Musa Çelebi

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Musa Çelebi
Musa Çelebi.jpg
Sultano dell'Impero ottomano
In carica 1411 - 1413
Predecessore Solimano Çelebi
Successore Mehmet I
Morte Chamurli, 5 luglio 1413
Dinastia Ottomana
Padre Bajazet I
Religione Islam

Musa Çelebi (seconda metà XIV secoloChamurli, 5 luglio 1413) è stato un principe ottomano, sultano dei territori dell'impero ottomano in Europa dal 1411 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Musa era il secondo dei quattro figli del sultano Bajazet I. Quando, il 28 luglio 1402, il padre fu catturato nella battaglia di Ancyra da Tamerlano, nell'impero ottomano scoppiò una lunga guerra di successione (1402-1413) tra i figli del sultano: Musa, Solimano, İsa, Mehmet I e l'usurpatore Mustafà.[1] Nei primi mesi del 1411 Musa fece uccidere il fratello Solimano, che era sultano dei territori ottomani d'Europa dal 1403; così facendo si impossessò di quei territori, ossia la Rumelia.[2]

Egli era ostile all'impero bizantino e recise il trattato di Gallipoli (1403), siglato da Solimano, che dava ai Bizantini la libertà dal vassallaggio nei confronti degli Ottomani e restituiva loro molte terre.[3] Musa inviò un piccolo esercito per stringere d'assedio Tessalonica e con il grosso delle forze assediò Costantinopoli, massacrando la popolazione bizantina che veniva incontrata lungo il cammino.[4] Ma Musa non riuscì a conquistare Costantinopoli e neppure Tessalonica.

L'imperatore bizantino Manuele II Paleologo (1391-1425) era intenzionato a liberarsi di Musa e per questo, nei primi mesi del 1412, spedì un'ambasceria a Mehmet I (1413-1421), sultano Ottomano dell'Asia Minore, offrendogli l'alleanza dei Bizantini, in cambio della conferma delle concessioni fatte da Solimano.[5] Il sultano accettò, capendo che non avrebbe potuto vincere la guerra civile senza l'aiuto dei Bizantini e il 5 luglio 1413 si scontrò a Çamurlu Derbent, vicino a Samokov nell'ovest della Bulgaria, contro Musa, che sconfisse e uccise.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Sfranze,  I.
  2. ^ Ducas,  XXV, 3.
  3. ^ Ducas,  XXV, 7.
  4. ^ Ducas,  XXV, 8.
  5. ^ Ducas,  XXVI, 4.
  6. ^ Ducas,  XXVI, 5-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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