Mormò

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Mormo: Pesca inaspettata (Michele Tripisciano, 1884)

La Mormò (Μορμώ, Μορμών) è una divinità minore dell'antica Grecia. Nella superstizione greca Mormò era uno spettro femminile che si cibava del sangue dei bambini in fasce e che provocava disordine in case e botteghe; per questo motivo era generalmente nominata come spauracchio per i fanciulli.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

La principale fonte relativa a Mormò è Aristofane e due sue commedie: gli Acarnesi (582 sgg.) e la Pace (474 sgg.)[1], ma sono anche presenti fonti minori, come gli scholia a Teocrito.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, vol. 2, Boston, Little, Brown and company, 1867, pag. 1113
  2. ^ Scholia in Theocritum auctiora reddidit et annotatione critica instruxit Fr. Dübner, Parisiis, Editore Ambrosio Firmin Didot, Instituti Franciae typographo, 1849 pag. 89 - Scholia ad idyll. XV, 40.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]