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Muḥammad ibn Jābir al-Ḥarrānī al-Battānī

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Muḥammad ibn Jābir al-Ḥarrānī al-Battānī

Muḥammad ibn Jābir al-Ḥarrānī al-Battānī (in arabo: محمد بن جابر بن سنان البَتّاني‎, Abū ʿAbd Allāh Muḥammad ibn Jābir ibn Sinān al-Raqqī al-Ḥarrānī al-Ṣābiʾ al-Battānī, latinizzato in Albategnius o Albatenius, in italiano Albategno o Albatenio; Harran, 858 circa – Samarra, 929) è stato un matematico, astronomo e astrologo arabo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome deriva dalla sua villaggio natio (Battān),[1] nei pressi della città di Ḥarrān, l'antica Carre (lat. Carrhae), oggi in Turchia, presso Şanlıurfa, nell'allora Giazira.

Astronomia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalle sue osservazioni effettuate a Damasco e Aratte egli rivedette alcuni dei risultati di Tolomeo. Egli compilò nuove tavole relative al Sole e alla Luna, accettate a lungo per la loro autorevolezza, scoprì il moto dell'apogeo del Sole e attribuì alla precessione annuale il valore corretto di 55 secondi.

La sua opera principale è il Kitāb al-zīğ al-ṣābiʾ (in arabo: كتاب الزيج ﺍﻟصابیء‎, Il libro delle tavole astronomiche sabee), tradotto per la prima volta in latino nel 1116 da Platone di Tivoli (o Plato Tiburtinus) con il titolo De motu stellarum, che ebbe notevole influenza sull'astronomia europea. Fu nuovamente tradotto tra il 1899 e il 1907, sempre in latino, ed emendato dai suoi vari errori matematici introdotti da copisti maghrebini e andalusi, come dimostrato da C. A. Nallino al § 1, p. V, del II volume della sua edizione.

Matematica[modifica | modifica wikitesto]

Forse, indipendentemente da Aryabhatta (nato a Pataliputra sul Gange nel 476 d.C.), egli introdusse l'uso dei seni nel calcolo e, in parte, quello delle tangenti[2].
Calcolò inoltre i valori della precessione degli equinozi (54,5" per anno, o 1° in 66 anni) e l'obliquità dell'eclittica (23° 35'). Usò nelle sue Tavole un metro uniforme per la precessione, preferendo non adottare la teoria della trepidazione, attribuita al suo collega Thābit ibn Qurra, che alcuni studiosi ipotizzano potesse essere suo padre.

Al-Battānī produsse un gran numero di relazioni trigonometriche:

Egli risolse anche l'equazione sinx = a cosx scoprendo la formula:

Inoltre, il matematico arabo utilizzò l'idea di tangente di al-Marwāzī al fine di sviluppare equazioni per il calcolo delle tangenti e delle cotangenti, compilando diverse tavole su di esse.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda ʿAlī al-Bayhaqī, citato da Yāqūt sul suo Muʿjam al-buldān (L'insieme delle contrade), tradotto per la prima volta in tedesco da Ferdinand Wüstenfeld sotto il titolo Jaqut's geographisches Wörterbuch, Lipsia, 1866-73.
  2. ^ http://www.biographybase.com/biography/Al_Batani.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (LA) Carlo Alfonso Nallino, Al-Battānī sive Albatenii Opus Astronomicum. Ad fidem codicis escurialensis arabice editum, Milano, U. Hoepli, 1899-1907, 412 + 450 + 288 pp. (edizione condotta sul manoscritto arabo dell'Escurial di Madrid). Ristampa anastatica: I-III, Georg Olms Verlag e [La Finestra editrice] (Lavis 2002. ISBN 978-8888097-26-8)

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