Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale

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Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale
Museo Lucania occidentale.jpg
Sala "a elle" del museo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Padula
Caratteristiche
Tipo Archeologia

Il Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale è un museo ubicato a Padula, in provincia di Salerno.

La sede è nella Certosa di San Lorenzo e vi sono esposti numerosi reperti archeologici rinvenuti nella Valle del Tanagro come tombe, lapidi, statue, capitelli e colonne.

La prima menzione di un Museo nel Vallo di Diano e da ascrivere alla corrispondenza intercorsa tra Giuseppe Fiorelli e Ercole Canale Parola, nel 1878: " Mi auguro che il municipio di Padula... voglia presto dare disposizioni che giovino ad istituire ordinate ricerche per fare l'utile degli studi dell'antica topografia, e l'incremento di un Museo locale", un Museo "dove prima di tutto bisognerebbe far trasportare le lapidi sparse nel territorio del Comune"! A metà degli anni cinquanta del '900, Venturino Panebianco iniziò sistematiche campagne di scavo a Sala Consilina e Padula, unitamente a recuperi e ricognizioni nell'intera valle del Tanagro. Gli esaltanti risultati, a seguito dei rinvenimenti ricchi e significativi (circa 1500 tombe tra Sala Consilina e Padula), portarono alla nascita di questo Museo, che accolse anche materiali rinvenuti già alla fine dell'800 nel circondario. Inaugurato durante la "Settimana dei Musei" nel 1957, il Museo non poteva non essere collocato che nella monumentale Certosa di Padula, il celebre cenobio dei certosini nato grazie al conte Tommaso Sansevirino nel 1306. Tale sistemazione diede all'avvio all'opera di recupero di uno dei più grandi monumenti del'Italia meridionale: sede negli anni Venti dell'Opera Nazionale per gli orfani del Mezzogiorno d'Italia e affidato nel 1934 alla Soprintendenza dell'Arte Medievale e Moderna della Campania, la Certosa era stata adibita anche a campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Proprio a seguito della nascita del Museo, il ministro per la Pubblica Istruzione Caleffi, nel 1966, decretò che l'intera Certosa fosse destinata a Museo Archeologico Provinciale. In quello stesso anno vi fu girato il film "C'era una volta.." e le riprese cinematografiche comportarono lo sgombero del Museo dal Refettorio, dove era sistemato e dove non ritornò, venendo trasferitonegli spazi + angusti della Cella del Priore, mentre sogno di Venturino Panebianco sarebbe stato quello di sistemare il Museo definitivamente nella Galleria superiore del chiostro grande. Nel 1973 Panebianco venne designato consegnatario della Certosa e fu la provincia di Salerno a trasferire, nel 1982, alla neonata Soprintendenza per i B.A.A.A.S. di Salerno e Avellino l'intero complesso demaniale. L'esigenza di restituire alla Cella del Priore gli originale arredi lignei, restaurati, porto il Museo nella Sala ad "Elle" e nel Chiostro dei Procuratori, destinato a Lapidario, con annessi locali per il corpo di guardia e i magazzini, allocati per lungo tempo nei granai, oggi in moderni ambienti negli spazi soprastanti il citato Chiostro. Il Museo, a seguito dei "riscavi" nei depositi, ha visto il recupero di reperti di singolare importanza, come le tombe in proprietà Menafra a Sala consilina di cui alcune, restaurate, occupano ora un posto di particolare rilievo. L'esposizione, il cui fulcro è costituito dai materiali di Sala Consilina e Padula, in un arco di tempo di ben 16 secoli - dal X secolo a.C. al VI secolo d.C. -, è destinata ad ampliarsi con le stazioni topografiche che rappresentano le altre realtà archeologico del Vallo - p.e. Atena Lucana e Buccino - o strettamente connesse, come Palinuro, legata al Vallo di Diano attraverso il Mingardo

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Romito (a cura di), Il M.a.p.L.o. - La sala ad elle, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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