Monumento a Michele Bianchi

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Il monumento a Michele Bianchi è un monumento funebre di enormi dimensioni, edificato a Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza, negli anni trenta del XX secolo dal regime fascista in onore del gerarca e quadrumviro della Marcia su Roma Michele Bianchi, dove nacque il 22 luglio 1882. È l'unico monumento funebre di grandi dimensioni ancora oggi esistente in onore di un gerarca del regime fascista[senza fonte].

Il monumento in una giornata nevosa.

Il monumento consiste in un'alta colonna rivestita di travertino, ispirata alla Colonna Traiana e sormontata da una particolarissima croce di ferro a quattro bracci orizzontali e visibile nella sua forma da tutte le direzioni. All'interno dell'intero fusto corre una scala a chiocciola che arriva fino alla balconata superiore, al centro della quale è posta la suddetta croce che in origine, quando ancora illuminata, serviva come faro. Alla base della colonna, c'è la camera funeraria del gerarca, arredata all'interno con gagliardetti e arredi bronzei trafugati non appena caduto il fascismo, ed oggi in parte rinvenuti e conservati presso gli scantinati del Municipio di Belmonte Calabro. Lungo tutta la base del monumento corrono fregi raffiguranti i momenti salienti della vita del gerarca. Attorno al monumento, è stata piantata una folta pineta.

Il corpo di Michele Bianchi (morto nel febbraio '30) fu qui traslato il 28 ottobre 1932 (decimo anniversario della Marcia su Roma) alla presenza di Emilio De Bono, Italo Balbo e Cesare Maria De Vecchi. Il 30 marzo 1939 fu visitato dal Duce in persona, accompagnato da Achille Starace e Giuseppe Bottai[1].

Il colle, denominato di Bastia o Vastia, era anticamente occupato dalla torre di Bastia, torre costiera di vedetta sul mar Tirreno.

Note[modifica | modifica wikitesto]