Movimento Sociale - Fiamma Tricolore

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Movimento Sociale -
Fiamma Tricolore
Segretario Attilio Carelli
Presidente Alessandro Bordoni
Vicesegretario Dario Fignagnani,
Giuseppe Cammalleri
Stato Italia Italia
Fondazione 3 marzo 1995
Sede via Roccaporena, 51 Roma (sede operativa)
Largo Rosolino Pilo, 14 Catania (sede legale)
Ideologia Neofascismo
Nazionalismo italiano[1]
Destra sociale[1]
Collocazione Destra radicale
Coalizione Alternativa Sociale (2005)
Casa delle Libertà (2006)
La Destra-Fiamma Tricolore (2008)
Organizzazione giovanile Gioventù della Fiamma
Colori Nero
Sito web www.fiammatricolore.com

Il Movimento Sociale - Fiamma Tricolore (MS-FT), noto semplicemente come Fiamma Tricolore, è un partito politico italiano fondato il 3 marzo 1995 da Pino Rauti e da quegli esponenti del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale che si sono fermamente opposti alla svolta di Fiuggi.[2][3][4]

Nonostante sporadiche collaborazioni con formazioni legate al centro-destra, esso si presenta solitamente in posizioni di autonomia.

Gioventù della Fiamma è la dinamica organizzazione che raccoglie al suo interno ragazzi di età compresa fra i 14 e i 30 anni.

Il movimento degli studenti delle scuole superiori è stato invece Blocco Studentesco.

Breve storia del MSI[modifica | modifica wikitesto]

Costituitosi nel dicembre 1946 su iniziativa di ex esponenti fascisti, fra cui A. Michelini, G. Almirante, B. Pace, F. Galanti, P. Romualdi, G. Pini, elaborò la sua linea politica e programmatica (superamento del capitalismo liberale, lotta al marxismo, restaurazione del corporativismo su un piano più moderno, socializzazione delle imprese) nelle riunioni del Comitato Centrale del luglio-settembre 1947 e si presentò alle prime elezioni politiche repubblicane dell'aprile 1948 (sebbene la Costituzione italiana, entrata in vigore quell'anno, proibisse “la ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto Partito fascista”) ottenendo oltre mezzo milione di voti (2%) con 6 seggi alla camera e 1 al senato.

Due mesi dopo (giugno 1948) il partito tenne a Napoli il suo primo congresso nazionale che elesse a segretario politico Almirante e ribadì l'iniziale indirizzo programmatico, caratterizzato negli anni successivi dall'opposizione al centrismo dei vari governi italiani.

Nelle elezioni politiche del 1953 ottenne oltre un milione e mezzo di voti (5,8%), portando in Parlamento 29 deputati e 9 senatori.

L'anno successivo, sotto la guida di Arturo Michelini, che ne fu segretario fino alla morte (1969), venne intrapresa una linea diversa, moderata e caratterizzata dal timore d'una presa del potere da parte dei comunisti.

Questa nuova "destra" puntava innanzitutto a dialogare con monarchici, la cristiano democratici e liberali (precisamente con le loro correnti conservatrici); sul piano sociale guardava favorevolmente alla borghesia e ad alcuni settori dell'imprenditoria.

In campo internazionale, invece, vi era un'apertura agli Stati Uniti d'America, al Patto Atlantico e alla Nato.

