Museo nazionale di Cambogia

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Museo Nazionale di Cambogia
National.museum.jpg
Il cortile del museo
Ubicazione
StatoCambogia Cambogia
LocalitàPhnom Penh
IndirizzoSangkat Chey Chumneas, 13, Khan Daun Penh
Caratteristiche
FondatoriGeorge Groslier
Aperturaanni Venti
DirettoreKong Vireak
Sito web

Coordinate: 11°33′56.88″N 104°55′44.4″E / 11.5658°N 104.929°E11.5658; 104.929

Il Museo nazionale di Cambogia (in lingua khmer: សារមន្ទីរជាតិ) di Phnom Penh è il principale museo cambogiano ed è dedicato all'archeologia e alle arti visive khmer.

Sede e attività[modifica | modifica wikitesto]

Il museo si trova nel centro della capitale, sul lato occidentale della piazza Veal Preah Man, a nord del Palazzo reale e ad est dell'Università reale di belle arti, cui è legato da un lungo rapporto di collaborazione. L'ingresso dei visitatori si trova all'angolo tra le strade 13 e 178.

Ospita una delle più grandi collezioni mondiali di oggetti d'arte khmer. Si tratta di oltre 14.000 oggetti che comprendono sculture in pietra, ceramiche, bronzi e reperti etnografici, anche preistorici. La maggioranza però appartiene al periodo aureo dell'era angkoriana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Statua in bronzo di Vishnu reclinato, proveniente dal Mebon occidentale.

Inizialmente intitolato ad Albert Sarraut, il museo è oggi gestito dal Ministero cambogiano della cultura e delle belle arti.

Fu progettato da George Groslier, pittore e fotografo francese che, folgorato dalla conoscenza dell'arte e architettura khmer durante una visita ad Angkor negli anni dieci, divenne uno dei suoi massimi curatori e promotori nei decenni successivi. Lo stile della costruzione è quello di un tempio buddista khmer, reinterpretato attraverso gli occhi di un occidentale e adattato all'uso museale. La pietra di fondazione fu posta il 15 agosto 1917 e il 13 aprile 1920, capodanno cambogiano, avvenne l'inaugurazione, alla presenza di re Sisowath e del "Residente superiore" François-Marius Baudoin. Nel 1924 venne ampliato, con l'aggiunta delle ali laterali alla facciata est.

Il museo passò dall'amministrazione e controllo francesi a quelli cambogiani nell'agosto del 1951 e fu oggetto di accordi bilaterali a seguito della raggiunta indipendenza, due anni dopo. Il primo direttore cambogiano fu Chea Thay Seng, nel 1966.

Durante il regime dei khmer rossi il museo fu abbandonato, come del resto l'intera città di Phnom Penh. Nel 1979 le condizioni in cui venne ritrovato erano pessime. Il soffitto era marcito e diventato la residenza di una colonia di pipistrelli. Molti oggetti erano stati danneggiati o rubati. Malgrado ciò fu riaperto al pubblico il 13 aprile 1979.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jessup, Helen Ibbitson, et al. (2006), Masterpieces of the National Museum of Cambodia, Norfolk, ISBN 978-99950-836-0-1
  • Khun, Samen (3ª ed., 2008), The New Guide to the National Museum—Phnom Penh., Ariyathoar (disponibile presso il museo)
  • Iola Lenzi, Museums of Southeast Asia, Archipelago Press, 2004, ISBN 981-4068-96-9.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàISNI (EN0000 0001 2189 5104