Museo per la memoria di Ustica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Museo per la Memoria di Ustica
Museo ustica.JPG
I resti dell'aereo passeggeri DC9
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàBologna
IndirizzoVia di Saliceto 3/22
Caratteristiche
TipoStoria, Arte
FondatoriAssociazione parenti delle vittime della strage di Ustica
Apertura27 giugno 2007
Sito web

Coordinate: 44°30′46″N 11°20′58″E / 44.512778°N 11.349444°E44.512778; 11.349444

Il Museo per la Memoria di Ustica di Bologna, facente parte della Galleria d'Arte Moderna di Bologna, nasce per commemorare le vittime della strage di Ustica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo, realizzato grazie alla determinazione dell'Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, è stato inaugurato il 27 giugno 2007, in occasione del ventisettesimo anniversario della strage, in presenza del sindaco di Bologna Sergio Cofferati, del Ministro dello sport e delle politiche giovanili Giovanna Melandri e di Daria Bonfietti, presidente della Associazione.

Il sindaco di Bologna Walter Vitali ne aveva annunciato la realizzazione il 27 giugno 1993 alla presenza di Giovanni Conso, allora ministro della giustizia. Il relitto del DC-9, composto di più di 2000 parti, era arrivato a Bologna il 25 giugno 2006 grazie ad un trasporto eccezionale effettuato dai Vigili del fuoco[1].

L'esposizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo ospita i resti del DC-9 ricostruiti all'interno degli ampi spazi dell'Ex Magazzino ATC. Attorno al relitto è stata allestita un'installazione, opera di Christian Boltanski, composta da 81 luci e 81 specchi in memoria delle 81 vittime della strage. Alcune casse contengono, nascosti alla vista dei visitatori, gli oggetti personali appartenuti alle vittime. Di tali oggetti è disponibile una raccolta di fotografie, messa a disposizione del pubblico del museo nella pubblicazione, voluta dallo stesso Boltanski, Lista degli oggetti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH 870[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gilberto Veronesi (a cura di), Bologna e gli anni delle stragi, Bologna, Camera Chiara Edizioni, 2010, ISBN 978-88-97046-004.
  2. ^ Cristina Valenti (a cura di), Ustica e le arti: percorsi tra impegno, creatività e memoria, Corazzano (Pisa), Titivillus Edizioni, 2007, ISBN 978-88-7218-186-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN295612799 · LCCN (ENno2013001916 · WorldCat Identities (ENlccn-no2013001916