Montegiovi

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Montegiovi
frazione
Montegiovi – Veduta
Panorama di Montegiovi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
ComuneCastel del Piano-Stemma.png Castel del Piano
Territorio
Coordinate42°54′39″N 11°31′15″E / 42.910833°N 11.520833°E42.910833; 11.520833 (Montegiovi)Coordinate: 42°54′39″N 11°31′15″E / 42.910833°N 11.520833°E42.910833; 11.520833 (Montegiovi)
Altitudine487 m s.l.m.
Abitanti175 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale58030
Prefisso0564
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimontegiovese, montegiovesi[1]; o gatti
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montegiovi
Montegiovi

«Sed i' avess'un sacco di fiorini
e non ve n'avess'altro che de' nuovi,
e fosse mi' Arcidoss'e Montegiuovi
con cinquicento some d'aquilini
non mi parri'aver tre bagattini...»

(Cecco Angiolieri, Sed i' avess'un sacco di fiorini)

Montegiovi è una frazione del comune italiano di Castel del Piano, nella provincia di Grosseto, in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Montegiovi è situato su una collina che costituisce una delle pendici occidentali del cono vulcanico del Monte Amiata, da cui si domina il primo tratto della val d'Orcia grossetana. Montegiovi dista circa 50 chilometri da Grosseto e meno di 6 chilometri dal capoluogo comunale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Montegiovi è ricordato per la prima volta in un documento del 1209 in cui l'imperatore Ottone IV confermava il possesso di metà del castello al vescovo di Chiusi, mentre l'altra metà di proprietà dell'abbazia di Sant'Antimo e dell'abbazia di San Salvatore. Sviluppatosi tra l'XI e il XII secolo, nel 1217 fu sottomesso a Siena, sotto l'influenza delle famiglie Tolomei (seconda metà del XIII secolo), Bonsignori (prima metà del XIV secolo) e Salimbeni (seconda metà del XIV secolo). Nel XV secolo il borgo fu posto sotto la diretta giurisdizione di Siena. Nel 1555 fu aggregato al Granducato di Toscana, finendo poi accorpato a Castel del Piano.[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Porta e la Cappella di Sant'Elena

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Martino, citata nelle decime del 1302-1303 e ricordata come pieve nel 1464, è stata sostanzialmente modificata tra il XVII e il XIX secolo e gli unici elementi che testimoniano l'origine medievale della chiesa sono le decorazioni della facciata (timpano, portale architravato e piccolo rosone). All'interno sono custoditi tre dipinti di grande interesse: due opere di Francesco Nasini, la Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina (1643) e la Madonna in trono col Bambino, san Giovannino e una santa monaca (1692); e una santa Caterina in estasi del XVII secolo.[2]
  • Chiesa della Madonna degli Schiavi, ricostruita nel 1868 in stile neorinascimentale sul luogo dove sorgeva il vecchio oratorio risalente al XVI secolo. Conserva al suo interno pregevoli opere quali l'affresco della Madonna col Bambino del XV secolo, con due angeli adoranti di epoca barocca attribuiti a Francesco Nasini, ed un quattrocentesco Crocifisso affrescato di scuola senese.[2]
  • Cappella di Sant'Elena, antica chiesetta addossata alla cinta muraria, nei pressi della porta, costituiva la cappella gentilizia dell'antico castello oramai scomparso, ma si presenta oggi particolarmente modificata. Realizzata in muratura in pietra trachitica con campanile a vela, possiede l'interno ad aula unica con copertura a travi di legno.[2]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Mura di Montegiovi: delle mura che racchiudevano il borgo di Montegiovi rimangono solo alcune tracce, tra cui la porta di Sant'Elena, da cui si accede al centro storico. Nel tratto sud-occidentale è visibile un imponente struttura che sporge, probabilmente resti dell'antico cassero inglobato ormai nelle abitazioni.[2][3]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Quella che segue è l'evoluzione demografica della frazione di Montegiovi. Sono indicati gli abitanti dell'intera frazione e dove è possibile la cifra riferita al solo capoluogo di frazione. Dal 1991 sono contati da Istat solamente gli abitanti del centro abitato, non della frazione.

Anno Abitanti
Frazione Centro abitato
1640
288
-
1745
288
-
1833
360
-
1845
423
-
1921
650
-
1931
635
-
1961
422
401
1981
590
210
1991
-
207
2001
-
168
2011
-
175

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Presso Villa Clara a Montegiovi, nella parte bassa del paese, è situato il Giardino di Piero Bonacina, parco artistico dello scultore lombardo Piero Bonacina, trasferitosi a Montegiovi nel 1990 e influenzato dalla cultura orientale e tibetana. Il giardino fa parte della rete museale provinciale Musei di Maremma.[4]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Montegiovi è facilmente raggiungibile percorrendo la strada provinciale 64 del Cipressino, importante via di comunicazione che collega il Monte Amiata con la superstrada E78 Grosseto-Fano presso la località di Paganico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 342.
  2. ^ a b c d e Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, p. 193.
  3. ^ Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1999.
  4. ^ Giardino di Piero Bonacina sul sito di Musei di Maremma.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arturo Santioli, Montegiovi. Storia, marchesato, statuti, Siena, Cantagalli, 1969.
  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Siena, Nuova Immagine, 1995.
  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Firenze, Le Lettere, 1997, p. 95.
  • Giuseppe Guerrini, Torri e castelli della provincia di Grosseto, Siena, Nuova Immagine, 1999.
  • Valentino Baldacci, I luoghi della Fede. Itinerari nella Toscana del Giubileo, Firenze, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]