Movimento di Cooperazione Educativa

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Il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) è un movimento nato nel 1951, a Fano, costituito da insegnanti, pedagogisti, operatori della formazione che si ispirano e condividono la metodologia della Pedagogia Popolare di Celestin Freinet, insegnante francese, introdotta nella metà del XX secolo. L'ispirazione a Freinet, alle sue idee sulla cooperazione e sull'uso della stampa tipografica, era sottolineata anche dal nome assunto in origine del movimento: Cooperativa della tipografia a scuola (CTS).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La CTS nasce tra il 1950 ed il 1951. Il primo nucleo di insegnanti elementari si raccolse intorno a Giuseppe Tamagnini, fautore delle tecniche Freinet, allora sconosciute in Italia, di Aldo Pettini e di Margherita Zoebeli, direttrice del Centro italo-svizzero di Rimini. Le prime esperienze furono centrate sulle tecniche della stampa e della corrispondenza internazionale. Successivamente, la sperimentazione si allargò alle tecniche del testo libero, i piani di lavoro, il calcolo vivente e largo spazio venne riservato all'espressione grafico-figurativa.

I risultati della sperimentazione vennero discussi nei congressi annuali e mediante l'organo di collegamento del gruppo, il mensile Cooperazione Educativa. I primi convegni, per tutti gli anni '50, servirono soprattutto a definire le linee programmatiche del movimento: 1952-Rimini (a cui partecipò Freinet), 1953- Pisa, 1954-Signa(FI), 1955-Repubblica di San Marino, 1956-Fano (si approvò la nuova denominazione di MCE-Movimento di Cooperazione educativa), 1957-Fano (aperto solo ai soci, vide un aspro dibattito di natura politica), 1958-Taranto, 1959-Bologna, 1960-Ferrara.[1] Particolarità della pedagogia di ispirazione freinetiana italiana è stata sempre la non-ortodossia, ovvero un'interpretazione dei modelli originari adeguati ai vari contesti didattici e sociali. L'elemento unificatore fu invece rintracciato nella cooperazione, che si traduceva in un abito alla discussione e che ancora attualmente è il tratto distintivo del movimento italiano.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Il MCE si è sempre impegnato negli anni nel rinnovamento della didattica e si è battuto (e continua anche oggi a farlo), per l'affermazione di una pedagogia popolare e la costruzione di una scuola sempre più pubblica, laica, democratica, come nelle metodologie organizzative e nel magistero di due esponenti di spicco del movimento, quali Bruno Ciari e Mario Lodi. Il MCE ha sempre considerato il rinnovamento scolastico momento importante del costume democratico, purché ci si avvalga della libertà didattica garantita dalla Costituzione, al fine di promuovere, attraverso la collaborazione di tutti i soggetti implicati nel processo dell'istruzione e con collegamenti internazionali, l'arricchimento della capacità umana e professionale degli insegnanti ed il completo sviluppo della personalità degli alunni di qualsiasi condizione sociale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tina Tomasi: Scuola e pedagogia in Italia (1948-1960), Editori Riuniti, 1977, pag.113

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Tamagnini, Didattica operativa, Edizioni MCE.
  • Bruno Ciari, Le nuove tecniche didattiche, 2ª ed., Editori Riuniti, 1966.
  • Aldo Pettini, Celestin Freinet e le sue tecniche, Firenze, La Nuova Italia, 1968.
  • Rinaldo Rizzi, Pedagogia Popolare, 2° ed., Foggia, Edizioni del Rosone, 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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