Monumenti e luoghi d'interesse ai Castelli Romani

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Castelli Romani.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese e conventi[modifica | modifica wikitesto]

Frascati

Grottaferrata

Marino

Castel Gandolfo

Albano Laziale

Ariccia

Genzano di Roma

Nemi

Lanuvio

Velletri

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Velletri.

Lariano

Rocca di Papa

Rocca Priora

Monte Compatri

Monte Porzio Catone

Colonna

Palazzi e ville[modifica | modifica wikitesto]

Nemi e Palazzo Ruspoli con la caratteristica torre

Frascati

Grottaferrata

Marino

Castel Gandolfo

Albano Laziale

Ariccia

Genzano di Roma

Nemi

Lanuvio

Velletri

Lariano

Rocca di Papa

Rocca Priora

Monte Compatri

Monte Porzio Catone

Colonna

Castelli e fortificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Torre saracinesca a Genzano di Roma

I Castelli Romani devono il loro toponimo alle fortificazioni edificate sulle alture di questi luoghi da varie famiglie baronali romane. La maggior parte di quelle fortificazioni oggi sono state tuttavia distrutte o "ingentilite" e tramutate in residenze estive.

Ad oggi, l'unica vera fortificazione completamente conservata della zona è rappresentata dalla cerchia muraria dell'Abbazia di San Nilo a Grottaferrata, realizzata nel XVI secolo dall'abate commendatario Giuliano Della Rovere.

Rimangono visibili parti più o meno consistenti delle antiche fortificazioni anche nei centri storici di: Marino, con le torri della Rocca Frangipane in piazza Giacomo Matteotti, scampate sia agli sventramenti seicenteschi che ai bombardamenti del 1944; Genzano di Roma, con la torre "saracinesca" del Corso Vecchio, salvatasi dall'estetizzazione ottocentesca; Lanuvio, con la cinta muraria del centro storico e le torri del XVI secolo ancora presenti; e Nemi, con la torre di Palazzo Ruspoli, inglobata in quest'ultima struttura.

Gli antichi castelli baronali che invece sono stati riadattati a residenza patrizia a partire dal XV secolo, sono:

Numerose sono le fortificazioni erette nelle campagne a controllo di vie di comunicazioni importanti o siti strategici, e tra questi vanno menzionati:

Fontane e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il fontanile di piazza XX Settembre a Rocca di Papa

Tra le fontane più note dei Castelli c'è sicuramente la seicentesca fontana dei Quattro Mori di piazza Giacomo Matteotti a Marino, risalente al 1632 e nota per il "miracolo del vino", che si ripete ogni anno per la Sagra dell'Uva. Ancora, a Marino è presente la fontana del Tritone, opera dello scultore Michele Tripisciano risalente al 1889.

Un'altra nota fontana del Vino è situata a Genzano di Roma, in piazza Tommaso Frasconi, e risale al XIX secolo.

La fontana degli Scogli a Lanuvio è una celebre opera dell'architetto Carlo Fontana risalente al 1675, situata in piazza Giuseppe Mazzini.

È monumentale anche la fontana di piazza San Pietro a Frascati, risalente al XVII secolo e costruita in abbinamento alla vicina Cattedrale di San Pietro.

Gian Lorenzo Bernini forse realizzò il progetto della "Barcaccia" di piazza Giuseppe Garibaldi a Rocca di Papa, realizzata in un unico blocco tufaceo. Sempre a Rocca di Papa, sono notevoli la fontana di piazza della Repubblica, risalente al XIX secolo, e il fontanile di piazza XX Settembre, già piazza Vecchia, risalente all'epoca di edificazione del castello.