Le elezioni politiche del 1958 videro una flessione nel partito, con 1.400.000 voti circa (4,7%), 24 deputati e 8 senatori. Due anni dopo, in un momento di travaglio politico per il paese, determinato dalla crisi del centrismo e dalla ricerca di una nuova formula di governo, il MSI cercò di inserirsi nella maggioranza con l'appoggio “determinante” dato al gabinetto monocolore di Fernando Tambroni (aprile 1960). In seguito a ciò nel luglio successivo movimenti di piazza scoppiarono in varie città italiane (in particolare a Genova, che era stata scelta come sede dell'annuale congresso nazionale del partito); questi fatti costrinsero Tambroni a dimettersi, riportando il MSI all'opposizione. All'avvento del centro-sinistra (1962) il Partito accentuò tale posizione mentre al suo interno prese sempre più consistenza una corrente intransigente, facente capo a G. Almirante, la quale, nonostante una certa ripresa del partito nelle elezioni del 1963 (oltre 1.550.000 voti [5,1 %], 27 deputati e 15 senatori), in un congresso tenutosi a Roma (agosto 1963) rivendicò l'allineamento del partito su posizioni più rigide. Questi dissidi interni, oltre al crescente isolamento politico (i tentativi di farvi fronte attraverso la costituzione di una “grande destra” con i monarchici e i liberali da prospettare al paese come alternativa al centro-sinistra urtarono sempre contro l'opposizione liberale) furono confermati anche nell'esito delle elezioni della quinta legislatura repubblicana (poco più di 1.400.000 voti [4,5%], 24 deputati e 11 senatori). Dopo il 1968, con la formula di centro-sinistra in aperta crisi, il MSI acquistò spazio e consensi sia cavalcando il malessere sociale (fra cui i Moti di Reggio di Calabria nel 1970-1971), sia interpretando le aspirazioni di ceti legati al concetto dell'ordine. Il ritorno di Almirante alla segreteria nazionale, in seguito alla morte di A. Michelini (1969), portò a un'accentuazione dello sforzo teso a recuperare credito sul piano legalitario, per conferire rispettabilità democratica al partito. Il MSI intervenne in numerosi scontri politici: battaglia contro l'attuazione degli istituti regionali, opposizione contro l'approvazione della legge sul divorzio, appoggio all'elezione del presidente Leone nel dicembre 1971. Nelle elezioni politiche anticipate del maggio 1972 il MSI, nelle cui liste erano confluiti i monarchici dando vita a un unico schieramento denominato Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI - DN), ottenne 2.894.789 voti (8,7%), conquistando 56 seggi alla camera e 26 al senato. Nel luglio successivo il PDIUM confluì ufficialmente nel MSI. Nelle elezioni politiche anticipate del giugno 1976, confermando la tendenza discendente fatta registrare nelle regionali del 1975, il MSI ottenne 2.243.849 voti (6,1%) e vide la sua rappresentanza parlamentare ridotta a 35 deputati e 15 senatori. Alla flessione elettorale contribuirono sia la minaccia del sorpasso comunista sulla DC sia la rottura dell'unità del Partito, che si concretizzò tra la fine del 1976 e l'inizio del 1977 con l'uscita dell'ala moderata e della maggioranza del gruppo parlamentare (17 deputati e 9 senatori), che costituirono il gruppo di Democrazia Nazionale. Alle elezioni politiche del giugno 1979, pur accentuando la flessione, il MSI ottenne 1.924.251 voti (5,3%), conquistando 31 seggi alla camera e 13 al senato. Un successo per il MSI fu il recupero sul piano elettorale della diaspora di Democrazia Nazionale, che non trovò consenso alla base. In vista delle elezioni per il Parlamento europeo, tenutesi sempre nel giugno 1979, Almirante aveva dato vita all'Eurodestra, collegando il MSI con il Front National francese e con il movimento spagnolo Forza Nueva. Nello stesso anno si riaccese però la polemica tra Almirante e il leader della corrente di destra P. Rauti, ma il segretario venne confermato alla guida del Partito riportando l'80% dei voti al 12° congresso. La fine del pericolo di un sorpasso comunista nei confronti della DC riportarono nel MSI i voti moderati e la ripresa elettorale, già evidente alle regionali del 1980, si confermò nelle politiche del giugno 1983, nelle quali il Partito ottenne 2.511.722 voti (6,8%), conquistando 42 seggi alla camera e 18 al senato. La ripresa venne ribadita nelle elezioni europee del giugno 1984, in cui il MSI ottenne il 6,5% dei voti, e nelle elezioni regionali dell'anno successivo. Nel giugno 1985 il MSI sostenne il referendum sul taglio dei punti di contingenza promosso dal PCI. La ripresa elettorale non venne però confermata dai risultati delle elezioni politiche del giugno 1987, nelle quali il MSI ottenne 2.282.212 voti (5,9%) con 35 seggi alla camera e 17 al senato. Almirante, che già da tempo aveva avviato il processo per la successione alla sua leadership, favorì, nel 15° congresso del Partito, tenutosi a Sorrento nel dicembre 1987, l'elezione del suo delfino G. Fini alla segreteria generale del Partito, ottenendo per sé dal Comitato Centrale la carica di Presidente del Partito (gennaio 1988). Nel maggio successivo, però, la morte di Almirante privò il neosegretario di un fondamentale punto di riferimento e l'opposizione alla sua linea da parte di P. Rauti si fece più dura, specialmente dopo l'insuccesso nelle elezioni europee del giugno 1989, nelle quali il MSI riportò il 5,5% dei voti. Il 16° congresso, tenutosi a Rimini nel gennaio 1990, vide trionfare, seppure per pochi voti, P. Rauti, la cui segreteria iniziò comunque con la grave sconfitta alle elezioni amministrative del maggio successivo. Nel 1991 Fini fu nuovamente eletto segretario. Per ribadire il superamento di vecchie impostazioni legate al periodo fascista, il segretario riuscì a farsi promotore e quindi a portare il MSI alla confluenza con il movimento di Alleanza Nazionale (1994). La trasformazione è stata sancita nel 1995 con l'adesione ad AN e la fine del MSI.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Svolta di Fiuggi è il termine con cui comunemente si indica la direzione impressa da Gianfranco Fini quale segretario e leader al Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale nel congresso del gennaio 1995, dopo che in precedenza alcuni dirigenti del partito hanno convintamente avviato un'azione "riformatrice" sostenendo l'esigenza di lanciare una nuova "Alleanza Nazionale" unitamente ad altre personalità e correnti riconducibili a prospettive conservatrici, quali quelle della destra democristiana.

