Monte Subasio (sommità)

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Monte Subasio (sommità)
Tipo di areaSito di interesse comunitario
Codice WDPA555528911
Cod. Natura 2000IT5210027
Class. internaz.IV
StatoItalia Italia
RegioniUmbria Umbria
ProvincePerugia Perugia
ComuniAssisi
Superficie a terra1.221 ha
Provvedimenti istitutiviD.M. 7 agosto 2014
GestoreRegione Umbria
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Subasio (sommità)
Monte Subasio (sommità)
Sito istituzionale

Coordinate: 43°03′17″N 12°40′38″E / 43.054722°N 12.677222°E43.054722; 12.677222

Il Monte Subasio (sommità) è un Sito di Interesse Comunitario (SIC) interno al Parco regionale del Monte Subasio,[1] il cui Piano di Gestione è stato approvato nel 2012 dalla Regione Umbria[2] al fine di proteggere e conservare i sei habitat in esso individuati. Il sito classificato nella Rete europea Natura 2000 con il codice IT5210027 è stato designato Zona Speciale di Conservazione (ZSC) dal Ministero dell’Ambiente nel 2014[3] a seguito della Direttiva Habitat della Comunità Europea.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il SIC-ZSC Monte Subasio (sommità) interessa il comune di Assisi. Ha una superficie di circa 1.221 ettari e comprende la cima del massiccio calcareo del Monte Subasio.[4] Il comprensorio del Monte Subasio, la cui quota più elevata raggiunge i 1.100 m s.l.m., presenta delle peculiarità vegetali per la particolare morfologia del territorio, costituito da un complesso montuoso ben distinto in termini orografici da quelli circostanti e con altitudini sufficientemente elevate da sfiorare il piano vegetazionale della faggeta. L’area sommitale è caratterizzata dalla presenza di importanti manifestazioni carsiche, le doline, fra le quali spiccano il Mortaro grande e il Mortaro piccolo.[5]

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il SIC-ZSC è caratterizzato dai seguenti habitat costituiti da particolari tipologie di vegetazione:[6][5]

  • Habitat 5130 - Formazioni a ginepro comune (Juniperus communis) su lande o prati calcicoli.[7] È costituito dagli arbusteti di ginepro comune più o meno densi tipicamente associati alle praterie. L’habitat è molto diffuso in Umbria e in espansione negli ambienti collinari e montani su suoli aridi e poco profondi. Si tratta di un paesaggio vegetale di origine secondaria, ovvero dovuto all’intervento umano, ed il cui mantenimento è subordinato alla presenza delle attività di pascolo in assenza delle quali questa vegetazione viene progressivamente sostituita dal bosco.[8]
  • Habitat 6110*[9] - Formazioni erbose rupicole,[10] calcicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi. È formato da circoscritte porzioni di praterie situate in ambienti caldi e aridi con substrato roccioso emergente. Si distingue per la presenza di specie succulente del genere Sedum, adattate a condizioni di forte aridità, accompagnate da numerose specie di muschi e licheni.[11]
  • Habitat 6210(*)[9] - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee). L’ecosistema si distingue per le praterie costituite perlopiù da Graminacee, interessate in alcuni punti da una notevole presenza di Orchidaceae di varie specie, per questo considerate prioritarie (*). Sono praterie secondarie la cui conservazione dipende dall’esistenza di pascolo allo stato brado, nei limiti di un carico sostenibile di capi pascolanti. L’assenza delle tradizionali attività di pastorizia determina lo sviluppo di arbusteti. Dove, invece, c’è un sovraccarico di bestiame, si assiste a fenomeni di erosione del cotico erboso e di banalizzazione della composizione di specie vegetali. L’habitat, endemico dell’Italia appenninica, si sviluppa su vari substrati (calcari, marne, calcareniti e arenarie) ed è considerato prioritario(*) quando si verifica la presenza di una delle seguenti condizioni: a) ricca quota di specie di orchidee; b) importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta, a livello nazionale, poco comune; c) una o più specie di orchidee considerate rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.[12]
  • Habitat 6220*[9] - Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea. È costituito da praterie xerofile diffuse a diverse altitudini che si sviluppano su substrati calcarei generalmente con suoli poco evoluti e soggetti ad erosione.[13]
  • Habitat 91AA*[9] - Boschi orientali di quercia bianca. Comprende i boschi mediterranei a dominanza di Roverella (Quercus pubescens) in ambienti caldi. Sono piuttosto diffusi in Umbria, anche se spesso fortemente frammentati e, in alcuni casi, costituiti da piccole porzioni di vegetazione relitte, soprattutto nelle aree adatte alla coltura dell'olivo e della vite che ne hanno in gran parte occupato l’area di distribuzione potenziale.[14]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Nell’area sono segnalate, fra le altre, alcune specie di piante di rilevante interesse floristico vegetazionale a livello regionale: Digitale dell’Appennino (Digitalis micrantha), Poligala gialla (Polygala flavescens), Polmonaria della Vallarsa (Pulmonaria vallarsae), Salice appenninico (Salix apennina), Bucaneve (Galanthus nivalis).[5]