A Velletri, molte fontane monumentali furono realizzate nel XVII secolo dopo che l'ingegnere Giovanni Fontana porto a termine la costruzione dell'acquedotto: tra le altre, ricordiamo la fontana monumentale di piazza Cairoli, edificata nel 1622, originariamente accoppiata sulla stessa piazza ad una fontana gemella rimasta incompiuta e quindi distrutta, e la fontana monumentale di piazza Mazzini, realizzata nel 1612 con la raffigurazione di alcune scene mitologiche.

Resti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro romano di Tusculum
Le Terme di Cellomaio ad Albano Laziale
L'Anfiteatro Severiano di Albano Laziale
L'affresco del mitreo di Marino
Ponte Loreto e la via romana per Anzio a Lanuvio
Antico e recente: la via Sacra e la strada panoramica di Monte Cavo verso la vetta, a Rocca di Papa

Il territorio dei Castelli Romani è una delle aree più ricche di reperti archeologici della provincia di Roma. Sono da menzionare particolarmente:

  • Rovine di Tusculum, in comune di Monte Porzio Catone. Antica città latina, fondata sul Tuscolo, fu a lungo potente antagonista di Roma; nel Medioevo, divenne residenza dei potenti Conti di Tuscolo, fino a che non venne rasa al suolo nel 1191. Sulla sommità del colle rimagono i ruderi di numerose ville suburbane, fra cui un fondo di Marco Tullio Cicerone, resti dell'abitato, del foro e del teatro romano, dell'acropoli e di varie costruzioni medioevali, fra cui anche una chiesa.
  • Circuito archeologico dei Castra Albana, ad Albano Laziale. I Castra Albana furono un complesso fortificato edificato sulla via Appia da Settimio Severo come alloggiamento della Legio II Parthica. Oggi restano in luce le grandi Terme di Caracalla o di Cellomaio, la Porta Pretoria, i Cisternoni, l'Anfiteatro, e parte dell'antica cerchia muraria, oltre al ninfeo romano che oggi è occupato dal Santuario di Santa Maria della Rotonda.
  • Museo delle Navi e Tempio di Diana Nemorense, in comune di Nemi sul lago di Nemi. Il Museo delle Navi è stato costruito nel 1932, ma le due grandi navi attribuite a Caligola sono state bruciate durante la seconda guerra mondiale nel 1944. Restano tuttavia alcuni reperti interessanti, assieme ai resti del famoso tempio di Diana Nemorense, noto per la pratica dell'elezione del rex Nemorenses.
  • Mitreo di Marino, a Marino. Scoperto nel 1962, è uno dei due mitrei dipinti d'Italia oltre che uno dei meglio conservati al mondo.
  • Complesso monumentale di Lanuvium, a Lanuvio. È il complesso rappresentato dall'antica città latina e poi romana e dall'annesso tempio di Giunone Sospita. Interessante anche ponte Loreto, poco fuori dall'abitato moderno, ponte romano della via Anziate.
  • Villa di Domiziano a Castel Gandolfo, inclusa all'interno delle Ville pontificie di Castel Gandolfo. È un enorme complesso residenziale voluto dall'imperatore Domiziano, dotato di circo, teatro, santuario, ninfei e palazzo monumentale. Sono visibili i ruderi del criptoportico, del teatro, e dell'ingresso al palazzo.

Altri siti di interesse archeologico sono quello di Bovillae, in comune di Marino, in cui sono venuti alla luce resti del circo romano, e di Aricia, in comune di Ariccia, dove sono visibili i resti del monumentale viadotto della via Appia.

In età romana, vennero edificate varie ville suburbane sui Colli Albani. Oltre alla grande Villa di Domiziano a Castel Gandolfo, sono oggi visibili alcune di queste ville, mentre altre sono andate distrutte. Fra le più importanti:

Si pensa che una villa romana sorgesse anche in prossimità dell'attuale cimitero di Genzano di Roma. Invece l'ubicazione di una villa di Marco Tullio Cicerone è poco chiara, forse perché possedeva due tenute, una villa vera e propria a Grottaferrata, nel sito dell'Abbazia di San Nilo, e un fondo sul Tuscolo.

