Museo degli strumenti musicali multietnici "Fausto Cannone"

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Museo degli strumenti musicali multietnici Fausto Cannone
Chiesa di San Giacomo de Spada (Alcamo) 06.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàAlcamo
IndirizzoVia Commendatore Navarra, 75 (Ex Chiesa di San Giacomo de Spada)
Caratteristiche
Tipostrumenti musicali
Collezionistrumenti etno-musicali
Periodo storico collezionimoderno
Superficie espositiva150 
Istituzione2014
Apertura2014
ProprietàComune di Alcamo
GestioneComune di Alcamo
Sito web

Coordinate: 37°58′46.6″N 12°57′52.92″E / 37.97961°N 12.9647°E37.97961; 12.9647

Exhibitions at Collegio dei Gesuiti (Alcamo) - 09.jpg

Il Museo degli strumenti musicali multietnici "Fausto Cannone" è dedicato alla musica ed è ubicato ad Alcamonella Ex Chiesa di San Giacomo de Spada (vicino al Teatro Comunale "Cielo d'Alcamo" e al Castello dei conti di Modica).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio Comunale di Alcamo, con deliberazione nº 116 del 23/11/2012, ha approvato la mozione di indirizzo, primo firmatario e relatore il consigliere Antonio Fundarò, denominata “Istituzione Museo della Musica Fausto Cannone”.

Il 23 gennaio 2014 la Giunta municipale ha deliberato la costituzione del Museo degli strumenti musicali multietnici, inaugurato poi a luglio dello stesso anno.[1] Inizialmente il museo aveva la sede in due sale all’interno del Museo d'arte contemporanea di Alcamo, presso l’ex collegio dei Gesuiti di Alcamo. Finalmente, oggi (giugno 2018) questo eccezionale patrimonio, e forse unico nel suo genere, ha la sua sede definitiva.

Fausto Cannone[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è nato grazie alla perseveranza di Fausto Cannone e al desiderio di questo insegnante, poeta e cantautore, di lasciare un segno del suo amore per la sua città:[2] grazie alla sua generosa donazione, si è potuto realizzare ad Alcamo il primo Museo etnomusicale in Sicilia.

Cannone, scomparso nel settembre 2017, per quasi 30 anni ha girato il mondo procurandosi i più strani ed originali strumenti musicali, a corda o a fiato, tutti funzionanti e acquistati nei paesi d’origine.[2] Fausto Cannone aveva avuto numerose richieste anche da parte del Palazzo Steri di Palermo, ma alla fine l’artista alcamese, ha preferito lasciare questi preziosi strumenti alla sua città. Cannone voleva dedicare questo museo al padre Gaspare Cannone (giornalista, critico letterario ed anarchico e antifascista: visse in America tanti anni e a causa delle sue prese di posizione a favore di Sacco e Vanzetti, venne arrestato e poi fatto rientrare in Italia.[3].

Descrizione e strumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il museo ospita 202 strumenti che provengono dalla Thailandia al Tibet, dalla Nuova Guinea al Sudamerica, dalla Polinesia alla Cina dall’Australia all’Argentina, dal Sudafrica a diversi stati europei. La maggior parte di essi sono degli strumenti poveri, fatti con parti di piante o animali, ma ci sono anche pregevoli prodotti artigianali.[3]

Fra gli strumenti visibili nel museo ci sono: flauti, cembali, tamburi, cornamuse, fisarmoniche, trombe, violini, chitarre, mandolini, armoniche. Eccone un elenco:

Santir, Vietnam
  • Nanga (Congo o Uganda): con una cassa ovale di legno, chiusa interamente da pelle e con inserito un robusto manico ricurvo, con una serie di piroli lateralmente che servono a tendere le corde di budello o di fibbre.

Sulla nanga si cantano e si recitano delle melodie lente che inneggiano alle imprese dei capi.

  • Qanun, Egitto: strumento con 78 corde simile a una cetra a forma di trapezio
  • Kornai, Turkestan
  • Saran, India;
  • Pipa, Cina: uno strumento musicale a quattro corde appartenente alla famiglia dei liuti
  • Yùeh ch’in (Cina): uno dei principali tipi di liuti a manico corto cinese, con cassa circolare.
  • T'ang-ku (Cina)
  • Zheng (Cina)
  • Gender o metallofono, Indonesia
  • Berimbau o urmwngo (Brasile): strumento musicale a corda di origine africana, diffusosi in Brasile in seguito all'importazione degli schiavi africani durante il colonialismo.[4] Oggi fa parte della tradizione della musica latinoamericana; è composto da un arco di legno che tende una corda metallica. Una zucca secca e cava fa da cassa di risonanza. Due esemplari
  • Zither, Austria; strumento a corde: esse vengono tese al di sopra di un risuonatore come avviene per il salterio, due esemplari
  • Kantele, Finlandia; strumento con cinque corde collegate da un manico di legno scavato al corpo, che è aperto nella parte inferiore.
  • Gusle, (ex-Jugoslavia): strumento popolare a corda singola usato nei Balcani, derivato dalla lira bizantina.

Per l'elenco ufficiale degli strumenti potete consultare le seguenti pagine:

Per maggiori informazioni:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]