Museo del tessuto

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Museo del Tessuto
Museo del Tessuto sign.jpg
Prato, campolmi 01.jpg
L'ex-lanificio Campolmi, sede del museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPrato
IndirizzoVia Puccetti, 3
Caratteristiche
TipoArte tessile
Sito web

Coordinate: 43°52′37.79″N 11°05′55.57″E / 43.877164°N 11.098769°E43.877164; 11.098769

Il Museo del Tessuto si trova a Prato in via Puccetti 3 ed è uno dei più importanti a livello nazionale ed europeo sulla storia e lo sviluppo della tessitura dall'antichità ai giorni nostri[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo del museo venne costituito nel 1975 grazie alla donazione di un corpus di tessuti del XIV - XIX secolo da parte del collezionista privato Loriano Bertini all'Istituto Tecnico Industriale "Tullio Buzzi", scuola per la formazione di periti chimici, tessili e meccanici[2].

La scuola ha ospitato le collezioni fino al 1997 quando venne inaugurata la nuova sede di piazza del Comune dove il museo ha svolto la sua attività fino ad aprile 2003. Dal 1975 le collezioni tessili, grazie alle acquisizioni dell'associazione ex allievi dell'istituto tessile sono cresciute fino a raggiungere il patrimonio attuale che oggi è di assoluto rilievo a livello internazionale[3].

L'arte della lavorazione tessile è documentata dall'era paleocristiana fino ai nostri giorni nelle varie tecniche di esecuzione, per un totale di circa seimila reperti. Completano il patrimonio del museo un fondo librario, una collezione di figurini di moda dell'800, macchinari, campionari di chimica tintoria e strumenti di preparazione alla tessitura di varia epoca[4].

Attualmente il Museo del Tessuto è gestito da una fondazione costituita da comune di Prato, provincia di Prato, Unione Industriale, Cariprato, Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato.

In un'altra parte del complesso è previsto che venga ospitata la biblioteca comunale e i servizi connessi[5].

L'ex Cimatoria Campolmi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2003 il Museo ha sede presso l'ex cimatoria Campolmi, una delle fabbriche più antiche del comune di Prato, sviluppatasi nell'Ottocento intorno a un mulino già esistente nel Quattrocento e uno dei più importanti esempi di architettura industriale in Toscana.

La "Cimatoria Campolmi Leopoldo e C." è una fabbrica simbolo della storia produttiva pratese, presso la quale i tessuti allo stato greggio venivano rifiniti (finissaggio) attraverso diverse fasi di lavorazione (follatura, tintura, garzatura, cimatura, calandratura). Il restauro dell'antico opificio è stato effettuato dal Comune di Prato, con il contributo finanziario dell'Unione Europea, su progetto dell'architetto Marco Mattei.

Dall'ingresso, prima del piazzale, fortemente caratterizzato dal vascone centrale nel quale si specchia l'alta ciminiera (1896), sulla destra si accede al museo, che ha come scopo la promozione, valorizzazione e tutela della cultura tessile[6].

Il percorso museale[modifica | modifica wikitesto]

Area di familiarizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'area di familiarizzazione è stata creata per introdurre il visitatore alla fruizione consapevole delle collezioni del museo. Grazie a una lettura graduale del manufatto tessile, con un approccio diretto e facilmente comprensibile, il visitatore può capire, apprezzare e approfondire la propria conescienza del settore. La possibilità di toccare alcuni dei materiali in mostra garantisce inoltre una partecipazione attiva. Il percorso tracciato lungo il corridoio iniziale presenta la [[filiera tesciao sile]], cioè il ciclo produttivo del tessuto nelle sue fasi essenziali[7].

Sala storica e le collezioni antiche[modifica | modifica wikitesto]

Una vasta sala con volte a crociera su pilastri neogotici (1869) accoglie la sezione storica, con allestimento flessibile, in grandi vetrine. Frammenti provenienti dalle aree geografiche dell'antico Perù (tessuti precolombiani) e dalle sepolture dell'Egitto cristianizzato (tessuti copti) costituiscono il nucleo archeologico.

