Moustapha Dao

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Moustapha Dao (Koudougou, 5 marzo 1955Parigi, 21 giugno 2010) è stato un regista burkiniano.

Durante la sua carriera ha realizzato quattro cortometraggi dedicati all'infanzia, per i quali ha ricevuto dei riconoscimenti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nasce il 5 marzo 1955 nel dipartimento di Koudougou in Burkina Faso[1], studia lettere moderne all'Università di Ouagadougou[2] e successivamente come fonico all'istituto Africano di Educazione Cinematografica (INAFEC) e poi si occupa di direzione della produzione presso gli studi CINAFRIC di Kossodo (Ouagadougou)[3]. In seguito, lavora al Centre National du Cinéma e alla Télévision Nationale del Burkina Faso. Ha anche lavorato come assistente del suono e fonico per la televisione e cinema africano, tra cui per il lungometraggio Yeelen, la luce di Souleymane Cissé[4].

Debutta nel mondo del cinema con il cortometraggio del 1987 A noi la strada, apprezzato dalla critica[5], in cui vengono rappresentati perlopiù bambini provenienti da un quartiere della città di Ouagadougou[6]. Quest'opera audiovisiva vince un riconoscimento da parte dell'organizzazione UNICEF[7] e il premio ICA al Festival mondial des arts nègres nel 1987[8]. Inoltre, grazie a questa produzione il regista ha potuto girare il Tour de France[4].

Due anni dopo è alla regia del suo secondo corto dal titolo Il nipote del pittore, in cui la storia di Ali si mescola con le tradizioni africane, poi nel 1991 del film breve Il bambino e il caimano, incentrato maggiormente sulla morale in cui, come afferma il critico Clément Tapsoba, fa un ottimo uso della tecnica dell'animazione[6]. Nel 1992 annuncia di voler realizzare ancora quattro cortometraggi[4], ma nel 1995 è alla sua ultima regia per L'uovo, in cui avviene l'adattamento di una tradizione del paese di nascita sulle maschere e i bambini[2].

Il trasferimento a Parigi e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente si stabilisce a Parigi[5], luogo dove ha approfondito la cinematografia senza nuove produzioni[6]. Nel 1998 stesso anno viene reso disponibile Les Contes animaliers du Burkinabè Mustapha Dao, quarto capitolo del film a puntate Terres africaines, dove vengono ripresentati i suoi lavori[9] e l'anno successivo pubblica un libro dal titolo Poko et la rivière aux crocodiles[10].

Nel 2004 è inserito nella manifestazione italiana dal titolo Stelle del deserto, rassegna sui cortometraggi che si tiene a Roma[11]. Nello stesso anno il suo cortometraggio A noi la strada viene presentato alle tavole rotonde del Festival di Cannes[12].

Muore il 21 giugno 2010 nella capitale francese[5] dopo una malattia. In occasione della sua morte, Radio France Internationale gli dedica un omaggio[13]. L'anno successivo vengono trasmesse le sue produzioni durante l'edizione annuale del Festival del cinema africano, d'Asia e America Latina di Milano[14]. Sempre nello stesso anno è nella selezione ufficiale dell'edizione annuale del Festival Panafricain du Cinéma de Ouagadougou in suo omaggio con tre cortometraggi[15].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

I suoi lavori sono stati considerati positivamente sia dalla critica sia per i riconoscimenti ricevuti. Il collaboratore della manifestazione Festival mondial des arts nègres, Clément Tapsoba, afferma che insieme a Djibril Diop Mambéty, anche Dao ha incrementato la scrittura sulla cinematografia africana[6].

Moustapha Dao è stato uno dei pochi registi del Burkina Faso che ha dedicato la sua carriera alla regia di cortometraggi sull'infanzia[5], mischiando le tradizioni orali africane a creature della realtà del paesaggio africano[6].

I suoi lavori sono stati anche trasmessi in varie manifestazioni ed occasioni come in Svizzera[16], Ungheria[17], Danimarca[18], Italia e Francia.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Hommage à Patrick G. Ilboudo, Regard, 1995. URL consultato il 16 maggio 2018.
  2. ^ a b (FR) L'oeuf de Moustapha Dao, cinemasdafrique.asso.fr. URL consultato il 17 maggio 2018.
  3. ^ Catalogo, Centro orientamento educativo, 1992. URL consultato il 16 maggio 2018.
  4. ^ a b c (DE) Reinhard Kleber, "Wenn man etwas leidenschaftlich liebt ...", kjk-muenchen.de, 1992. URL consultato il 17 maggio 2018.
  5. ^ a b c d (FR) Clément Tapsoba, Le décès du cinéaste burkinabè Mustapha Dao, su Africultures.com. URL consultato il 16 maggio 2018.
  6. ^ a b c d e (FR) Décès de Moustapha Dao, une carrière consacrée au cinéma pour la jeunesse, piccmi.com. URL consultato il 17 maggio 2018.
  7. ^ a b (FR) Patrick G. Ilboudo, Le FESPACO, 1969-1989, Editions La Mante, 1988. URL consultato il 16 maggio 2018.
  8. ^ a b Festival cinema africano, Centro Orientamento educativo, 1991. URL consultato il 16 maggio 2018.
  9. ^ (FR) Contes de tous pays, réjouissez-vousTrois films drôles et tendres de norvége, next.liberation.fr, 27 ottobre 1999. URL consultato il 18 maggio 2018.
  10. ^ (FR) Mustapha Dao, data.bnf.fr. URL consultato il 18 maggio 2018.
  11. ^ Eventi: al via Stelle nel deserto, festival di cortometraggi, in Adnkronos, adnkronos.com, 12 luglio 2004. URL consultato il 17 maggio 2018.
  12. ^ (FR) Le programme des tables rondes et des ateliers de Cannes 2004, education.gouv.fr. URL consultato il 18 maggio 2018.
  13. ^ (FR) Catherine Ruelle, Cinéma sans frontières : Hommage à Mustapha Dao, rfi.fr, 27 giugno 2010. URL consultato il 16 maggio 2018.
  14. ^ Programma 2011 (PDF), festivalcinemaafricano.org. URL consultato il 16 maggio 2018.
  15. ^ (EN) Sélection officielle hors compétition, clapnoir.org. URL consultato il 17 maggio 2018.
  16. ^ Circolo del Cinema Bellinzona (PDF), cicibi.ch. URL consultato il 17 maggio 2018.
  17. ^ (HR) Darko Duilo, Projekcija: Afrička eksperimentalna kinematografija – Retrospektiva Mustaphae Daoa, kinoklubsplit.hr. URL consultato il 17 maggio 2018.
  18. ^ (DA) Fat om Dokumentarfilm (PDF), filmcentralen.dk. URL consultato il 18 maggio 2018.
  19. ^ a b (EN) Catalogue Clermont FilmFest92, 2017. URL consultato il 16 maggio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN228382990 · ISNI (EN0000 0003 6474 1011 · BNF (FRcb13503857b (data)