Monticelli d'Oglio

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Monticelli d'Oglio
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
ComuneVerolavecchia-Stemma.png Verolavecchia
Territorio
Coordinate45°16′47.35″N 10°02′25.58″E / 45.27982°N 10.040438°E45.27982; 10.040438 (Monticelli d'Oglio)
Altitudine58 m s.l.m.
Abitanti81
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monticelli d'Oglio
Monticelli d'Oglio

Monticelli d'Oglio (in bresciano Montezèi) è una frazione del comune di Verolavecchia in provincia di Brescia.

Noto fino ai primi dell'Ottocento come Monticelli de Griffi, fu comune autonomo sino al 1842 anno in cui le autorità austriache decisero, in contrasto con la popolazione ed i nobili locali, l'aggregazione con il comune di Verolavecchia.[1]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua posizione sorge su un'altura in riva al fiume Oglio.

Il territorio di Monticelli è inoltre irrigato dalla roggia Provaglia, un canale realizzato nel XV sec. dai nobili Provaglio per irrigare il feudo di Monticelli. La roggia Provaglia delimita inoltre il confine tra Monticelli d'Oglio e Quinzano d'Oglio. Sono inoltre presenti la roggia Arrivabene e la roggia del Mulino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio di Monticelli d'Oglio sono state trovate tracce di insediamenti umani sin dall'età del bronzo confermati da numerosi reperti archeologici trovati nei pressi del fiume, e nelle colline adiacenti.

Il primo documento attestante un insediamento nei pressi di Monticelli d'Oglio è una bolla imperiale risalente al 1022, con la quale l'imperatore Enrico II mise sotto la sua protezione, la vedova Gonfalda con il figlio Ruggero e tutti i loro beni collocati, nel bresciano a Monticelli, a Bergamo e Lodi.

Ruggero che si professava di legge e nazione longobarda, nel 1037 vendette sia il castello che la chiesa di Monticelli. Dopo vari passaggi di proprietà, Monticelli entro in possesso della famiglia Griffi la quale darà poi il nome in Monticelli de Griffi che resterà in uso fino a fine ottocento.

I Griffi governarono su Monticelli fino al 1411, anno in cui Pandolfo Malatesta come punizione verso i Griffi sostenitori dei suoi avversari, li imprigionò e vendette il feudo ed i loro beni ai nobili Provaglio, suoi alleati,[2] i quali ne restarono proprietari per oltre quattro secoli.

A Monticelli nel 1815 venne firmato uno dei primi patti colonici del bresciano.[3]

Proprietà nobiliare[modifica | modifica wikitesto]

Epoca napoleonica[modifica | modifica wikitesto]

Epoca austriaca[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Greppi-Gironda già Provaglio[modifica | modifica wikitesto]

Edificato dai nobili Provaglio conti di Monticelli e di Meduna intorno al 1650, passerà poi di proprietà dei Greppi e poi del conte Gironda, di cui ancora mantiene il nome.[5]

Il mulino di Monticelli[modifica | modifica wikitesto]

Il mulino di Monticelli sorge ad est del centro abitato e si affaccia sulla via francesca. Già presente nel XV sec.ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi, il più rilevante nell'Ottocento, quando venne abbattuta una parte del castello di Monticelli ed i materiali vennero poi reimpiegati per l'ampliamento e la trasformazione del mulino, che lo portò ad assumere uno stile neogotico.

La Filanda[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIX secolo era presente una filanda, posta ad est dell'attuale palazzo Gironda, per un periodo è stata amministrata anche dalla famiglia Borromeo di Milano, per poi venire abbandonata nel novecento. Attualmente è stata riconvertita in abitazione privata.

Il porto[modifica | modifica wikitesto]

Non è un porto fluviale come lo si potrebbe intendere bensì un traghetto che consentiva a persone merci ed animali di attraversare il fiume Oglio. Il porto inoltre serviva da collegamento tra l'abitato di Monticelli e quello di Monasterolo. Al tempo il controllo di tale porto costituiva un privilegio, perché da esso provenivano ricavi dai pedaggi e il controllo degli attraversamenti tra l'allora Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano.

Altri porti erano presenti ad Acqualunga e Villagana, di proprietà della famiglia Martinengo.

