Monumenti aperti

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Uno stand della manifestazione

Monumenti aperti è una manifestazione nata a Cagliari nel 1997 per iniziativa dell'associazionismo civile e culturale con l'obbiettivo di fare recuperare ai cittadini le proprie tradizioni civili, far conoscere ai giovani il passato della propria città e rafforzare il senso della collettività. Dal 1999 il coordinatore della rete è la onlus Imago Mundi[1], associazione riconosciuta nel 2016 quale soggetto giuridico a del Registro regionale delle persone giuridiche di diritto privato presso la Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna.

Le guide sono per la maggior parte studenti delle scuole medie e superiori. La partecipazione si estende dalle scuole primarie all'Università. I laboratori didattici e le attività per le scuole sono una parte rilevante della organizzazione e vengono realizzate tra il mese di dicembre ed il mese di aprile.

La manifestazione si articola in numerosi progetti speciali: Cultura senza barriere, Gusta la Città, Monumenti in Musica, i Racconti di Monumenti Aperti, ecc...

In alcune città i monumenti sono collegati con qualche sistema messo a disposizione delle persone che vogliono visitare i monumenti. A Quartu Sant'Elena per esempio nell'edizione 2007 e in quella del 2008 i monumenti erano collegati con un carro elettrico trainato da cavallo. A Carbonia invece si è pensato di collegare i monumenti con un trenino turistico. Nel 2016 per il primo anno i comuni di Sassari ed Alghero hanno creato un itinerario tra i due centri mediante il trenino verde.

Dal 2014 aderiscono anche due comuni del Piemonte: Mango e Santo Stefano Belbo. Nel 2016 entra nella rete piemontese anche Castiglione Tinella.

I monumenti che vengono aperti al pubblico sono beni monumentali, palazzi storici, presidi della cultura, chiese, architetture industriali e zone archeologiche.

I visitatori[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima parte dell'edizione 2007 si sono sfiorati i 200.000 spettatori (circa 15.000 spettatori in più rispetto al 2006) con una partecipazione di 130.000 persone a Cagliari, 15.000 a Quartu Sant'Elena, 10.000 ad Alghero, 8.000 a Carbonia e a Sassari. Altri 27.000 persone si sono registrate complessivamente negli altri centri. Nel 2016 il numero delle firme registrate nei 48 comuni sono state oltre 300.000.

Città e paesi aderenti[modifica | modifica wikitesto]

Le città e i paesi che hanno partecipato almeno una volta alla rete dei monumenti aperti sono:

In Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Aggius, Aglientu, Alghero, Arbatax, Arbus, Assemini, Bitti, Bortigiadas, Bosa, Buggerru, Cagliari, Calangianus, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Cuglieri, Decimomannu, Dolianova, Elmas, Escolca, Fluminimaggiore, Gavoi, Gergei, Gesico, Gonnesa, Gonnosfanadiga, Guspini, Iglesias, Lodine, Luogosanto, Luras, Marrubiu, Mandas, Monserrato, Nuoro, Ollolai, Olbia, Olmedo, Olzai, Oniferi, Oristano, Ovodda, Ozieri, Padria, Ploaghe, Porto Torres, Portoscuso, Pula, Quartu Sant'Elena, Quartucciu, Sadali, San Gavino Monreale, San Giovanni Suergiu, Sanluri, Sant'Antioco, Santa Giusta, Sardara, Sarroch, Sarule, Sassari, Selargius, Selegas, Sestu, Sennori, Serdiana, Serramanna, Settimo San Pietro, Siddi, Siurgus Donigala, Soleminis, Suelli, Tempio Pausania, Telti, Teulada, Tiana, Trinità d'Agultu e Vignola, Tortolì, Uras, Ussana, Villa San Pietro, Villacidro, Villamassargia e Villanovafranca.

In Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Santo Stefano Belbo, Mango, Castiglione Tinella.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi siamo – Monumenti Aperti, su monumentiaperti.com. URL consultato il 24 ottobre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito ufficiale della manifestazione

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