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Museo paleontologico territoriale dell'Astigiano

Coordinate: 44°53′56.36″N 8°11′49.8″E
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Il Museo paleontologico territoriale dell'Astigiano detto anche Museo dei Fossili o Museo Paleontologico, ha aperto al pubblico nel 2012 all'interno del Palazzo del Michelerio di Asti. Si tratta di uno dei pochi musei scientifici italiani interamente dedito a tematiche paleontologiche grazie ai numerosi resti di molluschi e cetacei ritrovati all'interno della provincia.

Il Museo è gestito dall’Ente di Gestione del Parco Paleontologico Astigiano, ente predisposto dalla Regione Piemonte, insieme alle aree protette locali.

Museo paleontologico territoriale dell'Astigiano
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Localitàpalazzo del Michelerio
IndirizzoCorso Vittorio Alfieri 381, 14100 Asti
Coordinate44°53′56.36″N 8°11′49.8″E
Caratteristiche
Visitatori14 995 (2022)
Sito web

La collezione

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Il Museo possiede un'ampia collezione paleontologica composta da oltre 18.000 fossili, tra quelli esposti e quelli conservati, principalmente di provenienza astigiana. La provincia dell’Astigiano costituisce un’area geopaleontologica tra le più importanti d’Europa come testimoniato dai ricchissimi affioramenti fossiliferi e dai diffusi ritrovamenti di resti di vertebrati che sin dal XVII secolo hanno attirato l’attenzione di studiosi da tutto il continente.

L'abbondanza di fossili è legata alla storia geologica del territorio: le colline intorno la città sono costituite interamente da sedimenti depositati nel Bacino Terziario Piemontese, in particolare le Sabbie di Asti e le Argille Azzurre (anche dette Argille di Lugagnano), con limitati ma altrettanto importanti affioramenti di ambiente continentale appartenenti al Villafranchiano. Le sequenze stratigrafiche permettono ai ricercatori di studiare in modo approfondito e quasi per intero la storia del bacino durante l’epoca pliocenica (tra i 5,5 e i 2,6 milioni di anni fa).

Attualmente sono visitabili due spazi allestiti, una sala principale e una sala per le mostre temporanee:

nella galleria sotterranea del Palazzo del Michelerio è collocata la sala principale; in questo spazio è ripercorsa la storia geologica del territorio del Monferrato, trattando gli eventi principali che hanno infine portato al suo emergere dalle acque del Golfo Padano nel corso del periodo Terziario. La maggior parte dei fossili in esposizioni risale al Pliocene (3,5 m.a), epoca in cui la Pianura Padana era ancora occupata dal Mare. La sala vede come protagonisti numerosi cetacei fossili, balene (misticeti) e delfini (odontoceti) tra cui si annoverano anche esemplari unici (come l'olotipo di Septidelphis morii[1]), ma sarà possibile conoscere anche squali, molluschi e l'abbondante fauna e flora che viveva lungo la costa piemontese. Al fondo della sala è inoltre presente un piccolo acquario marino tropicale che ricostruisce una piccola fetta di mare pliocenico.

Al piano terra, all'interno della "Ex Chiesa del Gesù" è attualmente presente la mostra temporanea "Il Leviatano e le Sirene"[2], dedicata allo scheletro fossile di capodoglio rinvenuto nel 1929 in una frazione di Vigliano d'Asti[3] e allo scheletro di un "lamantino" proveniente da Montiglio[4]. Questi non sono gli unici fossili, anche qui sono presenti esemplari unici come gli olotipi di Marzanoptera tersillae[5] e di Atlanticetus lavei, il misticete più antico di tutta europa[6].

Storia delle collezioni dell'800

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La collezione storica di cetacei piemontesi[7] nasce nella seconda metà del ‘700, periodo in cui la comunità scientifica comincia ad interessarsi agli studi naturalistici, con la fondazione del Museo di Storia Naturale presso l’Università di Torino e del Gabinetto di Storia Naturale presso l’Accademia delle Scienze, poi unificate nel 1805 per editto napoleonico.

Nel corso dell’800 i fossili della collezione cominciano ad essere catalogati in modo sistematico. Nel 1874 i reperti vengono spostati a Palazzo Carignano, mentre il vero e proprio Museo di Geologia e Paleontologia nasce nel 1878, assieme all'omonima cattedra assegnata al Prof. Bartolomeo Gastaldi, cui si devono tra l’altro diverse campagne di ricerca e scavo.

L’importanza e la varietà della collezione sono riconosciute grazie all'opera "Catalogo descrittivo dei Talassoteri rinvenuti nei terreni terziari del Piemonte e della Liguria" redatto nel 1885 dal Prof. Alessandro Portis in cui vengono menzionati diversi olotipi[8].

La collezione storica comprende circa 150 esemplari, tra i più significativi ricordiamo tre scheletri di balenotteridi, lunghi diversi metri e due scheletri di delfinidi quasi completi. Altri resti sono costituiti da sezioni scheletriche parziali ma non meno rilevanti, come la colonna vertebrale di capodoglio riconosciuta come nuova specie[9]. Questo esemplare è attualmente in mostra al pubblico nella mostra "Il Leviatano e le Sirene" all'interno della “Ex Chiesa del Gesù”[10] spazio inserito nell'elenco dei Luoghi del Cuore del Fai[11] e uno dei più suggestivi locali del Museo ancora adornato dall'affresco raffigurante la “Gloria del Paradiso” di Giancarlo Aliberti (1670-1727).

