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Museo di anatomia comparata Giovanni Battista Grassi

Coordinate: 41°54′23.95″N 12°30′58.09″E
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Museo di Anatomia Comparata
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàRoma
IndirizzoDipartimento di Biologia e Biotecnologie "C. Darwin",
via A. Borelli 50
Coordinate41°54′23.95″N 12°30′58.09″E
Caratteristiche
TipoNaturalistico
Intitolato aGiovanni Battista Grassi
DirettoreRiccardo Castiglia e Ernesto Capanna
Visitatori50 (2020)
Sito web

Il Museo di Anatomia comparata “Giovanni Battista Grassi” è un museo universitario di carattere zoologico con sede a Roma, parte del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” dell’Università di Roma “La Sapienza”. Il museo conserva collezioni di vertebrati, comprendenti esemplari osteologici, naturalizzati e in mezzo liquido, oltre a strumenti scientifici e modelli anatomici. Le sue attività sono promosse e coordinate in collaborazione con il Polo Museale Sapienza.

Le collezioni dei musei naturalistici dell’Università di Roma “La Sapienza” hanno un’origine complessa e antica, in buona parte derivante dal Museo di Mineralogia et Historia Naturalis del Pontificio Romano Archiginnasio, allestito nel 1805[1]. Nel 1823, sotto il pontificato di Pio VII, fu istituito a Roma il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata, affidato alla direzione di Luigi Metaxà (1778-1842). La collezione del Museo di Anatomia Comparata ebbe origine nel 1873, a seguito della separazione dei reperti relativi ai vertebrati dal resto delle collezioni zoologiche. Nel 1875 vi confluirono anche alcuni reperti provenienti dalle collezioni del museo costituito presso il Collegio Romano dal gesuita Athanasius Kircher (1602-1680)[2]. Il Museo ebbe inizialmente sede in un antico convento di Via Depretis e, intorno al 1930, fu trasferito nella sede di Via Borelli. Solo negli anni cinquanta del XX secolo si avviò una prima operazione di recupero delle strutture museali: il materiale disponibile venne selezionato ed esposto al pubblico in un’unica sala, mentre la restante parte della collezione fu collocata in un magazzino situato al di sotto dell’ampia sala didattica, la sala Grassi dell’Istituto di Anatomia Comparata (confluito nel Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin”). Nel 1979 il Museo di Anatomia Comparata divenne una struttura autonoma e furono avviati interventi di miglioramento e ampliamento che resero gradualmente possibile l’acquisizione di nuovi spazi espositivi, laboratori e magazzini[3].

L’area espositiva del museo è composta da sei sale collegate da un corridoio. Nella sala Grassi sono conservati i cimeli e l’archivio storico dello zoologo italiano Giovanni Battista Grassi (1854-1925), che fu direttore del museo dal 1894 fino alla morte[4]. Nella stessa sala sono esposti modelli anatomici in cartapesta realizzati da Jérôme Auzoux (1797-1880), in parte restaurati[5], modelli embriologici in cera di Friedrich Ziegler (1860-1936)[5] e un’istoteca storica costituita da circa 3.000 preparati[6]. Tre sale contigue sono dedicate alla storia della microscopia: vi si trovano antichi strumenti databili dalla fine del XVIII secolo fino al 1970 circa[7]. Nella sala dei cetacei e in una parte del lungo corridoio sono esposti gli scheletri montati di una balenottera comune e di un capodoglio, già presenti nelle collezioni dell’Archiginnasio. La restante parte del corridoio e la sala didattica ospitano la componente più ricca del museo: la collezione di vertebrati, composta da reperti osteologici, esemplari naturalizzati e conservati in mezzo liquido[7] Il museo è dotato inoltre di una stanza destinata al personale temporaneo e di un laboratorio per il restauro del materiale museale, che ospita anche una piccola parte delle collezioni in mezzo liquido[8]. La restante parte dei reperti in mezzo liquido e a secco è conservata in due diverse aree dell’edificio di Via Borelli[8].

Le collezioni scientifiche

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A seguito di revisioni delle collezioni vertebratologiche, il numero dei reperti conservati presso il Museo di Anatomia Comparata dell’Università “La Sapienza” ammonta a circa 14.000 esemplari. La collezione comprende circa 5.110 reperti osteologici “a secco” e circa 8.000 esemplari in mezzo liquido, che costituiscono la quota principale, oltre a 240 esemplari naturalizzati. Sono rappresentati tutti i principali taxa di vertebrati[9][10]. Le provenienze coprono tutte le regioni biogeografiche, con una forte prevalenza della regione paleartica, in particolare dell’Italia (circa il 45% del totale). Escludendo i campioni italiani, le percentuali risultano così distribuite: regione paleartica 30%, afrotropicale 21%, indo-malese 15%, neotropicale 14%, australasiana 11%, nearctica 9%[8]. Circa 700 reperti appartengono a specie minacciate secondo le categorie IUCN: 483 Vulnerabili (VU), 124 In Pericolo (EN) e 71 In Pericolo Critico (CR), distribuiti in 16 specie[8]. Dal punto di vista cronologico, i reperti spaziano dal XVII secolo al XXI secolo. Tra i più antichi figurano quelli provenienti dalla collezione kircheriana, identificati in parte attraverso il catalogo di Filippo Bonanni (1709), che attribuisce con certezza 24 reperti e altri in maniera incerta[11]. Oltre ai vertebrati, il museo custodisce alcune collezioni storiche di invertebrati[8]. Tra queste si segnalano: i lepidotteri raccolti dall’entomologo Hermann Georg Krüger (1871-1940); le scatole didattiche di vari gruppi di insetti nocivi all’agricoltura, acquistate da Grassi presso la ditta Emile Deyrolle di Parigi; un’antica collezione di molluschi gasteropodi di incerta origine.