Due catacombe sono state scoperte nel territorio castellano:

  • Catacombe di Ad Decimum, a Grottaferrata;
  • Catacombe di San Senatore, ad Albano Laziale.

Una terza catacomba venne scoperta nel XVIII secolo sulla via Appia in comune di Marino, ma se ne è persa attualmente l'ubicazione.

Infine luoghi molto importanti dal punto di vista archeologico sono:

  • Monte Cavo, in comune di Rocca di Papa, sulla cui vetta sono stati rinvenute agli inizi degli anni venti del XX secolo tracce del leggendario tempio di Giove Laziale, tempio che era il santuario confederale della Lega Latina; inoltre le pendici del monte sono calcate dalla Via Sacra, strada lastricata che dalla via Appia giunge alla cima di Monte Cavo attraversando anche il comune di Ariccia.
  • Palazzolo, in comune di Rocca di Papa, dove lungo la via Sacra presso la villa del Cardinale c'è un monumento marmoreo, probabile sepoltura di uno Scipione: la fantasia degli antichi pensò che fosse un palazzo dell'antica Alba Longa, donde il toponimo palatiolum. In prossimità di questo sito, comunque, si pensa comunemente sorgesse la leggendaria Alba Longa.

Alcuni resti risalgono anche all'età preistorica: interessanti reperti sono conservati presso il Museo civico di Albano e presso il Museo civico "Oreste Nardini" di Velletri, mentre a Villa Cavalletti, tra Frascati e Grottaferrata, è stata rinvenuta una necropoli neolitica che con una cinquantina di tombe è la necropoli neolitica più grande del Lazio; altri resti preistorici sono stati trovati a Marino, località San Rocco, a Castel Gandolfo, località Pascolari, ad Albano, località Castel Savello e Colle dei Cappuccini, ad Ariccia, località Ginestreto, a Rocca Priora, presso il Monte Algido, a Monte Porzio Catone, sul Tuscolo, e a Velletri.

Recentemente è stata scoperta nel territorio comunale di Albano Laziale, località Cecchina, l'ubicazione dell'antico Lucus Ferentinus[1], cioè il luogo sacro dove si riuniva la federazione delle città appartenenti alla Lega Latina. Secondo altre ipotesi, il Lucus potrebbe essere ubicato in località Prato della Corte, tra i comuni di Marino e Rocca di Papa, dove già è stato identificato comunemente il Caput Aquae Ferentinum.[2]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parco Regionale dei Castelli Romani.

Il Parco Regionale dei Castelli Romani è un ente di tutela ambientale regionale istituito nel 1984 dalla Regione Lazio nell'area dei Colli Albani. In origine, i territori dei comuni facenti parte del parco erano integralmente inclusi nel perimetro dell'area protetta (legge regionale n° 2 del 13 gennaio 1984[3]), ma già il 28 settembre 1984 le aree assegnate al parco furono drasticamente ridotte[4], per ovvi motivi legati all'espansione edilizia futura dei centri abitati inclusi. Gli attuali confini del parco, stabiliti nel 1998, sono più vasti dei confini precedenti[5], per un totale di 15.014 ettari.

Tra le aree naturali più interessanti, ci sono quelle che non sono state colpite dall'espansione del castagno, pianta introdotta a scopi economici tra Seicento e Settecento: il bosco misto -chiamato Q.T.A., querce, tigli ed aceri[6]- sopravvive soprattutto al bosco del Cerquone (Rocca Priora), al bosco dei Cappuccini (Albano Laziale), al Parco Chigi di Ariccia, al bosco Ferentano e al Barco Colonna (Marino), sulle coste del Lago Albano e del Lago di Nemi, sulle sommità di Monte Cavo e del Maschio dell'Ariano, presso la Macchia dello Sterparo (Frascati) e la Selva Rustica (Grottaferrata).[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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