Molto ricca è la sezione che testimonia la produzione tessile dei secoli XIV - XVIII con frammenti provenienti dall'Italia, dall'Europa, dal Medio e dall'Estremo Oriente.

L'Ottocento e il Novecento sono rappresentati da tessuti per abbigliamento e arredamento, alcuni dei quali d'autore (Henry Moore, Giò Ponti, Raoul Dufy), abiti, ricami, merletti e passamanerie, nonché da importanti campionari delle prime fabbriche di Prato.

Di notevole interesse storico-antropologico sono i tessuti etnici del XIX e XX secolo provenienti da India, Cina, Giappone, Indonesia, America Centrale e Meridionale. I tessuti sono esposti all'interno di particolari e innovative teche mobili che permettono di modificare l'allestimento della sala secondo i diversi contenuti delle esposizioni.

Ogni teca presenta un periodo storico e i tessuti sono soggetti a periodiche rotazioni. L'allestimento rispecchia i criteri conservativi ma al tempo stesso valorizza i tessuti sottolineandone gli aspetti artistici e tecnici.

L'esposizione è arricchita dalle proiezioni di immagini artistiche e storiche per ricreare le suggestioni e l'atmosfera in cui i tessuti furono, nel corso dei secoli, progettati, realizzati e utilizzati[8].

Le collezioni sono così classificate[9]:

  • Tessuti antichi e paramenti sacri. Questi sono materiali prodotti in Europa risalenti all’inizio del XIII sec. fino al XX secolo a testimonianza dei momenti più importanti dello sviluppo delle manifatture europee. Le tipologie sono varie, sono prsenti tessuti figurati, velluti, tovaglie perugine, lampassi e damaschi.
  • Tessuti e manufatti ricamati. Questa collezione è composta da una gamma di ricami realizzati su oggetti confezionati di origine Italiana ed europea dal XV al XX secolo e da una ssrie i frammenti provenienti da raccolte storiche.
  • Tessuti e abiti etnici. Questa raccolta è di grande valore storico e antropologico. I tessuti provengono da India, Indonesia e dallo Yemen, America centrale e meridionale, Cina e Giappone. Questa vastità di decori e simbologie testimoniano il valore dell’arte tessile come stumento sociale di comunicazione.
  • Tessuti archeologici. Questa rara collezione è composta da frammenti tessili ritrovati durante scavi o sepolture. Generalmente appartenenti al III-X sec. d.C., descrivono la cultura copta e ecolombiana.
  • Campionari pratesi. Una raccolta di libri/campionari di storiche aziende di Prato. Lo scopo di questa collezione è quello di documentare l’evolversi del gusto e dello stile Pratese dal tardi 1800 al periodo contemporaneo.
  • Bozzetti e tessuti d’artista. Questi esemplari sono realizzati da artisti del 1900 come Raoul Dufy e Thayaht e da maestri contemporanei, come Giò Pomodoro e Bruno Munari. Questi hanno trasformati il concetto di tessuto, facendone una forma espressiva della loro creatività.
  • Tessuti contemporanei. Questa collezione cotiene una selezione di tessuti appartenenti al 1976 e oltre. Questi prodotti sono ritenuti importanti per innovazione tecnologica ed espressione delle tendenze moda della città di Prato.
  • Abiti e accessori. Questa sezione vuole testimoniare l’evoluzione del costume dal XVI secolo fino ad oggi. In particolare, si evidenziano alcuni modelli realizzati con tessuti pratesi per prestigiose produzioni cinematografiche.
  • Macchinari. Questa collezione vuole mostrare tutti quegli strumenti di preparazione alla tessitura come telai manuali, follatrici, macchine battitore,... di manifattura italiana o frutto di progetti locali per la produzione pratese.
  • Figurini di moda. Questa unica collezione raccoglie circa 1700 figurini maschili e femminili provenienti dalle principali riviste italiane e francesi del XIX secolo. L'intera gamma è consultabile nel catalogo on line.

Prato città tessile[modifica | modifica wikitesto]

Antica macchina follatrice

Il percorso prende in considerazione alcuni momenti significativi della straordinaria storia che lega il territorio alla produzione tessile e a quella laniera in particolare, dal medioevo fino agli anni novanta del XX secolo.

