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Monteggio

Coordinate: 45°59′40″N 8°48′29″E
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Monteggio
frazione
Monteggio – Stemma
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoLugano
ComuneTresa
Amministrazione
Lingue ufficialiItaliano
Territorio
Coordinate45°59′40″N 8°48′29″E
Altitudine420 m s.l.m.
Superficie3,4 km²
Abitanti855 (2020)
Densità251,47 ab./km²
Sottodivisionivedi elenco
Altre informazioni
Cod. postale6996
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5202
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Monteggio
Monteggio

Monteggio (fino al 1819 Albio[1]; in dialetto ticinese Montégg[senza fonte]) è una frazione di 896 abitanti del comune svizzero di Tresa, nel Canton Ticino (distretto di Lugano)[2].

Geografia fisica

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Il paese è immerso nei vigneti, a 420-433 m s.l.m., su un'altura che domina tutta la valle del fiume Tresa, 1,5 km a nord di Cremenaga. L'ex comune è composto da 26 frazioni: Bosco, Bruciata, Busino, Calangeli, Cassinone, Castello, Crocivaglio, Fonderia, Fornasette, Genestraio, Isole, Lisora, Molinazzo, Persico, Pirla, Ponte Cremenaga, Ramello, Rancina, Ressiga, Roncaccio, Ronchetto, Rovedera, Selvacce, Suino, Termine e Tiradelza.

Le località confinanti sono Sessa a nord, Croglio a est, Cremenaga (IT-VA) a sud e Luino (IT-VA) a ovest.

Il territorio del comune di Monteggio prima degli accorpamenti del 2021

Il comune fu un tempo feudo dei Sessa. A partire dal XV secolo i duchi di Milano gli concessero lo status di terra privilegiata, affidandogli il compito di difendere e mantenere efficiente la strada che segue il percorso della Tresa[1][3]. Nel 1511 diventò territorio svizzero e, a partire dal 1584, i cantoni sovrani confermarono lo statuto garantito dal Ducato di Milano chiedendo in cambio che il comune versasse ogni due anni un contributo ai sindacatori (ambasciatori-ispettori)[3]. Lo status di terra privilegiata venne meno con la proclamazione della Repubblica Elvetica.

Originariamente comune autonomo, nel 2021 il comune di Monteggio venne fuso con i comuni di Croglio, Ponte Tresa e Sessa, per formare il nuovo comune di Tresa[4].

Il comune aveva uno stemma così blasonato: inquartato a croce di S. Andrea, di nero e rosso; al capo d'oro all'aquila di nero. L'arma proviene dal Codice Cremosano (1673) che dà « Monteggi » (fig. 118, p. 95)."[5].

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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La chiesetta di Sant'Adalberto

Architetture civili

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  • Ruderi del Castello d'Albio[1];
  • Case[senza fonte] in località Busino con meridiane floreali sulla facciata[senza fonte], tra cui un orologio solare risalente al 1868;[6]
  • Antico mulino in località Busino[senza fonte];
  • Fonderia d'oro in località Ramello, già a servizio della miniera Costa di Sessa, risalente al 1861 e ridotta a rudere: della struttura resta il camino dell'ex fornace[senza fonte];
  • Villa Donati in località Molinazzo, abitazione civile costruita fra il 1885 e il 1890[senza fonte];
  • Antico mulino in località Molinazzo[senza fonte];
  • Fontana coperta, già lavatoio, in località Termine, a ridosso della cappella della Madonna del Rosario[senza fonte];
  • Casa colonica in località Crocivaglio, con l'affresco Madonna in trono col Bambino, san Rocco e il committente[senza fonte];
  • Casa Passera in località Crocivaglio, costruita nel XVII secolo[senza fonte];
  • Casa in località Rancina, con l'affresco Madonna col Bambino e tre santi[senza fonte];
  • Casa in località Persico, del XVII secolo[senza fonte];
  • Casa in località Persico, con un portico diviso da arcate, un loggiato colonnato e una meridiana a scudo sulla facciata[senza fonte];
  • Fornaci in località Fornasette[senza fonte];
  • Cinque mulini, tre torchi, due magli, tre peschiere e una segheria in località Fornasette[senza fonte];
  • Deposito del sale in località Lisora[senza fonte];
  • Casa in località Lisora, con il dipinto murale, ora danneggiato, Madonna e due santi[senza fonte];
  • Villaggio Bosco della Bella, composto da 27 case di legno realizzate nel 1962 per la Pro Juventute[7].

Evoluzione demografica

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L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti[8]

Geografia antropica

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Centri abitati

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La frazione di Monteggio include i seguenti centri e nuclei abitati[9][1]: Bosco, Bruciata (Brusata)[1], Busino, Cassinone, Castello[1],Crocivaglio, Fonderia, Fornasette[1], Genestraio, Isole, Lisora[1], Molinazzo[1], Monteggio,Persico, Pirla, Ponte Cremenaga[1], Ramello, Rancina, Ressiga, Roncaccio, Ronchetto, Rovedera, Selvacce, Suino, Termine, Tiradelza.

Amministrazione

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Ogni famiglia originaria del luogo faceva parte del cosiddetto comune patriziale e aveva la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. Il Patriziato di Monteggio è estinto[10].

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Bernardino Croci Maspoli, Monteggio, in Dizionario storico della Svizzera, 21 maggio 2008. URL consultato il 2 novembre 2017.
  2. Anche Sessa nel nuovo comune di Tresa, su Ticinonline, 15 ottobre 2019. URL consultato il 12 dicembre 2022.
  3. 1 2 Emilio Motta, 1991, p. 54.
  4. Notifiche di mutazioni, su agvchapp.bfs.admin.ch. URL consultato il 13 settembre 2025.
  5. IL COMUNE SI PRESENTA. Dati generali. Frazioni, su monteggio.ch.
  6. Bianconi, p. 63
  7. Beckel, Kübler, 2011, p. 9.
  8. Dizionario storico della Svizzera, Ufficio cantonale di statistica di Bellinzona
  9. Carta della Svizera - località, su map.geo.admin.ch.
  10. Elenco patriziati M, su www4.ti.ch.
  • Francesco Bertoliatti, Profilo storico di Sessa, Bertogliatti, Emo Cavalleri; Chiasso-Como 1942.
  • Virgilio Chiesa, Lineamenti storici del Malcantone, Tipografia Gaggini-Bizzozero, Lugano 1961.
  • Adolfo Caldelari, Arte e Storia nel Ticino, ETT, Locarno 1975, 127.
  • Piero Bianconi, Meridiane del Ticino, Vezia, Unione Svizzera delle Casse Raiffeisen, 1978.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 251-252.
  • Plinio Grossi, Il Malcantone, riedizione della Guida Galli-Tamburini, Fontana Print S. A. Pregassona 1984, 103-106, 149.
  • Giovanni Maria Staffieri, "Monteggio", in Malcantone. Testimonianze culturali nei comuni malcantonesi, Lugano-Agno 1985, 41, 48-49, 51, 109.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Bollettino storico della Svizzera italiana (BSSI), 2004, 245 e seguenti.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 412.
  • Inge Beckel, Christof Kübler, Ferien für alle. Zu den Anfängen eines sozialen Tourismus in der Schweiz, in «Arte e Architettura in Svizzera», anno 62, numero 2, SSAS, Berna 2011.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 246975594 · GND (DE) 4721530-6
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