Le attività del museo

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Il Museo Paleontologico opera a livello locale e regionale in quanto attualmente l’unica struttura piemontese che interviene direttamente, in modo specifico e tecnico nella salvaguardia dei beni paleontologici in situazioni d’emergenza, in accordo con la Soprintendenza "Archeologia, Belle Arti e Paesaggio" delle province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Il Museo, oltre alle proprie specifiche funzioni, costituisce il polo centrale di riferimento sul territorio per la valorizzazione e gestione del patrimonio geopaleontologico, organizzando mostre, eventi e attività: numerose iniziative sono tenute in collaborazione con gli enti scolastici e pubblici così da avvicinare i giovani allo studio del passato, del mondo naturale e dell’evoluzione del territorio.

Tra le mostre temporanee ora terminate ricordiamo “Fossili viventi: le creature che il tempo ha dimenticato”, mostra in cui vengono delineate e descritte le storie evolutive e molte altre curiosità relative a particolari organismi attuali che conservano caratteristiche primordiali (da cui il nome "Fossili viventi"), "Balene Preistoriche" dedicata ai più recenti studi condotti sui fossili di cetacei piemontesi e non ultima la mostra dedicata a Carlo Allioni[12], tra i primissimi naturalisti del settecento ad essersi occupato di fossili. Le ultime due mostre qui citate sono visibili gratuitamente tramite Virtual Tour dalla pagina web del Museo.

Il Museo svolge un'importante attività didattica con le scuole di ogni grado (dagli asilo sino all'Università) provenienti da tutta la Regione. L'offerta formativa è in constante evoluzione tramite visite guidate, attività pratiche e di laboratorio oltre che uscite all'aperto presso la Riserva Naturale Speciale della Valle Botto, Valle Andona e Val Grande per osservare dal vivo i livelli fossiferi pliocenici.

Le visite sono organizzate anche per gruppi di famiglie e privati, i programmi mensili sono pubblicati regolarmente su sito web e pagine social del Museo.

Il museo è provvisto di bookshop, fornito sia di pubblicazioni scientifiche sulla storia geo-paleontologica del territorio astigiano sia di libri per l'infanzia a tema naturalistico. Il visitatore potrà inoltre apprezzare un'ampia collezione di minerali e piccoli reperti fossili (come i denti di squalo Otodus obliquus) in vendita come souvenir.

  1. Descrizione di Septidelphis morii, su tandfonline.com.
  2. il leviatano e le sirene, su Parco Paleontologico Astigiano. URL consultato il 28 ottobre 2025.
  3. FOSSILI E TERRITORII nuovi pezzi del Museo Paleontologico di Asti e i luoghi in cui sono stati trovati, su Parco Paleontologico Astigiano. URL consultato il 28 ottobre 2025.
  4. FOSSILI E TERRITORII nuovi pezzi del Museo Paleontologico di Asti e i luoghi in cui sono stati trovati, su Parco Paleontologico Astigiano. URL consultato il 28 ottobre 2025.
  5. Descrizione di Marzanoptera tersillae, su academic.oup.com.
  6. (EN) Michelangelo Bisconti, Piero Damarco e Selina Mao, The earliest baleen whale from the Mediterranean: large‐scale implications of an early Miocene thalassotherian mysticete from Piedmont, Italy, in Hannah O'Regan (a cura di), Papers in Palaeontology, vol. 7, n. 2, 2021-05, pp. 1147–1166, DOI:10.1002/spp2.1336. URL consultato il 28 ottobre 2025.
  7. Emanuela Celona, Nuovi arrivi al Museo paleontologico Astigiano - #piemonteparchi, su piemonteparchi.it. URL consultato il 19 luglio 2021.
  8. Emanuela Celona, Delfini, balene, capodogli: 145 reperti fossili arricchiscono il Museo Paleontologico di Asti - #piemonteparchi, su piemonteparchi.it. URL consultato il 19 luglio 2021.
  9. (EN) Michelangelo Bisconti, Riccardo Daniello e Riccardo Stecca, A NEW PLIOCENE SPERM WHALE FROM VIGLIANO D’ASTI, PIEDMONT, NORTHWEST ITALY, in RIVISTA ITALIANA DI PALEONTOLOGIA E STRATIGRAFIA, vol. 131, n. 1, 13 febbraio 2025, DOI:10.54103/2039-4942/22338. URL consultato il 28 ottobre 2025.
  10. Art Bonus - Palazzo Michelerio ed ex Chiesa del Gesù (Museo dei Fossili), su artbonus.gov.it. URL consultato il 19 luglio 2021.
  11. FAI - Fondo Ambiente Italiano, su fondoambiente.it. URL consultato il 19 luglio 2021.
  12. Graziano Delmastro, Omaggio ai fossili storici di Valle Andona e al suo studioso Carlo Ludovico Allioni, su Parco Paleontologico Astigiano, 23 maggio 2025. URL consultato il 28 ottobre 2025.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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