La terra di Galceti, il fiume Bisenzio e la canalizzazione dell'acqua attraverso il sistema delle gore sono alcune caratteristiche del territorio pratese che hanno facilitato l'inizio dell'attività tessile.

La prima sezione documenta la produzione del panno in epoca medievale attraverso materiale iconografico e documentario. La sezione dedicata al periodo preindustriale illustra un varco cronologico che dal Quattrocento arriva fino alla metà del XIX secolo. Nel Rinascimento e nel Seicento la produzione tessile pratese subisce forti limitazioni nella qualità e nell'esportazione a causa delle leggi imposte dai Granduchi di Toscana.

Pagine di campionario del 1966

Una prima fase di risveglio produttivo si avverte solo alla fine del Settecento grazie ad alcuni imprenditori e alla produzione dei cosiddetti "berretti alla levantina" (i fez). La prima metà del secolo successivo è caratterizzata dall'introduzione sul territorio del telaio Jacquard ad opera di Giovan Battista Mazzoni.

L'evoluzione della produzione tessile pratese tra il 1850 e il 1950 è presentata con materiali che illustrano sia la tipologia di prodotto tessile prevalente sul territorio, il cardato in lana rigenerata o meccanica, sia i mutamenti organizzativi, sociali e produttivi.

Dalla seconda guerra mondiale in poi il percorso si concentra nell'illustrare il frenetico ritmo che dalla ricostruzione agli anni '90 ha permesso la strutturazione e la crescita del distretto tessile industriale con le caratteristiche che vediamo oggi.

Sono presentate in forma semplice e sintetica la fase di passaggio dalla produzione tradizionale al prodotto moda vero e proprio attraverso le innovazioni nel campo della ricerca dei materiali, della struttura dei processi di nobilitazione. Sono gli anni in cui vengono introdotte le prime fibre sintetiche, si realizzano tessuti elasticizzati e finte pellicce, anni in cui il distretto pratese si pone lentamente come uno tra i principali centri della moda mondiale per i tessuti e per i filati[10].

Sezione contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Piviale di Papa Giovanni Paolo II per il Giubileo del 2000

Il distretto tessile pratese conta circa 9.000 aziende artigiane e industriali di medie, piccole e piccolissime dimensioni, attive in tutti i settori del comparto tessile per un'estensione di circa 700 km².

La sezione contemporanea raccoglie quei tessuti che per caratteristiche tecniche, tecnologiche o decorative rappresentano un'assoluta novità nel panorama internazionale e li presenta in anteprima rispetto alla loro diffusione commerciale.

L'innovazione, la ricerca tecnologica e la sperimentazione nei processi produttivi sono il risultato di un lungo percorso storico e culturale testimoniato dai tessuti di questa sezione.

Nel suggestivo allestimento della sala è anche esposto l'imponente manto tessuto dalle imprese pratesi e indossato da Sua Santità Giovanni Paolo II per l'apertura della Porta Santa in occasione del grande Giubileo del 2000, in colori smaglianti (grazie all'uso del lurex) fatto proprio da una ditta pratese.

Un'attenzione particolare è dedicata al processo di finissaggio, la fase conclusiva del ciclo di lavorazione: all'osservazione è unita la possibilità di toccare i tessuti esposti e il visitatore potrà così comprendere come al tessuto siano conferite particolari proprietà tecniche ed estetiche[11].

