Museo nazionale dell'Alto Medioevo

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Museo Nazionale dell'Alto Medioevo
MaMe.jpg
Ingresso del museo.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Viale Lincoln, 3
Caratteristiche
Tipo Storico
Apertura 1967
Direttore Stefania Panella
Visitatori 8.498 [1]. (2015)
Sito web

Coordinate: 41°49′54.48″N 12°28′17.76″E / 41.8318°N 12.4716°E41.8318; 12.4716

Il Museo Nazionale dell'Alto Medioevo (acronimo MAME) è un museo di Roma situato nel Palazzo delle Scienze al quartiere dell'EUR.

Fu inaugurato nel 1967 per dotare Roma di un museo archeologico dedicato all'Alto Medioevo a partire dall'età postclassica e, soprattutto, promuovere la ricerca di un periodo molto importante della storia della città. Espone materiali che vanno dal IV al IX secolo provenienti soprattutto dalla zona di Roma e dall'Italia centrale, e consta di 8 sale. Inoltre all'interno vi è anche l'Opus Sectile, ritrovato in un'importante domus ad Ostia antica nei pressi di Porta Marina. Il Museo, già parte della Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Roma, dal 2014 è passato in consegna al Polo museale del Lazio.

Sala I: Materiali tardo-antichi[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima sala, dedicata all'esposizione di alcuni reperti dell'epoca tardo-antica, si trovano delle epigrafi risalenti al V-VI secolo d.C. rinvenute nel Lazio. La parte centrale è riservata alla fibula aurea a balestra dal Palatino (seconda metà del V secolo a.C.'). In più sono presenti tre ritratti in marmo di imperatori e imperatrici bizantini e una fistola di piombo per acquedotto, sulla quale l'iscrizione del re ostrogoto Teodato permette di una datazione precisa, particolare per l'epoca.

Sala II: Necropoli longobarda di Nocera Umbra[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda sala del museo sono situati reperti archeologici provenienti dagli scavi della necropoli longobarda di Nocera Umbra a Perugia, ritrovata alla fine dell'Ottocento e costituita da 166 tombe.

Sala II: Corredo funebre, vetrina 9.

La sala è divisa in due sezioni, una per le tombe femminili e l'altra per quelle maschili:

Nelle tombe femminili sono stati ritrovati accessori d'abito: fibule, fibbie, collane, orecchini, amuleti, gioielli e oggetti di qualità, guarnizioni di calze e scarpe e oggetti d'uso quotidiano, come arnesi da lavoro, pettini, recipienti di vetro o di ceramica cofanetti d'avorio e pissidi di bronzo, questi forse utilizzati come reliquiari.

Nelle tombe maschili sono stati ritrovati invece lance, scudi, elmi, frecce, corazze e altri accessori per cavalcare. Di particolare interesse i corredi funebri della vetrina 9, nella quale sono presenti vari oggetti di natura bellica, tra cui due spade con impugnatura in oro.

Sala III: Necropoli Longobarda di Castel Trosino[modifica | modifica wikitesto]

Vaso in forma di mammifero, Sala III, Vetrina 21. Il vaso, il solo reperto rinvenuto nella tomba 114, è un pezzo unico nel suo genere. Raffigurante una pecora, come si può notare dalle solcature imitanti il vello dell'animale, veniva utilizzato come recipiente per liquidi di uso domestico.

Come la seconda sala, anche questa è divisa in due sezioni. In quella maschile sono esposti varie armi e armature, tra cui spicca nella vetrina 16 la ricostruzione di uno scudo longobardo di cui l'umbone è ancora perfettamente intatto.

Nella sezione femminile, invece, sono presenti numerosi gioielli, ornamenti e oggettistica. Tra i gioielli si trovano diverse collane,anelli matrimoniali e fibule auree, tra queste alcune sono zoomorfe. Infine nella vetrina 21 sono esposti dei vasi sia in ceramica sia in vetro, tra cui troviamo un particolare vaso zoomorfo rappresentante un mammifero, successivamente identificato come una pecora.