Il partito abbandona in tal modo le proprie storiche posizioni neofasciste e di rottura per intraprendere un proficuo cammino verso l'area delle destra democratica, istituzionale ed europea.

Tale decisione viene contestata dall'area radicale e "di sinistra" di Pino Rauti, acerrimo rivale di Fini e segretario per un breve periodo nel 1990/'91, nonché da Giorgio Pisanò.

« Gianfranco Fini a Fiuggi non ha deviato di una virgola dalle sue idee di sempre. Costui ha solo ammesso pubblicamente quello che noi abbiamo costantemente sostenuto, ossia che il "fascismo di destra" non è fascismo, e non lo è mai stato.[5] »

I due non partecipano alla costituzione di AN.

Il 3 Marzo 1995 nasce quindi il "Movimento Sociale Fiamma Tricolore", con l'obiettivo di "proseguire" la storia e le battaglie socialitarie del MSI senza rinnegare il proprio passato..

Tra i parlamentari che aderiscono al partito vi è Modesto Mario Della Rosa.

Pino Rauti segretario[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni politiche del 1996 il partito ottenne, nella quota proporzionale della Camera, lo 0,9%. Al Senato, sfruttando gli effetti di un accordo di desistenza tra il Polo per le Libertà e la Lista Pannella (in base al quale il Polo rinunciava a presentarsi in tre collegi della Sicilia), la Fiamma riuscì ad eleggere un senatore con il recupero proporzionale: Luigi Caruso. Nel corso della XIII legislatura, la Fiamma vide l'adesione di un deputato, Alberto Acierno, che era stato eletto in Forza Italia, sempre in Sicilia.

A novembre dello stesso anno il partito celebra il suo primo congresso nazionale a Chianciano Terme, durante il quale vengono eletti gli organi previsti dallo Statuto e proclamata la continuità ideale e programmatica con il MSI. Pino Rauti è Segretario Nazionale.

Nel 1998 nasce il quotidiano del partito Linea e lo resterà fino al 2002. Grazie anche alla partecipazione agli appuntamenti elettorali amministrativi, il partito organizza nel frattempo la propria struttura sul territorio nazionale, ottenendo l'elezione di un consigliere regionale e di diversi consiglieri in assemblee elettive locali.

Alle elezioni europee del 1999 il partito si presenta in tutte le circoscrizioni elettorali, ottenendo l'1,6% ed eleggendo un eurodeputato, Roberto Bigliardo.