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Questo sito Natura 2000 in particolare, interno al Parco del Monte Subasio, esprime una elevata biodiversità per le molteplici specie animali di interesse comunitario e conservazionistico segnalate.[6][5]

Invertebrati[modifica | modifica wikitesto]

Per le caratteristiche ecologiche varie e diversificate, le praterie e gli arbusteti della sommità del Monte Subasio presentano gli habitat ideali per alcune specie di farfalle rare e a rischio: la Callimorfa era (Callimorpha (Euplagia, Panaxia) quadripunctaria*),[9] la Eufidriade di Provenza (Euphydryas (Eurodryas, Hypodryas) aurinia),[16] la Ibernia di Anker (Erannis ankeraria),[17] la Mnemosine (Parnassius mnemosyne), la Maculinea del timo (Maculinea arion) e il Bombice del prugnolo (Eriogaster catax).[18] Nelle praterie ricche di specie vegetali è presente l’Ortottero più grande d’Europa, la Stregona dentellata (Saga pedo).

Anfibi e rettili[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli Anfibi nell’area è segnalata la Rana dalmatina (Rana dalmatina), il cui stato di conservazione a livello nazionale è in peggioramento a causa delle trasformazioni ambientali operate dall’uomo. È fra le specie di rana italiche la meno legata all'ambiente acquatico, frequenta infatti i boschi e i prati, entrando in acqua solo nel periodo della riproduzione fra gennaio ed aprile. Fra i Rettili, presenti nell’area, si ricordano quelli tutelati dalla Direttiva Habitat: il Ramarro (Lacerta viridis), la Lucertola muraiola (Podarcis muralis) e un innocuo serpente tipico dei boschi, il Biacco (Coluber viridiflavus).

Mammiferi[modifica | modifica wikitesto]

Numerose specie di Mammiferi frequentano i boschi e le radure della sommità del Monte Subasio. In particolare, è segnalata la presenza del Lupo (Canis lupus) e dell’Istrice (Hystrix cristata). Sono segnalate, inoltre, anche due specie di Chirotteri (Pipistrelli) tutelati dalla Direttiva Habitat. Si tratta del Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) e del Vespertilio smarginato (Myotis emarginatus).

Uccelli[modifica | modifica wikitesto]

Sulla sommità del Monte Subasio nidificano alcune specie di Uccelli tutelati dalla Direttiva Uccelli.[19] Sono specie che frequentano in particolare le praterie, gli arbusteti e i boschi aperti con radure. Si segnalano la Tottavilla (Lullula arborea), l’Averla piccola (Lanius collurio) che frequenta gli arbusteti e il Succiacapre (Caprimulgus europaeus) il cui habitat d’elezione sono i boschi aperti con radure, il Calandro (Anthus campestris) e la Starna (Perdix perdix) che prediligono le praterie aride della sommità.

