Monte Mucrone

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Monte Mucrone
Il Monte Mucrone dal sentiero che sale al Monte Becco.jpg
Il Mucrone dal sentiero che sale al M.Becco
StatoItalia Italia
Regione  Piemonte
Provincia  Biella
Altezza2 335 m s.l.m.
Prominenza309 m
CatenaAlpi
Coordinate45°37′13.28″N 7°56′40.79″E / 45.620356°N 7.944663°E45.620356; 7.944663
Altri nomi e significatimucrun
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Mucrone
Monte Mucrone
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Mucrone
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Nord-occidentali
SezioneAlpi Pennine
SottosezioneAlpi Biellesi e Cusiane
SupergruppoAlpi Biellesi
GruppoCatena Tre Vescovi-Mars
CodiceI/B-9.IV-A.1

Il Monte Mucrone è una montagna delle Alpi Biellesi alta 2.335 m[1]. Si trova in Provincia di Biella tra la Valle Elvo e la conca di Oropa.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Tra i toponimi piemontesi riferiti al Mucrone vengono citati Musciun e Muciun.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Escrursionisti in vetta nel 1904 (foto M.Gabinio)
La croce sulla montagna.

La montagna appartiene al costolone che si stacca in corrispondenza del Monte Rosso (2.374 m) dalla cresta spartiacque Cervo-Lys e che divide la Valle Elvo dalla conca di Oropa. Sul versante nord-occidentale a quota 1.900 m circa si trova l'omonimo lago dal quale nasce il Torrente Oropa. Sul punto culminante del Mucrone convergono i confini comunali di Biella, Sordevolo e di un'isola amministrativa montana del comune di Pollone.

La sua forma caratteristica e la sua posizione avanzata rispetto al resto della catena alpina lo rendono facilmente riconoscibile dalla pianura; nei pressi della cima si trova un'alta croce metallica. La croce attuale risale al 1936, e venne posizionata sulla montagna dopo che la precedente croce di vetta, realizzata nel 1898 e riparata dopo essere stata colpita da un fulmine nel 1920, venne definitivamente abbattuta da una tempesta di vento nel febbraio 1935.[3]

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua conformazione geologica è massiccia la presenza di meta-granitoidi a giadeite (detti Mucroniti[4]). Le origini del monte inoltre sono comunque incerte, e negli Anni Venti del Novecento era stato ipotizzato che un tempo quello che ora è l'omonimo lago fosse un cratere vulcanico.[5]

Alpinismo ed escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

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L'anticima del Monte Mucrone

In passato gli impianti di risalita sciistici raggiungevano, dall'attuale stazione di monte della cabinovia, la cresta nord della montagna, ma questo ramo della funivia è stato in seguito dismesso. La sua stazione di arrivo, sia pure in cattivo stato, è però ancora ben visibile. La via di accesso escursionistica più agevole parte dalla stazione di monte della cabinovia di Oropa (Oropa sport), passa per il Lago del Mucrone e la sovrastante Bocchetta del Lago e risale poi la cresta nord della montagna. Sul versante che guarda verso Oropa è stata realizzata nel 2001, su ottima roccia, la via ferrata del Limbo, che supera un dislivello di circa 300 metri.[6]

Tutela naturalistica[modifica | modifica wikitesto]

Monte Mucrone

Come del resto tutta la conca d'Oropa, le pendici orientali del Mucrone sono state incluse nel 2005 nella Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Oropa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carta dei sentieri della Provincia di Biella 1:25.000, Provincia di Biella, 2004
  2. ^ Pietro Torrione, Virgilio Crovella, Il Biellese, Centro studi biellesi, 1963, p. 83. URL consultato l'11 novembre 2021.
  3. ^ La croce sul Monte Mucrone, in La Nuova Provincia, 21 gennaio 2012. URL consultato il 4 novembre 2021.
  4. ^ (EN) AA.VV., Neues Jahrbuch für Mineralogie: Abhandlungen, vol. 130, E. Schweizerbart, 1977, p. 92. URL consultato il 4 novembre 2021.
  5. ^ AA.VV., La rivista biellese mensile, illustrata, Scuola Tip. Ospizio di Carità, 1922, p. 47. URL consultato l'11 novembre 2021.
  6. ^ AA.VV., Escursioni dal Santuario di Oropa, in Biella e provincia, Touring Editore, 2002, p. 83. URL consultato il 4 novembre 2021.

Cartografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Regis e Renza Piana Regis, Nuova guida alle Alpi biellesi, Biella, libreria V.Giovannacci, 1981.
  • Alessandro Castello, Elio Protto e Sandro Zoia, Alpi biellesi e valsesiane, in Guida dei Monti d'Italia, Milano, CAI / TCI, 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]