La diaspora[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver inizialmente raccolto le diverse componenti del neofascismo indisponibili a seguire la strada indicata da Gianfranco Fini, la Fiamma Tricolore ha progressivamente perso varie porzioni.

Il primo a lasciare è stato Giorgio Pisanò con il suo minuscolo gruppo di Fascismo e Libertà.

Ne settembre del 1997 tocca alla componente di Alternativa Nazional Popolare di Adriano Tilgher e Tomaso Staiti di Cuddia, che fondano il Fronte Nazionale.

Lasciano il partito per i dissidi con Rauti anche il Sindaco di Chieti Nicola Cucullo, l'eurodeputato Roberto Bigliardo, l'ex deputato Clemente Manco, gli esponenti milanesi Marco Valle e Roberto Jonghi Lavarini, che nel gennaio del 2000 danno vita al Movimento Sociale Europeo, partito fondamentalmente favorevole ad un accordo elettorale con il centro-destra di Silvio Berlusconi. Sono stati sufficienti alcuni mesi per il MSE, in grado di attrarre un propositivo gruppo di quadri tra i dirigenti del partito di Rauti, tra i quali il romano Nicola Cospito, il vicentino Danilo Zongoli e il lucano Fabio Amendolara. Il Corriere della Sera ha scritto che Di Pietro sfida i Poli con Capanna e Bigliardo, ovvero con un'Italia dei Valori che prevede al suo interno la presenza di un ex sessantottino (Mario Capanna) e di un ex fascista (Roberto Bigliardo). Il noto magistrato sfida apertamente gli avversi schieramenti alle politiche e in alcune città. Capanna parla persino di intesa possibile («Entrambi lottiamo contro il resto del mondo»), Bigliardo di accordo ormai certo («Con lui e Capanna per difendere lo Stato sociale»)[6]. Il manifesto proposto in quel momento da Rinascita nazionale era stato diffuso dal MSE e da influenti figure che avevano sostenuto Bigliardo contro Rauti; in questo senso si ritenne che quel progetto continuasse sotto altra forma. Bigliardo nel 2001 aderisce ad AN.

Rauti si candidò direttamente a sindaco per le elezioni comunali di Venezia nel 2000, raccogliendo l'1,1% e dicendosi comunque soddisfatto per l'ammirevole mobilitazione di giovani militanti che si erano mossi nel sostenerlo durante la campagna elettorale.

Nel febbraio del 2001, la componente di Nicola Silvestri passò direttamente sotto le insegne del Fronte Nazionale.

Politiche 2001[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 aprile 2000 la rappresentanza parlamentare del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore, venne ricevuta dal presidente della Repubblica, per le consultazioni per la formazione del nuovo governo[7].

Dopo aver stretto accordi con il centrodestra alle elezioni regionali del 2000, Rauti venne riconfermato segretario dal congresso dell'ottobre 2000.

In tale occasione la Fiamma ha inoltre deciso di presentare liste autonome per le elezioni politiche del 2001, stringendo alcuni accordi di desistenza con la Casa delle Libertà. Il senatore uscente Luigi Caruso ottiene nuovamente un seggio. In base a quel patto anche Alberto Acierno viene eletto all'Assemblea regionale siciliana.

III Congresso del 2002: Romagnoli segretario e la scissione di Rauti[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo congresso nazionale, nel febbraio 2002, porta delle significative novità. Emerge prepotentemente la figura di Luca Romagnoli, la cui tesi di rinnovamento viene premiata con la nomina a segretario nazionale. Rauti è il nuovo presidente. Acierno invece lascia il partito per gli autonomisti di Nuova Sicilia.

I contrasti veri e propri tra le due massime cariche del partito si manifestano nell'Ottobre del 2003, quando dirigenti e militanti sono invitati ad effettuare una scelta di posizione netta tra le due parti.

Nel congresso straordinario per febbraio del 2004 la puntuale relazione di Romagnoli è nettamente in maggioranza. Rauti abbandona e fonda immediatamente il Movimento Idea Sociale.

L'azione dei nuovi vertici prosegue anche alle elezioni europee del 2004 dove un discreto 0,7% dei voti si traduce in un fondamentale seggio per il segretario Romagnoli.

