Monumento naturale Tenuta di Mazzalupetto - Quarto degli Ebrei

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Monumento naturale Tenuta di Mazzalupetto - Quarto degli Ebrei
Tipo di areaMonumento naturale
Codice WDPA178956
Codice EUAPEUAP1081
Class. internaz.Categoria IUCN V: paesaggio terrestre/marino protetto
StatiItalia Italia
RegioniLazio Lazio
ProvinceRoma Roma
Superficie a terra186,00 ha
Provvedimenti istitutiviD.P.G.R. 54, 28.01.2000
GestoreRomaNatura
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Coordinate: 41°57′24.12″N 12°22′18.12″E / 41.9567°N 12.3717°E41.9567; 12.3717

Il monumento naturale Tenuta di Mazzalupetto - Quarto degli Ebrei è un'area naturale protetta del Lazio istituita nell'anno 2000. Occupa una superficie di 186 ha nel territorio di Roma Capitale, in zona Casalotti.[1]

I terreni sono per lo più sottoposti ad agricoltura estensiva. È un'area protetta dal bracconaggio.

È stato istituito un laboratorio agro-alimentare per promuovere la vita agricola e il consumo alimentare consapevole.


Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli animali, oltre ad una consistente presenza dei rapaci e dei mammiferi più comuni, è da segnalare l’esistenza di una popolazione di Toporagno appenninico (Sorex samniticus) e di Arvicola rossastra (Clethrionomys glareolus), estremamente localizzate nell’area romana, che, sebbene poco appariscenti, sono indici di condizioni climatiche piuttosto fresche e di processi ecologici ancora non compromessi dall’espansione delle attività umane[2].

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La più grande delle tenute, denominata “Mazzalupetto” si estende su 140 ettari di campagna in massima parte coltivata, con spallette boschive lungo i dossi, dove dominano le querce (Quercus ilex, Q. pubescens, Q. suber).

La seconda, estesa su circa 40 ettari, denominata “Quarto degli Ebrei”, presenta caratteristiche molto simili alla precedente. Per quanto riguarda l’ambiente naturale, presenze importanti sono rappresentate, tra la vegetazione, dal Frassino (Fraxinus excelsior), ormai molto rarefatto nel territorio e dagli esemplari isolati, spesso imponenti, di Farnia (Quercus robur), che punteggiano il corso dei fossi[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RomaNatura, Mappa.
  2. ^ Roma Capitale | Sito Istituzionale | Le aree naturali protette, su www.comune.roma.it. URL consultato il 28 marzo 2021.
  3. ^ Roma Capitale | Sito Istituzionale | Le aree naturali protette, su www.comune.roma.it. URL consultato il 28 marzo 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]