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

Le Misure di Conservazione del sito Monte Subasio (sommità), adottate dalla Regione Umbria e armonizzate con il Regolamento del Parco Regionale del Monte Subasio, sono volte alla conservazione e alla tutela degli habitat e delle specie in esso presenti. Tali provvedimenti hanno l’obiettivo di ridurre gli interventi di trasformazione e semplificazione ambientale attraverso la regolamentazione, in particolare, delle attività selvi-colturali ed agricole. Inoltre, per limitare il disturbo umano sugli habitat e sulle specie presenti, sono state regolamentate sia le attività di realizzazione di strutture e infrastrutture, sia le attività di fruizione delle aree oggetto di tutela.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Siti di Interesse Comunitario (SIC), interni o limitrofi al Parco del Monte Subasio, sono cinque: Fiume Tescio (parte alta) ZSC IT5210022; Colli Selvalonga, il Monte (Assisi) IT5210023; Monte Subasio (sommità) IT5210027; Fosso dell'Eremo delle Carceri (Monte Subasio) ZSC IT5210030; Poggio Caselle - Fosso Renaro (Monte Subasio) ZSC IT5210035.
  2. ^ Regione Umbria, DRG n. 368 dell’11 aprile 2012.
  3. ^ Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Decreto 7 agosto 2014, Designazione di 31 ZSC della regione biogeografica continentale e di 64 ZSC della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della regione Umbria, su gazzettaufficiale.it.
  4. ^ Mappa del sito Monte Subasio (sommità), su natura2000.eea.europa.eu.
  5. ^ a b c d Regione Umbria, Inquadramento geografico amministrativo del sito Monte Subasio (sommità).
  6. ^ a b Ecological Information, su natura2000.eea.europa.eu..
  7. ^ Calcicolo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  8. ^ Habitat 5130, su vnr.unipg.it.
  9. ^ a b c d e f Nella Direttiva Habitat, agli allegati I e II, il carattere tipografico dell’asterisco indica le specie a rischio scomparsa, sottoposte a specifiche norme di conservazione.
  10. ^ Rupicolo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  11. ^ Habitat 6110*, su vnr.unipg.it.
  12. ^ Habitat 6210(*), su vnr.unipg.it.
  13. ^ Habitat 6220*, su vnr.unipg.it.
  14. ^ Habitat 91AA*, su vnr.unipg.it.
  15. ^ Habitat 9210*, su vnr.unipg.it.
  16. ^ Euphydryas provincialis (Boisduval, 1828), su vnr.unipg.it.
  17. ^ Erannis ankeraria (Staudinger, 1861), su vnr.unipg.it.
  18. ^ Eriogaster catax (Linnaeus, 1758), su vnr.unipg.it.
  19. ^ Ministero dell’Ambiente, Direttiva Uccelli, su minambiente.it.
  20. ^ Regione Umbria, Misure di conservazione SIC IT5210027 Monte Subasio (sommità) in DRG n. 368 dell’11 aprile 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernardino Ragni, Atlante dei mammiferi dell’Umbria, Città di Castello, Petruzzi Editore, 2002, ISBN 88-900915-1-7.
  • Ettore Orsomando, Bernardino Ragni e Roberto Segatori, Siti Natura 2000 in Umbria. Manuale per la conoscenza e l’uso, Perugia, Regione Umbria, 2004.
  • Giuliano Di Muro, Lucia Ghetti, Andrea Mandrici, Bernardino Ragni e Cristiano Spilinga, Anfibi e rettili dell’Umbria. Distribuzione geografica ed ecologica, Città di Castello, Petruzzi Editore, 2006.
  • Silvia Carletti, Maria Pilar Jiménez Grijalva, Bernardino Ragni, Danilo Russo, Umberto Sergiacomi e Cristiano Spilinga, Atlante dei chirotteri dell’Umbria, Perugia, Regione Umbria ed Università degli Studi di Perugia, 2013.
  • Angela Gaggi e Anna Maria Paci, Atlante degli erinaceomorfi, soricomorfi e piccoli roditori dell’Umbria, Perugia, Regione Umbria, 2014.
  • Paola Savini e Luigi Torreggiani, Parco Regionale del Monte Subasio, in Habitat nei Parchi dell’Umbria. Viaggio fotografico nelle aree protette, Perugia, Regione Umbria, 2015, pp. 42-59.
  • Giuseppina Lombardi, Mauro Magrini e Francesco Velatta, Secondo atlante ornitologico dell’Umbria, Perugia, Regione Umbria, 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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