Dopo questa appassionata consultazione il partito lancia un appello alle altre forze che compongono la variegata "area" della destra radicale.

Regionali 2005 con Alternativa Sociale e Politiche 2006 con CdL[modifica | modifica wikitesto]

La Fiamma sceglie di collaborare con la coalizione di Alternativa Sociale, guidata da Alessandra Mussolini in occasione delle elezioni regionali del 2005, formata anche da Forza Nuova, Libertà di Azione e Fronte Sociale Nazionale.

La collaborazione fra i partiti della destra estrema raggiunse solamente l'1% di media nazionale e dimostrò, tra l'altro, l'impossibilità pratica di compattare sotto un'unica sigla realtà oggettivamente differenti per analisi e strategie politiche. Il partito riprese perciò la sua indipendenza.

Nello stesso periodo il partito raccoglie l'adesione di un deputato nazionale, Antonio Serena, che non condivide più le scelte di Alleanza Nazionale.

Nel frattempo Il vicesegretario nazionale, Fabrizio Taranto, il Segretario nazionale del movimento giovanile Gioventù Nazionale Vincenzo Galizia e il Senatore Luigi Caruso annunciano l'iscrizione al MIS di Pino Rauti.

In vista delle elezioni politiche del 2006, la Fiamma raggiunge un accordo con la Casa delle Libertà, deliberato il 28 gennaio 2006: il movimento presenta il suo simbolo e i suoi candidati all'interno della coalizione di centrodestra in tutte le circoscrizioni e le regioni italiane. Il risultato elettorale, però, non premia la Fiamma, che raccoglie 231 000 voti alla Camera (0,6%) e 204 000 al Senato (0,6%), non superando gli sbarramenti previsti dalla legge elettorale e non eleggendo, pertanto, alcun parlamentare.

In occasione del referendum costituzionale del 2006, la Fiamma si schiera sulle posizioni del "No", manifestando il suo dissenso nei confronti della devoluzione e del federalismo ideati precedentemente dalla CdL.

Il 2 dicembre 2006 la Fiamma partecipa alla manifestazione nazionale della CdL contro la finanziaria varata dal Governo Prodi II.

Politiche 2008 con La Destra ed Europee 2009[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scioglimento anticipato delle Camere e in seguito alla fondazione del nuovo partito di Francesco Storace (fuoriuscito da AN), denominato La Destra, Romagnoli[8] lancia un appello alla convergenza con la Fiamma Tricolore per presentarsi unitariamente alle elezioni politiche del 2008 con un simbolo denominato La Destra - Fiamma Tricolore, che unisce le insegne delle due formazioni. L'accordo tra i due partiti viene effettivamente raggiunto il 15 febbraio.[9].

L'alleanza tra La Destra e la Fiamma, a cui ha aderito anche il Fronte Sociale Nazionale, non porta ad eleggere nessuno parlamentare, la lista raggiungerà il 2,4% dei consensi, e quindi non supererà lo sbarramento del 4%.

Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, dopo un iniziale avvicinamento a La Destra, al Movimento per le Autonomie e al Partito Pensionati, per una lista comune alle Elezioni europee, decide di presentarsi da sola, sfoggiando un simbolo dove è presente la scritta Destra Sociale.

In ragione di elementi grafici simili a quelli di Alleanza Nazionale, questo il Ministero degli Interni gli ricusa il simbolo, così Fiamma presenta un logo con il simbolo tradizionale in uno sfondo verde mantenendo la scritta Destra Sociale.[10] Rispetto all'Europee del 2004 la Fiamma ottiene un risultato analogo di voti, ma non supera la soglia di sbarramento del 4% e non ottiene nessun europarlamentare.

Il percorso autonomo[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni Regionali 2010 la Fiamma Tricolore, per via della legge per le elezioni regionali che impone ai piccoli partiti di raccogliere un certo numero di firme per presentarsi alle elezioni regionali, riesce a presentarsi solo in Piemonte, dove appoggia il candidato Renzo Rabellino, e in Calabria, dove appoggia il candidato del centrodestra Giuseppe Scopelliti. In entrambi i casi, per via dei pochi voti raccolti, non ottiene nessun consigliere regionale.

