Museo del salame di Felino
| Museo del salame di Felino | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Felino |
| Indirizzo | Via Giosué Carducci 11, 43035 Felino |
| Coordinate | 44°41′41.5″N 10°14′37.3″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | etnografia, cibo |
| Collezioni | strumenti e oggetti legati alla produzione del salame Felino |
| Periodo storico collezioni | epoca romana - XXI secolo |
| Istituzione | 2004 |
| Fondatori | Associazione dei Musei del Cibo della Provincia di Parma |
| Apertura | 28 ottobre 2004 |
| Proprietà | Associazione dei Musei del Cibo della Provincia di Parma |
| Visitatori | 2 554 (2022) |
| Sito web | |
Il museo del salame Felino, noto anche come museo del salame di Felino, è uno spazio espositivo dedicato al salame Felino, collocato all'interno di una corte rurale medievale situata in via Giosué Carducci 11 a Felino, in provincia di Parma.[1][2][3][4]
Storia
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Nel 2001, su impulso dell'amministrazione provinciale di Parma, fu fondato il "Comitato Promotore dei Musei del Cibo", dal 2003 Associazione dei Musei del Cibo della Provincia di Parma, che riuniva la Provincia di Parma, i Comuni di Soragna, Langhirano e Collecchio, i consorzi di tutela dei Prodotti Tipici, la Camera di Commercio di Parma e le associazioni economiche di categoria; a partire dal 2003, l'ente si occupò della creazione e gestione della rete di Musei del Cibo nel territorio provinciale, avviando una serie di lavori che interessarono alcuni edifici.[5]
Nel 2004, su interessamento del Comune di Felino, fu realizzato all'interno delle cantine trecentesche del castello a monte dell'abitato un museo dedicato al salame Felino, inaugurato il 30 ottobre dello stesso anno.[5]
Vent'anni dopo fu ristrutturata una corte medievale nel centro del capoluogo, nella quale fu spostata la sede museale, aperta al pubblico il 12 ottobre 2024.[1][2]
Percorso espositivo
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Il percorso espositivo, collocato al pianterreno della corte rurale, è suddiviso in sette sezioni.[6]
Nella sala d'ingresso posta sulla destra del fabbricato, la prima sezione è dedicata alla storia: una serie di pannelli descrive le scoperte archeologiche avvenute nella zona e le più remote testimonianze dell'allevamento dei maiali e della produzione dei salami nel territorio. Come riportato nelle illustrazioni, la più antica raffigurazione ancora esistente è costituita da un altorilievo in marmo rosso di Verona, appartenente al Ciclo dei mesi realizzato alla fine del XII secolo da Benedetto Antelami all'interno del battistero di Parma: la scultura, allegorica del mese di gennaio, ritrae un uomo occupato nell'operazione di asciugatura di salami e salsicce;[2][6][7] il primo testo scritto che menzioni la produzione di salami a Felino è invece rappresentato da un documento redatto da Niccolò Piccinino nel 1436.[6] Inoltre, in adiacenza sono presenti alcune teche, che espongono vari reperti d'epoca romana ceduti in comodato dalla direzione del museo archeologico nazionale di Parma. L'oggetto più significativo è un ago bronzeo rinvenuto nel 1981 tra le fondamenta di una villa rustica d'età imperiale, portata alla luce durante gli scavi per la realizzazione di un salumificio alle porte di Felino; lo strumento era probabilmente utilizzato per cucire i budelli dei maiali per la produzione dei primi salami.[2][6][8] Sono inoltre presenti i frammenti ceramici di un'olla,[9] di un piatto decorato in rilievo[10] e di una coppa.[11]
Nello stesso ambiente, la seconda sezione è intitolata al territorio: i pannelli parietali descrivono la zona di Felino, il suo castello medievale e la storia del Consorzio di tutela del salame Felino IGP.[6]
La seconda sala, posta sulla sinistra del fabbricato e coperta da una volta a botte in pietra, è occupata dalla terza sezione, dedicata alla norcineria: vari pannelli e alcuni schermi illustrano l'attività di macellazione dei maiali e di lavorazione delle loro carni nella storia, col supporto anche di grandi immagini e di numerosi antichi oggetti e strumenti provenienti dal territorio. Su un lato della stanza si apre un'ampia nicchia, originariamente dedicata al focolare; lo spazio espone alcuni tritacarne ottocenteschi e novecenteschi, di cui è descritta la storia. Il fianco nord-occidentale è infine occupato da una piccola cantina, in cui è collocata una sagoma in forex raffigurante un Salame con le gambe, realizzata su disegno di Benito Jacovitti.[2][6][12]
Nella terza sala, posta sul retro rispetto alla precedente, sono esposti altri attrezzi, tra cui nel mezzo una grande macchina insaccatrice risalente all'incirca al 1925.[6][13] Sulla sinistra, la quarta sezione del museo è intitolata alla gastronomia: i pannelli parietali descrivono il consumo del salame nella storia, a partire dai banchetti delle famiglie nobili del Rinascimento.[2][6]
Accanto, la quinta sezione è dedicata alla tecnologia: i pannelli illustrano l'evoluzione della produzione del salame Felino nei secoli, con particolare attenzione al XIX e XX secolo.[2][6]
La sesta sezione si occupa del commercio: i pannelli descrivono lo sviluppo della vendita dei salami nella storia; sulla parete è inoltre esposta una locandina pubblicitaria del 1946 disegnata da Gino Boccasile per il salumificio Gino Tanzi di Sala Baganza.[6][14]
Un piccolo ambiente sul retro è occupato infine dalla settima sezione, relativa ai video sulla norcineria: un grande schermo mostra alcune testimonianze dell'antica attività dei norcini e delle tecniche utilizzate nei moderni salumifici.[6]
Sul lato sud-est dell'edificio si apre un ampio portico, utilizzato in particolari occasioni per degustazioni di salami o per attività didattiche.[6]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 La sede del museo, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 21 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 Inaugurata la nuova sede del Museo del Salame Felino, in www.salumi-italiani.it, 17 ottobre 2024. URL consultato il 21 ottobre 2025.
- ↑ Museo del salame di Felino, su cultura.gov.it. URL consultato il 21 ottobre 2025.
- ↑ Museo del salame di Felino, su bbcc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 21 ottobre 2025.
- 1 2 Le fasi del progetto, su museidelcibo.it. URL consultato il 21 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Il percorso espositivo, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 21 ottobre 2025.
- ↑ Salami e salsicce nei bassorilievi dell'Antelami, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ Ago in bronzo da salami di epoca romana frammentario all'altezza della cruna, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ Frammento di olla d'impasto scuro con labbro estroflesso di epoca romana, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ Frammento di parete di coppa in terra sigillata con rosetta applicata di epoca romana, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ Frammento di coppa a pareti sottili con base piana di epoca romana, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ Sagoma salame con le gambe di Benito Jacovitti, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ Macchina insaccatrice per salami, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ Locandina pubblicitaria delle industrie Alimentari Gino Tanzi di Sala Baganza, su salamedifelino.museidelcibo.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Mariagrazia Villa, Il Museo del Salame di Felino, in Parma economica, Parma, Camera di Commercio di Parma, 2010, pp. 62-69.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul museo del salame di Felino
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su salamedifelino.museidelcibo.it.