La ghiacciaia[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nella seconda metà dell'800 nei pressi del porto, aveva lo scopo di conservare il pesce pescato nel fiume e nell'adiacente laghetto ora scomaparso[6]. Interessante notare come questa ghiacciaia non sia l'unica nel territorio di Verolavecchia, infatti nei pressi di Scorzarolo è presente un'altra più antica.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Monticelli[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Monticelli esisteva già dal X secolo ed era stato probabilmente edificato dalle monache di S. Giulia. In seguito venne quasi completamente assegnato a feudatari, infatti il feudalesimo era molto diffuso nella Bassa Bresciana. Il primo documento in cui si nomina il castello è del 1022 quando l'imperatore Enrico II discese in Italia per la terza volta e mise sotto la sua protezione con un apposito diploma la vedova Gonfalda e il figlio Ruggero con tutti i loro beni tra cui Monticelli D'Oglio. La protezione imperiale era solo indirettamente un privilegio, in realtà il sovrano cercava di salvaguardare i suoi interessi impedendo ai feudatari di impossessarsi di feudi minori accrescendo il proprio. Il castello di Monticelli cambiò numerose volte il suo proprietario finché nel 1106 andò in eredità ai Martinengo. Il castello di Monticelli venne fortificato per contrastare quello Monasterolo. Monticelli e Villanuova furono coinvolti direttamente in tutti i conflitti che si videro intorno a Quinzano e Pontevico. Il 7 luglio 1308 Monticelli fu sede di un importante fatto storico: le città di Cremona e Brescia proclamarono la pace. Sotto il dominio di Pandolfo Malatesta, i ghibellini cercarono alleanze per impadronirsi del potere, ma il loro piano non si realizzò e vennero uccisi o spodestati dai loro averi. Tra quei ghibellini vi erano alcuni feudatari del castello di Monticelli. L'11 febbraio 1411 Pandolfo Malatesta vendette il castello alla famiglia Provaglio che ne fu proprietaria per 400 anni.[7]

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Parrocchiale di San Silvestro (già Santa Croce)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1486 sorse la chiesa di Monticelli chiamata inizialmente S. Croce e poi S. Silvestro, come la vecchia chiesa del cimitero, ricorda il monastero Benedettino di Nonantola. Fu in quegli anni che la parrocchia si rese indipendente dalla Pieve di Quinzano. All'interno, oltre ai due altari lignei con statue rispettivamente del Sacro Cuore e della Madonna del Rosario, si conserva una pala del S. Rosario del 600'. La pala dell'altar maggiore, opera dei Ottavio Amiconi, raffigura in cielo ed i Santi Antonio da Padova, Carlo Borromeo, Silvestro Papa e Rocco

I lati est e ovest sono completati da bassi portici a quindici arcate, mentre il lato lungo con tredici arcate, è formato da due edifici separati dall'antica strada d'ingresso, forse il decumano della costruzione romana.

La chiesa cimiteriale di San Silvestro[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa cimiteriale fu per molto tempo l'antica chiesa parrocchiale di Monticelli, sorge fuori dal centro abitato, in piena campagna.

A fianco della chiesa sorge il cimitero comunale, e in passato sorgeva anche la casa di un eremita, che provvedeva alla custodia della stessa.

Chiesa di Santa Barbara[modifica | modifica wikitesto]

Precedentemente dedicata come le altre chiese di Monticelli a San Silvestro, verrà in seguito dedica a Santa Barbara.

Posta all'interno del castello, verrà distrutta durante la demolizione di una parte del castello.[2]

Chiesa di S. Maria Elisabetta[modifica | modifica wikitesto]

Annotata in alcuni documenti la presenza di una chiesa dedicata a S. Maria Elisabetta, successivamente distrutta, al suo posto è stata eretta una "santella " dedicata alla Madonna, ed è posta in località Madonnina.

Le santelle[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di monticelli sono presenti 4 santelle, di epoche diverse.

Cultura e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Citato in una raccolta di Canti e Poesie è quello dell'Amùrada:[8]

«Amùr amùr amùr amùrada per te murina g'oi trèsca la fànga g'oi trèsca la fànga g'oi trèsca le pòce per te murina g'oi le scarpe ròte»

(da "Amur amur amur amuranda", Canto d'amore, Monticelli d'Oglio)

Società[modifica | modifica wikitesto]

titolo (default "Abitanti censiti")[9]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'ex comune di Monticelli d'Oglio fu l'unico comune nella provincia di Brescia in cui la totalità del territorio era di proprietà di due sole persone (Conte Provaglio e Conte Martinengo da Barco).[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bonaglia, Verolavecchia la sua storia.
  2. ^ a b FAI Fondo Ambiente Italiano, Comune di Verolavecchia, Monticelli d'Oglio - dalla corte castellana alla grande cascina padana, Brescia, Artigianelli, 2011.
  3. ^ Angelo Locatelli, Economia e società rurale, Il lavoro, Poncarale (Bs), 1995, p. 108.
  4. ^ Pietro Calini Ibba, La proprietà fondiaria del territorio bresciano, Fondazione Civiltà Bresciana, 2000.
  5. ^ S. Pagiaro, Verolavecchia Monticelli Scorsarolo.
  6. ^ GAFO edizione, Nell'aia e nella stalla e... Vol.II (PDF), su gafo-quinzano.it.
  7. ^ Angelo Locatelli,, Monticelli d’Oglio, una storia sul fiume, Verolavecchia,, Comune di Verolavecchia,, 1989.
  8. ^ Nanni Svampa, La mia morosa cara, Lampi di stampa, 1º settembre 2007, ISBN 9788848806275. URL consultato il 29 agosto 2015.
  9. ^ Relazione Comune di Monticelli d'Oglio
  10. ^ G. Belotti, Fra campi, acque, castelli e cascinali, Brescia, 2002, p. 147.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Locatelli, Monticelli d'Oglio. Una storia sul fiume, Verolavecchia, 1989.
  • Fausto Lechi, Le dimore bresciane in cinque secoli di storia, 5° volume, Brescia, 1974.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

http://www.verolavecchia.altervista.org/Venite/Monticelli%20pieghevole.pdf

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