Alle elezioni politiche del 2013 la Fiamma ottiene lo 0,13% dei voti alla Camera e 0,17% dei voti al Senato, non eleggendo così nessun parlamentare. Alle elezioni comunali di Roma del 26-27 maggio 2013 il candidato sindaco Luca Romagnoli ottiene lo 0,15%.

Al VI Congresso svoltosi il 22-23 giugno 2013 a Roma, Luca Romagnoli viene riconfermato segretario per acclamazione.

La sfiducia a Romagnoli[modifica | modifica wikitesto]

L'8 novembre 2013 il segretario Luca Romagnoli unitamente al segretario de La Destra Francesco Storace, al reggente di Futuro e Libertà Roberto Menia, alla coordinatrice di Io Sud Adriana Poli Bortone, a Domenico Nania dell'associazione Nuova Alleanza, ad Oreste Tofani dell'associazione Nazione Sovrana, ad Antonio Buonfiglio dell'associazione Il Popolo della Vita e all'editore del Giornale d'Italia Roberto Buonasorte, partecipa alla fondazione del Movimento per Alleanza Nazionale. Il dicembre 2013 il Comitato Centrale del partito dichiara decaduto il segretario Luca Romagnoli, reo di aver aderito all'iniziativa senza aver chiesto il parere dei membri del Comitato stesso[11].

Attilio Carelli accetta quindi l'incarico di segretario reggente.[12] A seguito di tale espulsione Romagnoli fonda un nuovo soggetto, Destra Sociale[13].

Il nuovo corso[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 e 14 dicembre 2014 il VII congresso nazionale, elegge lo stesso Carelli segretario [14].

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

« II Movimento Sociale - Fiamma Tricolore è un'organizzazione politica, ispirata a una concezione spirituale della vita, che ha il fine di garantire la dignità e gli interessi del popolo italiano, nella ininterrotta continuità storica delle sue tradizioni di civiltà e nella sua prospettiva di una missione occidentale, europea, mediterranea.

Il MSFT propone la realizzazione dello Stato Nazionale del Lavoro, per il raggiungimento - mediante l'alternativa corporativa - dei vasti traguardi di giustizia sociale e di elevazione umana, nel rispetto della libertà per tutti e nell'armonia dell'ordine con la libertà. »

(Art. 1 dello statuto del MSFT)

I valori sostenuti e difesi sono i seguenti:

  • Concezione spirituale della vita, non materialistica e nichilistica
  • Identità nazionale e sociale, culture e tradizioni
  • Revisione del Concordato
  • Sacralità della famiglia
  • Lavoro, massima espressione spirituale umana
  • Equa redistribuzione degli utili ai lavoratori e reale compartecipazione collettiva alla gestione dell'impresa (socializzazione)
  • Diritto alla salute e all'istruzione con delle integrazioni mutualistiche
  • Semplificazione ed equità fiscale
  • Europa Nazione, forte e unita, intesa innanzitutto come unione di popoli che condividono storia e tradizioni e non semplicemente come una unione di interessi economici sovranazionali
  • Opposizione al Trattato di Lisbona
  • Rottura delle relazioni con lo Stato di Israele
  • Uscita dalla Nato e avversione nei riguardi degli Stati Uniti d'America
  • Contrasto dell'immigrazione ed umano rimpatrio di coloro i quali sono giunti in Italia senza seguire le regole;
  • Perseguimento del principio dell'autodeterminazione dei popoli, dall'Irlanda alla Palestina, al Tibet alla minoranza vietnamita cristiana dei Montagnard Degar
  • Opposizione all'utilizzo (sia civile che militare) dell'energia nucleare.
  • Ripristino del reato di clandestinità
  • Sviluppo sostenibile nel pieno rispetto dell'Ambiente
  • Ordine sociale e lotta alla droga
  • Elezione diretta del Capo dello Stato

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Gli organi principali sono il Comitato Centrale composto da 20 membri eletti dal Congresso Nazionale, la Segreteria Nazionale di 6 Consiglieri Nazionali nominati dal Segretario Nazionale e l'Ufficio Politico Regionale.

