Monte Poggiolo

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Monte Poggiolo
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Provincia Forlì-Cesena Forlì-Cesena
Altezza 212 m s.l.m.
Catena Rilievi collinari dell'Appennino romagnolo
Coordinate 44°12′06.12″N 11°57′00″E / 44.2017°N 11.95°E44.2017; 11.95Coordinate: 44°12′06.12″N 11°57′00″E / 44.2017°N 11.95°E44.2017; 11.95
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Monte Poggiolo

Il monte Poggiolo (212 m s.l.m.) è una collina appartenente all'Appennino forlivese. Situata in comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole, a una decina di chilometri da Forlì, sulla sinistra orografica del fiume Montone, l'altura è importante per la presenza, sulla sua vetta, di una rocca medievale, nota come rocca di Monte Poggiolo.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

veduta della Rocca di Monte Poggiolo su Monte Falcone di Terra del Sole, cartolina di inizio Novecento.

Nata probabilmente come torre di vedetta della cittadella di Castrocaro, i primi documenti storici che riportano indirettamente informazioni su questa rocca portano la data del 906 e citano un tal «conte Berengario del castello di Montepoggiolo»[1].

Dalla rocca di Montepoggiolo si scopriva “la pianura della Romagna papale da Faenza fino a Ravenna, e l’Adriatico, di modo che non è possibile far passare fra queste mura e la Terra del Sole di giorno alcun corpo considerabile senza esserne avvisati”[2]

Collocata in posizione strategica elevata la Rocca di Montepoggiolo fu contesa nei secoli dalle varie signorie di Forlì, Faenza e Castrocaro.

Vicende cronologiche del castello di Monte Poggiolo:

  • Nel 1080 il castello di Monte Poggiolo passa dagli Ordelaffi agli Orgogliosi.
  • Nel 1124 passa ai Conti Pagani, cui il pontefice Gregorio VII aveva concesso il feudo di Castrocaro.
  • Nel 1179 viene incendiato e distrutto dalle truppe ghibelline.
  • Nel 1185 viene ricostruito dai Pagani che vi si erano rifugiati dopo essere stati cacciati da Castrocaro dal Cardinale Ottaviano degli Ubaldini.
  • Dal 1234 al 1317 rimane in possesso della città di Faenza.
  • Nel 1317 passa agli Ordelaffi che lo vendono alla città di Forlì.
  • Nel 1382 Francesco Paulucci di Calboli che era signore di Monte Poggiolo cede la rocca alla città di Firenze.
  • Nel 1403, insieme al castello di Castrocaro, viene annesso al Granducato di Toscana.
  • Nel 1471 viene deciso il suo ampliamento da semplice torre a rocca vera e propria, sotto la direzione dell'architetto Giuliano da Maiano.
  • Nel 1482 il castello di Monte Poggiolo viene riconosciuto ai fiorentini.
  • Nel 1564, con la costruzione di Terra del Sole a brevissima distanza, la rocca di Monte Poggiolo ne diviene vedetta.
  • Nel 1661 la rocca di Monte Poggiolo viene danneggiata dai terremoti che colpiscono il territorio romagnolo in quell’anno
  • Nel 1772 il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo I disarma la città-fortezza di Terra del Sole e la rocca di Monte Poggiolo.
  • Nel 1782 a seguito della vendita all’asta delle proprietà demaniali del Granducato di Toscana la rocca di Montepoggiolo viene acquistata da privati.
  • Ad oggi il castello è chiuso al pubblico e recintato ma mantiene ancora inossidabile il suo fascino.

La Rocca di Montepoggiolo, costruita in mattoni, si presenta tuttora con una pianta quadrilatera irregolare. Dispone di quattro torrioni cilindrici agli angoli del fortilizio caratterizzati da grandi muri a scarpa. Un grande torrione cilindrico, la torre principale, svolge le funzioni di mastio del complesso fortificato. Nel quadro delle fortificazioni difensive preposte al controllo armato del territorio circostante, Montepoggiolo rappresenta la tipologia più classica di avamposto militare collegato ad un più ampio e articolato sistema difensivo capace di trasformare, in caso di necessità, la rocca in una vera e propria "macchina da guerra".

Oggi si presenta in stato di abbandono e degrado strutturale anche se sono stati avviati vari interventi di restauro parziale che non hanno però ancora restituito la rocca alla sua antica bellezza. Alla Rocca di Monte Poggiolo è legata una leggenda che narra dell’esistenza, ai tempi di Caterina Sforza, di una galleria che dall’interno conduceva fino alla rocca di Ravaldino, a Forlì.

Il sito archeologico[modifica | modifica wikitesto]

A poca distanza dal castello, in località detta Ca' Belvedere, sono stati ritrovati a partire dal 1983 migliaia di reperti litici, manufatti risalenti ad oltre ottocentomila anni fa, considerati di grande importanza per la conoscenza dell'Italia del Paleolitico poiché spostavano molto indietro nel tempo le conoscenze relative alla presenza di ominidi nella Penisola italiana.

In ogni caso il sito di Monte Poggiolo è importante per essere un luogo di costruzione dove gli ominidi hanno realizzato i manufatti, lasciando in loco le schegge del lavoro eseguito e in qualche caso il pezzo stesso che, abbandonato perché forse non ben realizzato, ha permesso agli archeologi di ricostruire tutte le fasi del lavoro, scheggia per scheggia fino a riassemblare la pietra originale.

A Monte Poggiolo vediamo nostri simili di un tempo lontanissimo mentre agiscono e possiamo ricostruire i gesti del loro lavoro quotidiano. Altri manufatti esaminati presentano microtracce dell'uso che ne è stato fatto (per scuoiare, tagliare carne ecc). Insomma siamo in presenza di un luogo eccezionale che un tempo era una spiaggia dell'Adriatico preistorico.

I reperti sono ospitati presso il Museo Civico Archeologico Antonio Santarelli di Forlì.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leone Cobelli "Cronache Forlivesi"
  2. ^ O. Warren, Raccolta di piante delle principali città e fortezze del Granducato di Toscana

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mini Giovanni, Illustrazioni storiche degli antichi castelli di Salutare, di Monte Poggiolo e di Saturano di Val del Montone in Comune di Terra del Sole e Castrocaro, 1889-1890.
  • F. Mancini, W.Vichi, Castelli, rocche e torri di Romagna, Bologna, 1959.
  • C. Perogalli, Castelli e rocche di Emilia e di Romagna, Paterno, 1972.
  • F. Montevecchi e altri, Rocche e castelli di Romagna, Bologna, 1971.
  • Bermond Montanari G., Massi Pasi M., Prati L., Quando Forlì non c'era, Forlì, Abaco Edizioni, 1996.
  • Fabio Lombardi, Storia di Forlì, Cesena, Il ponte vecchio, 1996.
  • Enzo Donatini, Terra del Sole - La città ideale, Ravenna, Edizioni del Girasole, 1979.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]