Museo geopaleontologico GAMPS

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La Raccolta geopaleontologica del Gruppo A.V.I.S. Mineralogia Paleontologia di Scandicci (G.A.M.P.S.), inaugurata nel 2001, raccoglie ed espone oltre ad una collezione di minerali, un vasto repertorio di reperti fossili provenienti dai terreni della Toscana, tipico esempio della ricca biodiversità che caratterizzava tale regione durante il Pliocene. La raccolta ha sede in piazza Vittorio Veneto, 1 a Badia a Settimo, (Scandicci, Firenze).

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa raccolta geopaleontologica nacque a seguito ad una scoperta paleontologico fortuita, avvenuta nel 1998 ad opera di appartenenti al gruppo paleontologico[1] che richiese una sede più grande di quella originaria: il comune di Scandicci mise a disposizione l'ex scuola elementare di Badia a Settimo.

Logo del GAMPS - Gruppo AVIS Mineralogia Paleontologia Scandicci

In questi spazi è stato allestito un laboratorio per lo studio dei minerali e dei fossili; per le attività legate al loro restauro, conservazione e la musealizzazione.

Le collezioni di interesse scientifico[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, con i nuovi ritrovamenti paleontologici e con la donazione di alcune collezioni private, i reperti esposti nella raccolta geopaleontologica sono andati incrementando, fino ad avere migliaia di pezzi esposti, alcuni dei quali da considerarsi vere e proprie rarità a livello mondiale[2].

Lo sviluppo delle collezioni e il conseguente miglioramento quantitativo e qualitativo dei reperti, ha reso possibile il riconoscimento da parte della Regione Toscana[3] e l'instaurarsi di rapporti di collaborazione con la Soprintendenza alle Antichità della Toscana e con studiosi di fama internazionale.

Nel 1998 tale rapporto di collaborazione con il mondo scientifico, iniziato con la scoperta e il recupero della Balenottera fossile di Castelfiorentino, l'esemplare fossile di balenottera più completa scoperta in Europa[4], si è protratto nel tempo generando un filo diretto fra i ricercatori e gli specialisti del settore.

Il fossile di questo cetaceo fu presentato al pubblico nel 2002 attirando studiosi dai Paesi Bassi, Belgio, Giappone e dagli Stati Uniti.

Nel 2000 furono rinvenute parti ossee di un secondo cetaceo fossile, battezzato poi Balena di Monterotondo.

Nel 2001 furono recuperati da lastre di argilla numerosi pesci fossili abissali di varie specie, tra cui il rarissimo Trachipterus trachypterus.

Nel 2002 a Castelnuovo Berardenga furono trovati centinaia di denti di Chlamydoselachus, lo Squalo serpente.

Nel 2003 la collezione paleontologica si è arricchita di una enorme zanna di Elephas meridionalis della lunghezza di 2,60 metri ed pesante 120 chilogrammi.

Inoltre, in Umbria è stato scoperto un balenide pliocenico di oltre 10 metri di lunghezza.[5] Il reperto è stato considerato di grande valore scientifico perché si è trattato del primo misticeto fossile trovato nella regione.

Successivamente, ha fatto ingresso un nuovo reperto costituito da un cranio di un delfinide, ritrovato nei pressi di Pienza (Siena). Si tratta di un odontoceto estinto durante il Pliocene, inizialmente classificato come Stenella giulii, ma recenti studi hanno attribuito questa specie ad un nuovo genere di delfini fossili, Etruridelphis giulii.[6]

Nel corso degli ultimi mesi dell'anno 2006 il GAMPS ha ricevuto in donazione la "Collezione Pellegatta" che è composta da circa 700 campioni di minerali provenienti da tutto il mondo.

Nel mese di febbraio 2007, il GAMPS è stato protagonista di una scoperta che ha avuto rilievo internazionale, il ritrovamento della Balenottera pliocenica di Montalcino (SI). Brunella, così è stata soprannominata la balenottera, è stata scoperta nei vigneti di una tenuta toscana celebre per il suo vino, il Brunello di Montalcino, da cui il reperto fossile ha tratto il nome. Il fossile è stato recuperato in collaborazione con la Soprintendenza alle Antichità della Toscana. Lo scheletro, pressoché completo, è in attesa del restauro definitivo, che sarà affidato ai ricercatori del GAMPS sotto la supervisione della Soprintendenza.

A maggio del 2007 è avvenuta la scoperta di un nuovo balenide nei sedimenti pliocenici di Allerona Scalo, il reperto si trovava a pochi metri da quello scoperto nel 2003. Questa scoperta lascia ipotizzare un probabile spiaggiamento di altri esemplari. Alla fine dello scavo avvenuto nel luglio 2007, è stato scoperto un Metaxytherium subapenninum, un dugongo pliocenico di 4 metri di lunghezza, ritrovato ad Arcille, in provincia di Grosseto.