Mostre temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Thayaht un artista alle origini del Made in Italy
  • Prato veste il cinema, Il mito attraverso i costumi della Sartoria Tirelli, 5 maggio 2003 - 8 settembre 2003
  • Artists at work, New Technology in Textile and Fibre Art, 18 settembre - 24 novembre 2003
  • Tartan: the romantic tradition, Lo Scozzese: un tessuto, un'identità culturale, 14 dicembre 2003 - 18 aprile 2004
  • Bagliori di seta e oro, 350 anni di capolavori tessili della Diocesi di Prato, 18 dicembre 2004 - 31 marzo 2005
  • Jeans! Le origini, il mito americano, il Made in Italy', 22 giugno - 30 novembre 2005
  • La fabbrica delle meraviglie, 30 anni di donazioni al Museo del Tessuto di Prato, 21 dicembre 2005 - 30 novembre 2005
  • Intrecci Mediterranei, Il tessuto come dizionario di rapporti economici, culturali e sociali, 5 maggio - 30 settembre 2006
  • Kashmir i 5 sensi, sensazioni, emozioni, suggestioni di una fibra unica, 20 gennaio 2007 - 19 novembre 2007
  • Towards a European textile dna, Alla scoperta del Dna tessile europeo, 30 marzo 2007 - 30 maggio 2007
  • Prato come me, Atmosfere malapartiane, 15 giugno 2007 - 15 ottobre 2007
  • Thayaht un artista alle origini del Made in Italy, 15 dicembre 2007 - 14 aprile 2008
  • Superhuman Performance l'evoluzione del tessuto per lo sport, 20 giugno 2008 - 30 novembre 2008
  • Lo stile dello Zar, 19 settembre 2009 - 10 gennaio 2010
  • The Climate is Changing, 7 maggio - 7 luglio 2010
  • La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferrè, 1º febbraio 2014 - 15 giugno 2014
  • Arte vera e gentile, 17 ottobre 2014 - 31 agosto 2015
  • Facewall. 100 intrecci di mondi possibili, 22 Marzo 2015 - 1 ottobre 2015
  • Heritage. Storie di tessuti e di moda, 13 Novembre 2015 - 30 Aprile 2016
  • Tra arte e moda. Nostalgia del futuro nei tessuti d'artista del dopoguerra, 4 Maggio 2016 - 19 Febbraio 2017
  • Gastone nencini, la fibra di un campione, 2 Luglio 2016 – 18 settembre 2016
  • Il giardino delle delizie, 16 ottobre 2016 – 29 gennaio 2017
  • I volti di prato, 11 novembre 2016 - 12 dicembre 2016
  • Le forniture militari: una tradizione dell’industria pratese, 17 gennaio 2017 -19 febbraio 2017[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Museo Studio del Tessuto, su www.fondazioneratti.org. URL consultato l'11 luglio 2017.
  2. ^ Nasce a Prato il Supporter Club del Museo del Tessuto, in StampToscana, 8 maggio 2016. URL consultato l'11 luglio 2017.
  3. ^ Museo del Tessuto e del Costume | Spoleto, su www.comunespoleto.gov.it. URL consultato l'11 luglio 2017.
  4. ^ Sistema Museo, Museo del tessuto e del costume, in Sistema Museo. URL consultato l'11 luglio 2017.
  5. ^ Museo del tessuto | Musei | Città di Prato, su www.cittadiprato.it. URL consultato l'11 luglio 2017.
  6. ^ Le eleganze del Settecento europeo in mostra al Museo del Tessuto: siglato patto con gli Uffizi | TV Prato, su www.tvprato.it. URL consultato l'11 luglio 2017.
  7. ^ Una mostra per i 40 anni del Museo del Tessuto di Prato, in Io Donna, 19 ottobre 2015. URL consultato l'11 luglio 2017.
  8. ^ Redazione, Al Museo del Tessuto di Prato, l'eleganza del Settecento europeo in mostra. URL consultato l'11 luglio 2017.
  9. ^ COLLEZIONI - Museo del Tessuto di Prato, in Museo del Tessuto di Prato. URL consultato il 12 luglio 2017.
  10. ^ QuotidianoNet, Prato, al Museo del tessuto il Settecento in mostra. Tra Capriccio e Ragione - QuotidianoNet, in QuotidianoNet, 5 aprile 2017. URL consultato l'11 luglio 2017.
  11. ^ Prato, nuova installazione multimediale al museo del tessuto, su gonews.it, 27 aprile 2017. URL consultato l'11 luglio 2017.
  12. ^ ARCHIVIO MOSTRE Archivi - Museo del Tessuto di Prato, su Museo del Tessuto di Prato. URL consultato l'11 luglio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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