Sale IV e V: Rilievi Altomedievali[modifica | modifica wikitesto]

Le sale contengono principalmente plutei in marmo da edifici di culto. Nella sala IV è presente un frammento di un bassorilievo raffigurante l'ascesa in cielo di Alessandro Magno. In aggiunta sono collocati due vere di pozzi, uno di gentile concessione del Ministero dell'Agricoltura, entrambi datati VIII-IX secolo d.C.

Fa eccezione nelle due sale dedicate ai marmi il tesoretto di Montecassino databile tra il XI e XII secolo. Costituito da una fibula aurea e da 29 monete d'oro, è stato rinvenuto nel 1898 presso la badia di Montecassino.

Sale VI e VII: Insediamento Altomedioevale di S. Cornelia e S. Rufina[modifica | modifica wikitesto]

La sesta e settima sala sono dedicate a due insediamenti nella campagna romana, rispettivamente a quello di Santa Cornelia presso Veio, sorto sul sito di una villa romana, e Santa Rufina sulla via di Boccea dove avvenne il martirio delle due sante Rufina e Seconda.

Mosaico di Santa Rufina, Sala VII

I materiali marmorei e ceramici esposti documentano le fasi dei due siti. In particolare è testimoniata la continuità dell'insediamento di Santa Rufina, che all'inizio è stato il sito di un centro agricolo romano in seguito di un'area cimiteriale cristiana e dell'insediamento altomedioevale da cui proviene il mosaico pavimentale qui ritrovato.

Sala VIII: Materiali Copti[modifica | modifica wikitesto]

L'ottava e ultima sala ospita la collezione di tessuti e frammenti di abiti provenienti dall'Egitto dall'età tardo-romana fino all'avvento dell'Islamismo. Si tratta di frammenti di abiti e arredi liturgici decorati con motivi ispirati alla mitologia greco-romana (ciclo dionisiaco), all'iconografia cristiana (santi e cavalieri), al mondo orientale, alla tradizione figurativa egiziana (soggetti nilotici). I tessuti sono inoltre stati dipinti solo con colori naturali (che si trovano in natura) come il rosso, il giallo, il blu e il verde. I tessuti copti forniscono una delle immagini più vive delle arte di quel popolo. La tessitura prosegue le tradizioni artigianali dell'età faraonica ed ellenistica ed è documentata attraverso gli oggetti rinvenuti nelle tombe.

Opus Sectile di Porta Marina[modifica | modifica wikitesto]

Opus Sectile di Porta Marina, Ostia.

Nel 2007 è stata inaugurata una nuova sala completamente dedicata alla ricostruzione dell'aula della domus di Porta Marina ad Ostia, realizzata con la tecnica marmorea dell'Opus Sectile, l'unico esemplare attualmente pervenutoci di questo particolare tipo di decorazione. È stato inoltre possibile datarlo con precisione (383-388 d.C.) grazie ad una moneta di bronzo ritrovata nelle basi di malta dell'opera.

La conservazione di questo preziosissimo reperto è dovuta al crollo dell'edificio in cui era situato, che lo ha quindi preservato fino al 1959, quando è stato ritrovato durante uno scavo.

Le parti rinvenute e ricostruite sono le pareti, il pavimento e l'esedra. La notevole varietà di materiali che compongono l'Opus Sectile, provenienti da varie zone del Mediterraneo, permette di ricostruire la rete dei commerci dell'età tardo antica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalla stazione EUR Fermi.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Scheda del Museo, polomusealelazio.beniculturali.it. URL consultato il 18 maggio 2016.
  • Pagina Facebook, facebook.com. URL consultato il 18 marzo 2016.
  • Twitter, twitter.com. URL consultato il 18 maggio 2016.
  • Scheda del Museo, 060608.it. URL consultato il 18 marzo 2016.