Le tavole parietali

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Il Museo conserva centinaia di tavole parietali didattiche, in prevalenza disegnate a mano, risalenti agli ultimi due decenni del XIX secolo e all'inizio del XX secolo, che raffigurano animali appartenenti a vari gruppi zoologici e parti anatomiche. Nel 2025 è stato realizzato il Progetto:GLAM/Museo di anatomia comparata Sapienza, che ha previsto la digitalizzazione e la metadatazione di 137 tavole parietali della sua collezione.

Le tavole parietali (o tavole murali, Wandtafeln, wall charts, planches murales) sono state uno strumento didattico fondamentale nelle università e nelle scuole di tutta Europa, soprattutto nel periodo compreso tra il 1870 e il 1920, anche se i primi esemplari compaiono nel 1820-1830 e in alcuni casi il loro uso si protrae fino agli anni ‘60. Si tratta di manifesti didattici di materiale cartaceo, a volte applicati a fogli di lino o di tela, caratterizzati dal grande formato (a titolo esemplificativo, 70x100, 100x150, oppure 130x140) e dalla presenza di disegni e illustrazioni, da appendere ai muri o alle pareti dell’aula in cui si svolgeva l’attività didattica, al fine di offrire ai discenti un’esperienza visuale di quanto spiegato nel corso della lezione e delle esercitazioni di laboratorio. Le tavole potevano essere stampate a colori in cromolitografia ed acquistate presso ditte specializzate, o alternativamente potevano essere realizzate a mano attraverso il lavoro di disegnatori, ruolo svolto da tecnici e preparatori museali oppure dagli stessi docenti universitari.

  1. (Giuseppini & Capanna, 2010; Capanna, 2015)
  2. (Capanna & Merzagora, 2001)
  3. (Capanna, 2015)
  4. (Capanna, 2017)
  5. 1 2 (Capanna & Giuseppini, 2012)
  6. (Iannelli & Capanna, 1997)
  7. 1 2 (Capanna, 2014)
  8. 1 2 3 4 5 (Di Russo et al. 2024)
  9. Di Russo et al. 2025
  10. Bezerra et al. 2024
  11. (Capanna & Merzagora, 2001; Capanna, 2015)
  • Giuseppini S., Capanna E. (2010). Il Museo di Anatomia Comparata: dall’Archiginnasio alla Sapienza (1800-1980). Museologia Scientifica, n.s., 4: 24-42.
  • Capanna E. (2015). Le antiche radici storiche di un museo naturalistico della Sapienza. Il “Museo di Zoologia e Comparativa Anatomia”. Bollettino dei Musei Comunali di Roma, n.s., XXIX: 187-212.
  • Capanna E., Merzagora L. (2001). Dal Kircheriano alla “Sapienza”: i musei universitari nello Stato Pontificio. In: Lo Sardo E. (a cura di), Athanasius Kircher: il museo del mondo. De Luca, Roma: 197-205.
  • Capanna E. (2017). Giovanni Battista Grassi. Un Re Mida della Zoologia. Collana Maestri della Sapienza, 5. Sapienza Università Editrice, Roma, 133 pp.
  • Capanna E. (2014). Una visita guidata al Museo di Anatomia Comparata. Vol. 2. Sapienza Università Editrice, Roma.
  • Iannelli M.G., Capanna E. (1997). La collezione storica di preparati microscopici del Museo di Anatomia Comparata dell’Università di Roma. Museologia Scientifica, 14(1): 29-74.
  • Di Russo E., Gippoliti S., Bezerra A.M., Aruta A., Solano E., Castiglia R. (2024). La collezione vertebratologica del Museo di Anatomia Comparata “Giovanni Battista Grassi” di Roma. Museologia Scientifica Memorie 23:84-92
  • Bezerra A.M., Di Russo E., Castiglia R. (2024). Disseminating “hidden” scientific collections: the medium and large-sized terrestrial mammals at the Museo di Anatomia Comparata “Giovanni Battista Grassi”, Roma, Italy. Biodiversity Data Journal, 12: e124810.

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Collegamenti esterni

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