Caduti del lavoro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Morti sul lavoro)
Jump to navigation Jump to search

I caduti del lavoro sono le persone decedute a causa di incidenti successi durante e per causa del lavoro svolto. Tale locuzione è frequentemente in uso anche nelle strade e nelle piazze d'Italia ad essi dedicate. Il fenomeno è anche indicato come morti bianche, dove «l'uso dell'aggettivo "bianco" allude all'assenza di una mano direttamente responsabile dell'incidente»[1]. Per quanto riguarda le morti nel particolare settore dell'agricoltura, specialmente con il coinvolgimento di trattori, si parla invece di morti verdi[2].

In senso critico, a partire dagli anni sessanta, è anche utilizzata la locuzione omicidi del lavoro, per rimarcare le responsabilità dei sistemi di produzione delle economie industrializzate e la scarsa attenzione alla sicurezza sul lavoro del sistema industriale, in particolare siderurgico e agricolo.

Incidenti mortali[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine di grandezza è di circa due milioni di morti annualmente nel mondo, di cui circa 12 000 bambini.

Statisticamente sono più frequenti gli incidenti in cui le vittime sono singole persone. Per questo motivo la morte sul lavoro raramente occupa la prima pagina dei giornali, pur essendo un fenomeno di vasto respiro e con risvolti sociali importanti. Simili osservazioni si possono fare per i decessi causati da dipendenze o dagli incidenti in auto.

In rare occasioni gli incidenti causano decine di morti, e diventa oggetto dei mass media. Tra gli incidenti che hanno causato più vittime o maggior impatto mediatico, possiamo ricordare, in ordine cronologico:

In Italia

  • a Bollate, il 7 giugno 1918, morirono 59 operai della fabbrica di munizioni 'Sutter&Thévenot'

All'estero:

  • l'incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911, che causò la morte di 146 operai
  • il disastro di Marcinelle: l'8 agosto 1956, nella miniera di carbone del Bois du Cazier, morirono 262 lavoratori, di cui 136 italiani
  • il crollo del Rana Plaza di Savar: il 24 aprile 2013, a Dacca in Bangladesh, crolla un edificio di otto piani nel quale lavorano più di mille lavoratori nelle fabbriche di abbigliamento

In Italia l'occasione più sfruttata per ricordare le morti sul lavoro è la Festa dei lavoratori, il primo Maggio di ogni anno.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il numero di morti sul lavoro in Italia costantemente diminuito dagli anni sessanta. Tra il 2008 e il 2011 gli infortuni mortali nell'Unione europea (27 paesi) sono diminuiti da 2,4 a 1,5 casi all'anno ogni 100.000 lavoratori, la stessa diminuzione è riscontrabile per l'Italia [3]

L'Italia, nel decennio 1996-2005, è risultato il Paese con il più alto numero di morti sul lavoro in Europa eccetto i primi due anni.[4]

Il numero di morti in Italia al 2007 era di 1260 all'anno. Dal 2008 l'“Osservatorio indipendente di Bologna” riporta l'elenco dei morti sul lavoro, anche quelli "in nero". Inoltre presenta statistiche complete. Dal 2013 esiste anche una pagina specifica dove viene riportata la media giornaliera dei morti sul lavoro; i dati sono ricavati dall'“Osservatorio indipendente di Bologna”. Nel 2014 l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha registrato sui luoghi di lavoro 663 lavoratori e se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si arrivano a superare i 1350 morti complessivi. L'aumento delle morti sui luoghi di lavoro secondo l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro rispetto al 2013 è del 12,5%, Sono 152 gli agricoltori morti schiacciati dal trattore nel 2014.

Incidenti con danni permanenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli incidenti con danni permanenti sono quelli che comportano mutilazioni o simili e danni alla salute che non sono guaribili completamente.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: sicurezza sul lavoro in Italia.

In Italia, nel periodo del dopoguerra, si sono avuti circa 30.000 infortuni all'anno con danni permanenti. Gli infortuni con danni permanenti si sono progressivamente ridotti fino al minimo di circa 20.000 infortuni registrati negli anni ottanta.

Successivamente il numero di infortuni ha ripreso a crescere fino a giungere nuovamente a oltre 30.000 infortuni all'anno che resta comunque un risultato migliore rispetto al dopoguerra dato l'aumento demografico in Italia.

Incidenti con danni temporanei ogni anno[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta degli infortuni meno gravi, guaribili in un periodo di tempo variabile da alcuni giorni ad alcuni mesi.

L'ordine di grandezza è di circa 270 milioni incidenti all'anno nel mondo.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia si verificano circa 600.000 incidenti con danni temporanei ogni anno.

Malattie professionali[modifica | modifica wikitesto]

I casi di malattie professionali sono, nel mondo, circa 160 milioni ogni anno. Tuttavia la statistica delle malattie è temporanee discordante, in quanto i criteri di controllo sanitario e di monitoraggio variano a seconda del luogo e nel corso del tempo.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Indicativamente in Italia si registrano, dal 2000 al 2005, circa 25.000 malattie professionali di vario tipo registrate dall'INAIL.

Attività lavorative a rischio[modifica | modifica wikitesto]

Ogni attività lavorativa ha delle potenzialità di rischio differenti. A titolo d'esempio, si seguono alcune tabelle redatte dall'ufficio di statistica degli Stati Uniti e relative all'anno 2006, inerenti al territorio statunitense.

Numero e percentuale di morti sul lavoro per settore di occupazione, 2006 Stati Uniti.[5]
Occupazioni con alto tasso di mortalità, 2006, Stati Uniti.[5]

In Italia, nel triennio 2010-2013 l'attività sul lavoro a maggior rischio di disabilità permanente è stata quella del facchinaggio (trasporto a mano di oggetti).[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio De Rienzo, su Scioglilingua, rubrica linguistica del sito del Corriere della Sera, 21 settembre 2007
  2. ^ Osservatorio ASAPS sulle morti verdi
  3. ^ Secondo rapporto sulla «tutela e condizione delle vittime del lavoro tra leggi inapliccate e diritti negati» a cura dell'ANMIL Copia archiviata, su lastampa.it. URL consultato il 4 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2008).
  4. ^ Statistiche INAIL (.xls) su dati in maggioranza provenienti dal sistema assicurativo.
  5. ^ a b Bureau of Labor Statistics; NATIONAL CENSUS OF FATAL OCCUPATIONAL INJURIES IN 2006
  6. ^ Indici di frequenza inabilità permanente

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Rovelli, Lavorare uccide, Bur, 2008
  • Pais Pier Roberto, Nuova normativa di tutela e salute sui luoghi di lavoro, Roma Epc 2008
  • Gigante, Manuale della sicurezza sul lavoro, Milano Hoepli 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]