Monte Pizzocolo

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« ... Il Gu sembra un titano per lei caduto in battaglia, supino e minaccevole.. »
(Giosuè Carducci, Sirmione, Terze Odi Barbare, libro 1, capitolo 15, 1889)
Monte Pizzocolo
Pizzoccolo.JPG
Il Monte Pizzocolo visto dal Lago di Garda a Toscolano-Maderno
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Brescia Brescia
Altezza 1 581 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 45°40′22.8″N 10°35′31.14″E / 45.673001°N 10.591983°E45.673001; 10.591983Coordinate: 45°40′22.8″N 10°35′31.14″E / 45.673001°N 10.591983°E45.673001; 10.591983
Altri nomi e significati Gu e Serà
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Pizzocolo
Monte Pizzocolo
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Pizzocolo
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Prealpi Bresciane e Gardesane
Sottosezione Prealpi Gardesane
Supergruppo Prealpi Gardesane Sud-occidentali
Gruppo Gruppo Tombea-Manos
Sottogruppo Gruppo della Cima Tombea
Codice II/C-30.II-B.5.a

Il Monte Pizzocolo, (1.581 m s.l.m. - Pisocol in dialetto bresciano - detto anche Gu[1] o Serà) è una montagna delle Prealpi Bresciane e Gardesane che s’innalza nell’immediato entroterra della sponda bresciana del Lago di Garda tra i comuni di Toscolano Maderno, Gardone Riviera, Gargnano e sovrasta la Valle del Toscolano.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Natale Bottazzi il toponimo sarebbe un composto della voce germanica "spitz" che significa punta, cima appuntita e della voce di derivazione celtica "hügel" che significa elevazione o collina[2] quindi indicherebbe un monte dalla cima appuntita. Nella cultura locale invece il nome "Pizzocolo" deriverebbe da "pizzo" e "zoccolo" forse per la sua forma a zoccolo, oppure da "pinzocol" che in Val di Ledro e Alto Garda indica "roccia sporgente". Il termine Pizzocolo è pure presente nel comune di Ziano Piacentino. Il monte è pure conosciuto anche con il soprannome di "Naso di Napoleone" per la somiglianza anatomica al naso del famoso imperatore. In passato era pure chiamato anche monte Gu, probabilmente come accorciativo dell’aggettivo francese "aigu" che significa acuto o dal latino "mons acutus".

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La cima del monte fu fortificata con casematte e trincee dal Regio esercito italiano nel corso della prima guerra mondiale nell’eventualità di una invasione dell’esercito austriaco proveniente dalla Val Vestino. Sono ancora visibili oltre ai resti delle casematte in località Bivacco e Chiesetta, i resti di trincee a Merle Alte o linee con casematte a Ververs, al Passo Fobiola e più a nord verso Malga Corpaglione. I manufatti, trincee a cielo aperto e cunicoli in grotta, ancora visibili sono ricoperti da folta vegetazione.

La parete nord vista dalla Diga del Lago di Valvestino.

La bellezza del Monte colpì anche Giosuè Carducci, commissario statale a Desenzano del Garda presso il Liceo Bagatta verso la fine dell’Ottocento, che lo narrò nella sua ode “Sirmione”.

Dalla cima vi sono ampie viste panoramiche, è possibile vedere a sud gran parte del Lago di Garda e della pianura padana fino a vedere la catena degli Appennini, mentre a nord vi è un panorama della catena delle Alpi, dove si può notare il Monte Baldo, il gruppo dell'Adamello, Monte Tombea e Monte Caplone, l'Ortles e in casi rari, quando la visibilità lo permette, il Monte Cervino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Guerrini, Note varie sui paesi della provincia di Brescia, 1986, pagina 806
  2. ^ Natale Bottazzi, Valle Sabbia e Riviera: toponomastica e qualche balla, Brescia 1956.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Demetrio Ferrari, Saggio d'interpretazione delle Odi barbare di Giosuè Carducci ..., pubblicato da P. Fizzi, 1908

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