Mostro di Udine

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Mostro di Udine
Vittime accertate4
Vittime sospettate13-16
Periodo omicidi1971-1989
Luoghi colpitiUdine
Metodi uccisioneaccoltellamento, strangolamento

Il Mostro di Udine è un serial killer mai identificato ritenuto responsabile di sedici omicidi[1] commessi nella provincia di Udine tra il 1971 e il 1991. La maggior parte delle vittime erano prostitute ma solo quattro di loro vennero uccise nella stessa maniera.[2][3][4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1971 e il 1989 vi furono in Friuli tredici omicidi di donne che rimasero irrisolti; le vittime erano quasi sempre prostitute (solo in due omicidi non lo erano) e in quattro casi, dato che nessun dettaglio sulle modalità degli omicidi erano state rese note, si ipotizzò che fossero riconducibili allo stesso individuo. Per gli altri casi l'attribuzione allo stesso omicida fu più difficoltosa, anche perché in quel periodo in Friuli il fenomeno della prostituzione era particolarmente diffuso a causa delle molte caserme militari presenti e inoltre alcune vittime erano presumibilmente rimaste vittime delle stesse organizzazioni criminali che le sfruttavano.[5] Dei tredici casi irrisolti quindi, nel 1994 un rapporto dei Carabinieri alla Magistratura sostenne che cinque di questi delitti avrebbero potuto essere stati commessi dalla stessa persona, il cosiddetto “mostro di Udine”, in quanto cinque cadaveri mostravano lo stesso sfregio sul ventre fatto con una lama simile a un bisturi.[6] Fra gli anni cinquanta e il 1971 a Udine e provincia si era verificato un solo omicidio di prostitute e 13 fra il 1971 e il 1989, quindi altri tre dal 1991 al 2004, e nessuno dal 2004 in poi.[2] Della sequenza di vittime uccise dalla stessa persona, la serie di omicidi attribuibili al Mostro di Udine incomincia il 19 febbraio 1980, quando a Pradamano viene scoperto il cadavere di Maria Carla Bellone, 19 anni; seguiranno Luana Gianporcaro il 24 gennaio 1983 e Aurelia Januschewitz, il 3 marzo 1985. La serie si interruppe con Marina Lepre, che non era però una prostituta ma una maestra di scuola elementare uccisa il 26 febbraio 1989. Le quattro vittime presentano una lunga incisione a forma di “S” sul ventre e molte ferite al collo e alla gola.[7] Del delitto di Marina Lepre venne indagato un ginecologo, schizofrenico, che non ha mai svolto l'attività di medico, che era stato sorpreso vicino al luogo del delitto ma che uscì dall'indagine per mancanza di prove.[4][7] Successivamente si ipotizzò l'esistenza di due diversi serial killer, uno che agiva con il bisturi e l'altro che strangolava prostitute ma non ci sono stati seguiti e i casi risultano irrisolti.[7]

Il 15 marzo 2019 viene avanzata dall'avvocato Federica Tosel, legale dei familiari di Maria Luisa Bernardo e Maria Carla Bellone (due delle donne uccise tra il 1971 e il 1989), una richiesta di riapertura delle indagini.[8]

Vittime[modifica | modifica wikitesto]

Accertate[modifica | modifica wikitesto]

Gli inquirenti sono sicuri su almeno 4 casi a causa della stessa maniera nella quale vennero commessi gli omicidi. Secondo i risultati delle perizie medico-legali in questi casi i ventri delle vittime vennero dopo la morte tagliati dall'addome al pube con un oggetto affilato, forse un bisturi. La maniera dell'incisione era simile a quella praticata nell'ostetricia. Questo portò a supporre che l'uccisore potrebbe essere un medico.[9] Le vittime sono:[2]

  • Maria Carla Bellone, una prostituta di 19 anni, uccisa il 19 febbraio 1980;
  • Luana Giamporcaro, una prostituta di 22 anni, uccisa il 24 gennaio 1983;
  • Aurelia Januschewitz, una prostituta di 42 anni, uccisa il 3 marzo 1985;
  • Marina Lepre, una maestra di scuola elementare di 40 anni, uccisa il 26 febbraio 1989.

Presunte[modifica | modifica wikitesto]

  • Irene Belletti, uccisa con una serie di fendenti a vari punti del corpo il 21 settembre 1971;
  • Elsa Moruzzi, strangolata nel novembre 1972;
  • Eugenia Tilling, uccisa nel dicembre 1975 a coltellate alla gola;
  • Maria Luisa Bernardo, uccisa a pugnalate a varie parti del corpo il 21 settembre 1976; la polizia non esclude il collegamento tra questo delitto e quello Belletti;
  • Jaqueline Brechbullher accoltellata;
  • Il cadavere carbonizzato di Wilma Ghin venne ritrovato in una discarica di Gradisca nel marzo 1980; un giovane pugliese venne poco dopo indagato per questo omicidio, ma poi scagionato;
  • Maria Bucovaz, strangolata nel maggio 1984;
  • Matilde Zanette, uccisa nel settembre 1984; per quest'omicidio venne arrestato Gianluigi Sebastianis;
  • Stojanka Joksimovic, strangolata nel dicembre 1984;
  • Nicla Perabò, strangolata nel settembre 1991; per quest'omicidio fu arrestato Bruno Leita.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Occhirossi.it, Lista di biografie di serial killer, su occhirossi.it. URL consultato il 19 agosto 2013.
  2. ^ a b c Ecco chi era il mostro di Udine - Il Friuli, su www.ilfriuli.it. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  3. ^ Ecco il profilo del “mostro di Udine” - Cronaca - Messaggero Veneto, in Messaggero Veneto, 25 giugno 2016. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  4. ^ a b Andrea Pasqualetto inviato a Udine, Fedra e l’assassino di sua madre «Da 20 anni cerco di incastrarlo», in Corriere della Sera. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  5. ^ Il mostro di Udine, tredici vittime senza giustizia - Il Friuli, su www.ilfriuli.it. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  6. ^ I delitti del misterioso Mostro di Udine, in GQ Italia, 29 marzo 2016. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  7. ^ a b c Il "mostro delle squillo" è ancora vivo. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  8. ^ Mostro di Udine, depositata istanza di riapertura del caso a 30 anni dall’ultima vittima: “Trovati reperti mai analizzati”, Il Fatto Quotidiano, 15 marzo 2019.
  9. ^ Mostro di Udine, 13 donne uccise. A "Chi l'ha visto?" nuovi indizi, Messaggero Veneto, 11 dicembre 2011. URL consultato il 19 agosto 2013.
  10. ^ In un ventennio 14 omicidi e 3 arresti, Messaggero Veneto, 27 gennaio 2012. URL consultato il 19 agosto 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]