Mosso (Italia)

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Mosso
comune
Mosso – Stemma Mosso – Bandiera
Mosso – Veduta
Panorama di Mosso dal Monte Rovella
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Biella-Stemma.svg Biella
Amministrazione
Sindaco Carlo Grosso (lista civica Futuro Insieme) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°38′N 8°08′E / 45.633333°N 8.133333°E45.633333; 8.133333 (Mosso)Coordinate: 45°38′N 8°08′E / 45.633333°N 8.133333°E45.633333; 8.133333 (Mosso)
Altitudine 625 m s.l.m.
Superficie 17,23 km²
Abitanti 1 659[1] (31-12-2010)
Densità 96,29 ab./km²
Comuni confinanti Bioglio, Campiglia Cervo, Piatto, Trivero, Vallanzengo, Valle Mosso, Veglio
Altre informazioni
Cod. postale 13822
Prefisso 015
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096084
Cod. catastale M304
Targa BI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 117 GG[2]
Nome abitanti mossesi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mosso
Mosso
Sito istituzionale

Mosso (Mòss in piemontese) è un comune italiano di 1.684 abitanti[3] della provincia di Biella, in Piemonte, creato nel 1998 dalla fusione dei comuni di Mosso Santa Maria e Pistolesa (l'unificazione è entrata in vigore il 1º gennaio 1999).

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo viene fatto derivare dal latino Moxi, Muxi, Moxum, indicanti forse il nome di una delle più antiche comunità del Biellese orientale. Un altro significato potrebbe essere attribuito al termine in rapporto all'instabilità geologica del terreno.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale comprende un'isola amministrativa montana situata in alta Valsessera dove si trovano alcuni alpeggi fra cui principalmente l'Artignaga (in piemontese Artgnèja), e che culmina con la Cima del Bonom.[4]
Mosso è uno dei principali comuni che fanno parte della Comunità montana Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mosso è citato tra i territori donati il 30 dicembre dell'anno 962 dall'imperatore Ottone I al conte Aimone di Lomello.

Nel 999, prima che venisse infeudato al potente casato dei Bulgaro, venne concesso dall'imperatore Ottone II al vescovo Leone di Vercelli.

Mosso, assieme al vicino comune di Valle Mosso, fu gravemente danneggiato da una alluvione che interessò tutta la valle nel 1968.

Il comune ha dato i natali a molti componenti della famiglia Sella, fra cui Quintino Sella, politico, studioso ed economista e fondatore del Club Alpino Italiano, nativo della frazione Sella (fino al 1938 sede del comune di Valle Superiore Mosso, poi interamente accorpato a Mosso Santa Maria), e Bartolomeo Sella, medico e filantropo, cui è intitolata una statua nella piazza principale della cittadina.

Edifici di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare rilievo è la parrocchiale della Beata Vergine Maria Assunta, risalente al 1650 e rifacimento di un precedente luogo di culto a sua volta edificato nel 1326 sui resti di una chiesa del 1200 distrutta da Fra' Dolcino, l'eretico che sulle montagne attorno a Mosso aveva il proprio quartier generale.

Il campanile tardo romanico è l'unico elemento che rimane dell'antica chiesa. Realmente ultimata solo cinquant'anni dopo la sua edificazione, nel 1705, venne ulteriormente trasformata fra il 1732 e il 1734. Nel 1875, infine, vennero rifatti la facciata e il pronao in stile neoclassico.

La piazza ove sorge la chiesa è sede di mercato nel giorno di lunedì.

Fra i luoghi di culto cristiano presenti nella zona sono da segnalare, in direzione di Bioglio, il santuario di Banchette ed il santuario di Nostra Signora della Brughiera, situato sul confine dell'antica Mosso Santa Maria con il territorio del comune di Trivero.

Altri edifici di rilievo sono l'Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano, ora Nome di Maria, in borgata Sella, l'oratorio dei Santi Lorenzo e Liberata nel cantone Bedotti, l'Oratorio di San Rocco in Borgata Capomosso, quello della Consolata nella borgata Squisso ed infine nella frazione Boschi l'Oratorio di San Bernardo.

Il ponte della Pistolesa[modifica | modifica wikitesto]

Il viadotto presso la frazione Pistolesa è sede del primo bungee jumping center permanente italiano e per le sue dimensioni - 152 metri di altezza e 350 metri di lunghezza - è stato soprannominato - Colossus.
Attivo dalla metà degli anni novanta, richiama appassionati di questa specialità di sport estremo da ogni parte del mondo.
Si calcola siano stati effettuati dall'apertura del centro oltre cinquantamila salti.
La rete televisiva inglese BBC nel 2003 ha scelto questa location per il proprio programma scientifico "Body Hits".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Mosso erano 147. Le nazionalità più numerose erano:[6]

Persone legate a Mosso[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è costituito da varie paesi, borgate e cantoni: Borgata Capomosso, Borgata Piane, Borgata Sella, Località Bocchetto, Gianolio, Mosso Santa Maria, Pistolesa ed altre località Bellaria, Cerate, Crolle, Frieri, Garbaccio, Ricca, Taverna, Trabucco, Boschi e Venalba.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Gianni Regis Milano lista civica Sindaco
2009 2014 Carlo Grosso lista civica Per Mosso Sindaco
2014 in carica Carlo Grosso lista civica Futuro insieme Sindaco II mandato

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi, mentre fino al 2010 apparteneva alla Comunità montana Valle di Mosso, abolita in seguito all'accorpamento disposto dalla Regione Piemonte nel 2009.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1908 e il 1935 la località fu servita dalla stazione Pianceri-Mosso della Ferrovia Grignasco-Coggiola[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Bilancio demografico Istat al 30/09/2010, demo.istat.it. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  4. ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010, demo.istat.it. URL consultato il 3 ottobre 2011.
  7. ^ Sito web del SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche) siusa.archivi.beniculturali.it, consultato nell'ottobre 2009
  8. ^ Aldo Riccardi, La ferrovia della val Sessera, in Tutto treno & storia, n. 6, novembre 2001, pp. 64-70.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN243221452
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