamento per i licenziati delle scuole normali.

In questa forma il Museo fu attivo fino alla Riforma Gentile del 1923.

Successivamente riprese l'attività dal 1936 al 1938 per iniziativa di Giuseppe Lombardo Radice e fu affiancato all'Istituto di Pedagogia della Facoltà di Magistero.

Grazie all'impegno e all'iniziativa di Mauro Laeng, nel 1986 il materiale documentario variamente disperso venne nuovamente recuperato, organizzato ed ampliato ed oggi è dedicato alla sua memoria.

Il Museo è attualmente diretto da Carlo Felice Casula ed è coordinato da un Consiglio Scientifico formato da: Anna Aluffi Pentini, Francesca Borruso, Lorenzo Cantatore, Anna Maria Ciraci, Maura Di Giacinto e Stefano Mastandrea.

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Storico della Didattica attualmente conserva:

  • Un patrimonio librario composto da circa 8.000 volumi (testi scolastici, libri di pedagogia, riviste per insegnanti, letteratura per l’infanzia, ecc)[2];
  • Un patrimonio archivistico, così articolato:
    • Archivio Didattico di Giuseppe Lombardo Radice e quello relativo al carteggio familiare.
    • Archivio dell’Ente Scuole per i Contadini[3] dell’Agro Romano e delle Paludi Pontine.
    • Archivio Cleofe Forti, relativo alla carriera magistrale databile fra il 1909 e il 1950.
    • Fondo Felice Socciarelli.
    • Fondo Alfredo Bajocco e Marcellina Cappelli. Il fondo è costituito da 367 pezzi tra riviste e volumi.
    • Fondo Gino Felci. Il fondo è composto da sussidi scolastici e materiale didattico degli anni ’50 del Novecento.
    • Fondo Istituto Santa Maria in Aquiro. Il fondo è costituito da circa 1.500 pezzi tra oggetti didattici e volumi, databili tra la fine dell’800 e il ‘900.
    • Fondo Panizzi. Il fondo è composto da giochi di ruolo adottati nelle scuole superiori.
  • Un patrimonio oggettistico composto da alfabetari, stampe, arredi scolastici, banchi di aule rurali, fra i quali meritano menzione:
    • grandi pannelli in legno di soggetto rurale, dipinti a tempera da Duilio Cambellotti per il primo edificio scolastico in muratura della campagna romana, costruito per i contadini di Colle di Fuori tra il 1912 e il 1914.
    • materiale didattico originale, mobili, documenti, foto e pubblicazioni relativi alle iniziative pedagogiche di Maria Montessori e, in particolare, alla prima Casa dei bambini creata nel 1907 nel quartiere San Lorenzo di Roma e agli asili infantili rurali nei quali venne adottato il suo metodo.
    • delle opere di Luigi Volpicelli
    • una sezione dedicata all'informatica didattica
    • dei giocattoli, delle bambole e dei burattini.

Tra le acquisizioni recenti, sono da citare[4]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ formazione.uniroma3.it, [http:// formazione.uniroma3.it/ http:// formazione.uniroma3.it/] .
  2. ^ sba.uniroma3.it, http://www.sba.uniroma3.it/it/ .
  3. ^ archividelnovecento.it, https://web.archive.org/web/20081216015751/http://www.archividelnovecento.it/ . (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2008).
  4. ^ Il Museo storico della didattica dell'Università degli Studi Roma Tre

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

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