Il Comitato Centrale di norma si riunisce due volte l’anno entro il 30 settembre ed entro il 30 marzo e, per urgente motivo, può essere congiuntamente convocato dal Segretario Nazionale e dal Presidente del Comitato Centrale.

Esso determina le linee dell’azione politica e ne elabora ed integra gli orientamenti programmatici sulla base delle deliberazioni del Congresso Nazionale, approva il bilancio consuntivo e preventivo, nomina la Segreteria Generale del Congresso, dispone eventuali modifiche allo Statuto e ratifica le varie candidature elettorali.

La Segreteria Nazionale stima la dotazione finanziaria media annua necessaria per operare e e dispone a maggioranza relativa la stima e l’utilizzo delle risorse disponibili.

Segretari[modifica | modifica wikitesto]

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

  • Pino Rauti (2002-2004)

Presidente onorario[modifica | modifica wikitesto]

Movimento giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Il Movimento giovanile del partito era Gioventù Nazionale, diventato nel 2011 "Gioventù della Fiamma".

Scissioni[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Risultati elettorali della Fiamma Tricolore per regione italiana.
Voti % Seggi
Politiche 1996 Camera proporzionale 339.351 0,91 0
Camera maggioritario 624.558 1,67 0
Senato 747.487 2,29 1
Europee 1999 496.030 1,60 1
Politiche 2001 Camera proporzionale 143.963 0,39 0
Camera maggioritario 121.527 0,33 0
Senato 340.221 1,00 1
Europee 2004 237.058 0,73 1
Politiche 2006 Camera 231.313 0,6 0
Senato 204.473 0,6 0
Politiche 2008 Camera nella lista La Destra-Fiamma Tricolore 0
Senato nella lista La Destra-Fiamma Tricolore 0
Europee 2009 246.403 0,80 0
Politiche 2013 Camera 44.744 0,13 0
Senato 52.106 0,17 0

Congressi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Assemblea Nazionale - Roma, 17-18 giugno 1995
  • I Congresso - Chianciano Terme (SI), 15-17 novembre 1996
  • II Congresso - Chianciano Terme (SI), 27-29 ottobre 2000
  • III Congresso - Montesilvano, 8-10 febbraio 2002
  • IV Congresso - Roma, 28-29 febbraio 2004 [annullato perché illecito]
  • IV Congresso - Fiuggi, 11-12 dicembre 2004 - Rifondare per rilanciare
  • V Congresso - Roma, il 5-6 dicembre 2009.
  • VI Congresso - Roma, il 22-23 giugno 2013.
  • VII Congresso - Roma, 13-14 dicembre 2014

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

« Non ci sono lavori che gli italiani non vogliono più svolgere. Ci sono salari che gli italiani non possono più accettare »
(Celebre slogan di MS-FT)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b http://www.fiammatricolore.com/wp-content/uploads/2012/09/Per-lItalia-Sociale-2013-pubbl.pdf
  2. ^ Conferenza stampa di presentazione dell'Msft
  3. ^ RAUTI PRESENTA IL SUO PARTITO 'NIENTE ALLEANZE CON IL POLO'
  4. ^ Msi, è guerra Rauti An per l'eredità del partito
  5. ^ Il Gazzettino, intervista a Pino Rauti in occasione delle elezioni comunali di Venezia, 13 aprile 2000
  6. ^ Di Pietro, sfida anti-Poli con Capanna e Bigliardo
  7. ^ Crisi del II Governo D'Alema e formazione del II Governo Amato
  8. ^ :: Fiamma Tricolore :: Sito ufficiale ::
  9. ^ La Destra e Fiamma Tricolore corrono insieme, dal sito ladestranews.it
  10. ^ Fiamma Tricolore - Sito Ufficiale
  11. ^ http://www.soveratiamo.com/politica/resto-del-mondo/item/10131-luca-romagnoli-decaduto-da-segretario-nazionale-del-ms-fiamma-tricolore
  12. ^ http://www.fiammatricolore.com/tesseramento-fiamma-2014/
  13. ^ Al via la Destra sociale di Romagnoli
  14. ^ http://www.fiammatricolore.com/chiusura-congresso/

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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