Museo nazionale del Brasile

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Museo nazionale del Brasile
Museu nacional logo.svg
Frente do Museu Nacional UFRJ.JPG
Ubicazione
StatoBrasile Brasile
LocalitàRio de Janeiro
IndirizzoQuinta da Boa Vista, São Cristóvão
Caratteristiche
TipoStoria naturale, archeologia ed etnologia
FondatoriGiovanni VI del Portogallo
Apertura1818
Chiusura3 settembre 2018
DirettoreAlexander W. A. Kellner
Visitatori150 000 (2017)
Sito web

Coordinate: 22°54′21″S 43°13′34″W / 22.905833°S 43.226111°W-22.905833; -43.226111

Il Museo nazionale del Brasile (nome completo Museo nazionale dell'Università federale di Rio de Janeiro, in portoghese: Museu Nacional da Universidade Federal do Rio de Janeiro) è un centenario istituto museale per la ricerca di Rio de Janeiro, in Brasile. Fondato nel 1818, il museo ospitava reperti provenienti dall'Egitto, opere di arte greco-romana e alcuni dei primi fossili trovati in Brasile.

Nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2018 un incendio devastò il museo, distruggendo l'edificio e le collezioni raccolte nei suoi 200 anni di storia [1].

Incendio del 2 settembre 2018. In primo piano la scultura dedicata all'imperatore Pietro II

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo museo reale fu voluto dal re Giovanni VI del Portogallo che lo fece edificare nel 1818 nel centro della città di Rio de Janeiro per stimolare la ricerca scientifica in Brasile, all'epoca colonia portoghese. Inizialmente il museo ospitava alcune specie botaniche e principalmente ornitologiche, da cui il nome popolare di Casa degli uccelli.

Dopo il matrimonio del figlio di Giovanni VI, Pietro I, imperatore del Brasile, con l'arciduchessa Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena, il museo attirò un gran numero di naturalisti europei come Maximilian zu Wied-Neuwied, Johann Baptist von Spix e Carl Friedrich Philipp von Martius. Altri ricercatori esploratori del Brasile, come Auguste de Saint-Hilaire e il barone Georg Heinrich von Langsdorff, contribuirono ad accrescere le collezioni del museo.

Alla fine del XIX secolo, secondo le preferenze personali dell'imperatore Pietro II del Brasile, il museo nazionale cominciò a trattare temi di antropologia, paleontologia e archeologia. Lo stesso imperatore, dilettante appassionato di scienza, contribuì ad arricchire le collezioni di reperti dell'antico Egitto, di fossili botanici ecc. che egli aveva acquisito nel corso dei suoi molteplici viaggi all'estero. Così il museo si modernizzò e divenne la più importante istituzione di storia naturale e delle scienze umane nell'America meridionale.

Pietro II, inoltre, per arricchire ulteriormente il Museo, vista la scarsità di studiosi brasiliani, invitò scienziati stranieri a dare la loro opera al Museo. Il primo a venire fu Ludwig Riedel, un botanico tedesco che aveva partecipato alla spedizione esplorativa del barone von Langsdorff nel Mato Grosso dal 1826 al 1828. Altri scienziati sopraggiunsero per lavorare per il Museo come il chimico tedesco Theodor Peckolt e il geologo e paleontologo americano Charles Frederick Hartt. Col passare degli anni il Museo acquistò autorevolezza e fama attirando, tramite l'opera di convinzione del direttore del museo Ladislau Netto, numerosi studiosi stranieri e ricercatori stranieri come Fritz Müller, Hermann von Ihering, Carl August Wilhelm Schwacke, Orville Adalbert Derby, Emílio Augusto Goeldi, Louis Couty desiderosi di acquisire una conferma scientifica per i loro lavori.

Quando l'imperatore fu detronizzato da un colpo di Stato militare nel 1889 i ribelli cercarono di cancellare ogni traccia del periodo imperiale. Il palazzo di São Cristóvão, residenza ufficiale dell'imperatore, fu usato per trasferirvi dal 1892 tutte le collezioni del museo. Nel 1946 la direzione del Museo fu affidata all'Università del Brasile divenuta in seguito l'università federale di Rio de Janeiro. Gli uffici e i laboratori di ricerca occupavano una buona parte del palazzo e altri edifici eretti negli orti botanici e nel parco. Vi si trovava una delle più grandi biblioteche di Rio di argomenti scientifici. Il Museo nazionale attualmente organizzava dei corsi di studi superiori in antropologia, botanica, geologia, paleontologia e zoologia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Incendio devasta Museo Nazionale a Rio, in Ansa (Roma), http://www.ansa.it/, 3 settembre 2018.

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