Monte Pobeda

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Monte Pobeda
Gorapobeda.jpg
StatoRussia Russia
Regione  Sacha-Jacuzia
Altezza3 003[1] m s.l.m.
Prominenza2 443[1] m
CatenaMonti Čerskij
Coordinate65°10′30″N 146°00′30″E / 65.175°N 146.008333°E65.175; 146.008333
Data prima ascensione1966
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Federazione Russa
Monte Pobeda
Monte Pobeda

Il monte Pobeda (in russo гора Победа, gora Pobeda[2], che significa "vittoria"), con i suoi 3003 metri di altitudine, è il più alto della catena Ulachan-Čistaj, la quale fa parte del sistema dei monti Čerskij.[3][1] Si trova nella Sacha (Jacuzia), una repubblica autonoma della Russia in Siberia ed è la vetta più alta della repubblica. La montagna si trova a circa 180 km a nord-est del villaggio di Ust'-Nera e a quasi 140 km a sud del Circolo polare artico.

Il picco fu così chiamato dopo la vittoria dell'URSS nella Grande Guerra Patriottica (nel 1945).[4] Questa montagna è circondata dalle aree abitate più fredde del pianeta, dove si è arrivati a toccare -71,3 gradi centigradi.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Pobeda è stato scalato per la prima volta sul fianco ovest, nel 1966.[4]

Nel maggio 2016, gli austriaci Matthias Mayr e Matthias Haunholder hanno effettuato per la prima volta una discesa libera (freeride) dal Pobeda.[6]

Il 12 febbraio 2018 gli alpinisti italiani Simone Moro e Tamara Lunger hanno effettuato la prima salita invernale della montagna.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Gora Pobeda, Russia, su peakbagger.com. URL consultato l'11 marzo 2019.
  2. ^ Pobeda, Gora (mountain), su getty.edu. URL consultato l'11 marzo 2019.
  3. ^ (EN) Gora Pobeda [collegamento interrotto], su peakware.com. URL consultato l'11 marzo 2019.
  4. ^ a b (RU) Гора Победа — высшая точка Якутии, su rossija.info. URL consultato il 12 marzo 2019.
  5. ^ L’alpinista Simone Moro con Pobeda Airlines da BGY Airport a conquista Pik Pobeda, su finanza.repubblica.it. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  6. ^ (DE) Pionier-Skiabfahrt in Sibirien "Ein enormer Kraftakt", su spiegel.de. URL consultato il 12 marzo 2019.
  7. ^ Ecco come Moro e Lunger hanno salito Pik Pobeda, su Gazzetta.it. URL consultato il 16 febbraio 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]