Mourasuchus

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Mourasuchus
Immagine di Mourasuchus mancante
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Archosauromorpha
(clade) Archosauria
Superordine Crocodylomorpha
Ordine Crocodylia
Famiglia Nettosuchidae
Genere Mourasuchus
Specie
  • M. amazonensis
  • M. atopus
  • M. arendsi
  • M. nativus

Il mourasuco (gen. Mourasuchus) è un coccodrillo estinto di dimensioni gigantesche, vissuto nel Miocene (tra 15 e 6 milioni di anni fa). I suoi resti fossili sono stati ritrovati in Sudamerica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Benché noto attraverso resti incompleti, i paleontologi sono stati in grado di ricostruire l'aspetto di questo animale. Il corpo doveva essere molto simile a quello dei caimani odierni, con una lunga coda appiattita lateralmente e corti arti sporgenti ai lati del corpo, ma le dimensioni erano ben superiori a quelle delle forme attuali: si è calcolato che il mourasuco potesse superare i 10 metri di lunghezza, e in alcuni casi arrivare anche a 12 metri. La caratteristica più aberrante del mourasuco era costituita dal cranio: esso era enorme, allungato e appiattito, con una moltitudine di denti fragili e sottili; l'intera bocca era lunga più di un metro.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Il mourasuco appartiene a un gruppo estinto di coccodrilli, i nettosuchi, strettamente imparentati con i caimani sudamericani ma a volte considerati una famiglia a parte. Queste forme, dal cranio largo e piatto e di dimensioni gigantesche, erano a loro volta imparentate con un altro gigante sudamericano, Purussaurus. Sono note diverse specie di mourasuco, la più conosciuta delle quali è Mourasuchus amazonensis, scoperta nel 1964 da Llewelyn Ivor Price.

Stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

Lo strano cranio del mourasuco non era certamente utilizzato per cacciare attivamente grandi prede, a causa della struttura del muso e dei denti. È probabile, invece, che questo animale si nutrisse in maniera passiva: quando l'animale si immergeva nei fiumi, l'enorme bocca veniva aperta in misura sufficiente a far entrare una grande quantità d'acqua, che andava a riempire una grande sacca simile a quella di un pellicano posta presso la gola. In seguito, l'animale chiudeva le fauci ed espelleva l'acqua, rinchiudendo vari animaletti (come molluschi, crostacei e piccoli pesci) nella trappola costituita dai fitti denti. Un simile modo di nutrirsi era probabilmente utilizzato anche da un altro coccodrillo, Stomatosuchus, vissuto nel Cretaceo in Africa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • W. Langston. 1966. Mourasuchus Price, Nettosuchus Langston, and the Family Nettosuchidae (Reptilia: Crocodylia). Copeia 4:882-885
  • J.-C. Bocquentin and J. P. Souza Filho. 1990. O Crogodiliano Sul-Americano Carandaisuchus Como Sinonímia De Mourasuchus (Nettosuchidae). Revista Brasileira de Geociências 20(1-4):230-233
  • Kischlat, E.-E. 1995. Novos registros de Mourasuchus Price, 1964 (Crocodylia, Nettosuchidae) Cenozóico do estado do Acre, Brasil.. In: XIV Congresso Brasileiro de Paleontologia, 1995, Uberaba. Atas. Rio de Janeiro : Sociedade Brasileira de Paleontologia. p. 127-127.