Il fossile si trova esposto nelle sale del raccolta geopaleontologica GAMPS di Badia a Settimo. Nei mesi successivi, tra il 2007 e il 2008, sono stati recuperati altri due scheletri parziali di esemplari appartenuti sempre alla stessa specie di dugongo. Nel 2008 ha fatto invece il suo ingresso lo scheletro di un nuovo cetaceo marino, questa volta un delfino trovato nei pressi di Asciano e molto probabilmente si tratta anche in questo caso di una nuova specie, ma gli studi sono ancora in corso.

Nel 2009 i ricercatori si sono invece imbattuti nei resti di una foca, Pliophoca etrusca. Il ritrovamento è importante, in quanto si tratta del terzo reperto scoperto al mondo di questa specie[7].

Il 2009 ha riservato anche la scoperta di una nuova balenottera, la Balena di Spicchio.

Nella zona di Arcille (Campagnatico, Grosseto) è stato scoperto e recuperato il quarto scheletro appartenente alla specie di dugongo pliocenico Metaxytherium subapenninum. È stata inoltre trovata la zanna fossile di un mammifero terrestre, molto probabilmente riconducibile ad un suidae, un facocero o un suo antenato.

Va inoltre annoverato in tutti questi anni un continuo ritrovamento di denti di elasmobranchi (squali). Fra le specie più comuni ci sono Prionace glauca (verdesca), Hexanchus griseus (pesce vacca), Squatina sp. (pesce angelo o squadro), Isurus oxyrinchus (mako), Isurus hastalis (grande mako fossile), Alopias superciliosus (squalo volpe dal grande occhio), Cetorhinus maximus (squalo elefante), Odontaspis ferox (cagnaccio), Carcharodon carcharias (squalo bianco), Carcharias taurus (squalo toro), Dalatias licha (Scimnorino), Pristiophorus sp. (squalo sega), Carcharhinus plumbeus (squalo grigio), Carcharhinus perezi (squalo di barriera dei Caraibi), altri Carcharhinus ssp., Centrophorus granulosus (centroforo, pesce di notte), Echinorhinus richiardii (Echinorino, squalo spinoso).


Mammiferi marini[modifica | modifica wikitesto]

Elasmobranchi, teleostei e crostacei[modifica | modifica wikitesto]

Malacologia[modifica | modifica wikitesto]

Mineralogia[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il GAMPS collabora direttamente con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La raccolta geopaleontologica di Scandicci
  2. ^ Natura in stile paleontologico toscano: Balene, squali, delfini e sirene che hanno in comune?[collegamento interrotto]
  3. ^ Regione Toscana: Sistema Museale Toscana Musei
  4. ^ Simone Casati - Polvere nel mare del tempo. Una Balena a Badia a Settimo. Gruppo Avis Mineralogia Paleontologia Scandicci - La Tipolito, Signa
  5. ^ [1][collegamento interrotto]Informazioni sul ritrovamento delle balene di Allerona
  6. ^ Leggi il racconto del ritrovamento e dello scavo effettuato dai ricercatori del GAMPS Archiviato il 23 gennaio 2010 in Internet Archive.
  7. ^ Scoperti resti fossili di foca nel pliocene senese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Simone Casati, Luca Oddone - Lo squalo serpente nella campagna toscana. Storie di uomini e di ritrovamenti - La Tipolito 2011, Signa.
  • Simone Casati - Polvere nel mare del tempo. Una Balena a Badia a Settimo. Gruppo Avis Mineralogia Paleontologia Scandicci - La Tipolito 2007, Signa Recensione
  • Luca Oddone, Simone Casati, Marco Zanaga, Giovanni Bianucci, Franco Gasparri - Quando Volterra non c'era gli squali mangiavano le balene. SOS Volterra, GAMPS Scandicci - La Tipolito 2009, Signa Eventi Regione Toscana[collegamento interrotto]
  • Giorgio Batini - La Toscana delle balene. Quando grandi cetacei, squali e sirene popolavano le acque marine che si estendevano tra Grosseto, Pisa, Livorno, Lucca, Firenze e Siena Polistampa 2009 Recensione
  • Franco Cigala Fulgosi, Simone Casati, Alex Orlandini & Davide Persico, 2009. A small fossil fish fauna, rich in chlamydoselachus teeth, from the Late Pliocene of Tuscany (Siena, central Italy). Cainozoic Research, 6(1-2), pp. 3 – 23, 8 figs, 2 tabs.
  • Giovanni Bianucci, Stefano Claudio Vaiani & Simone Casati, A new delphinid record (Odontoceti, Cetacea) from the Early Pliocene of Tuscany (Central Italy): systematics and biostratigraphic considerations (abstract), in Neues Jahrbuch für Geologie und Paläontologie - Abhandlungen, vol. 254, nº 3, 2009, pp. 275–292. URL consultato il 24 gennaio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]