Moplen

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Moplen è stato il marchio registrato di una nota materia plastica, il polipropilene isotattico (indicato chimicamente con la sigla PP-H), ottenuta tramite reazione di polimerizzazione a partire dal propilene. Tale materiale è da considerarsi profondamente innovativo perché, sia per le sue caratteristiche di resistenza meccanica, sia per l'economicità di lavorazione, ha rivoluzionato l'industria dei materiali termoplastici. Il Moplen è, ancora oggi, una delle materie termoplastiche più utilizzate nell'industria, trovando largo impiego nell'ambito idrosanitario (tubi di scarico e sifoni) e casalingo (vasche, secchi, scolapasta).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il polipropilene isotattico fu scoperto negli anni cinquanta dal chimico imperiese Giulio Natta. L'invenzione valse a Natta il Premio Nobel per la chimica del 1963.[1]

Il Moplen era prodotto dalla Polymer e dalla Montesud (controllate della Montecatini, poi Montedison). Lo stabilimento di Terni dove si produceva il polipropilene era gestito dalla controllata Polymer, mentre quello di Brindisi era invece gestito dalla controllata Montesud. Nel 1971, la Polymer si fuse poi per incorporazione nella Montefibre, ma il settore fibre Merak e Neofil fu separato da quello della plastica, che si sviluppò soprattutto per le pellicole trasparenti Moplefan usate nel confezionamento dei prodotti alimentari.[2]

Dopo complesse vicende societarie, il settore è passato alla Basell formata da BASF e Shell.

Il Moplen nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca era ampiamente pubblicizzato da Gino Bramieri durante Carosello col tormentone

« E mò e mò e mò... Moplen! »

e con

« Ma Signora badi ben, che sia fatto di Moplen! »

per conto della ditta Montecatini, che deteneva appunto il brevetto della materia plastica adoperata per la fabbricazione di svariate suppellettili per la cucina col rivoluzionario materiale.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ polipropilene
  2. ^ Storia
  3. ^ A fianco alla produzione della plastica si svilupparono gli altri usi industriali: quello tessile e il settore delle pellicole.

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