Monforte d'Alba

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Monforte d'Alba
comune
Monforte d'Alba – Stemma
Monforte d'Alba – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
SindacoLivio Genesio dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate44°35′N 7°58′E / 44.583333°N 7.966667°E44.583333; 7.966667 (Monforte d'Alba)Coordinate: 44°35′N 7°58′E / 44.583333°N 7.966667°E44.583333; 7.966667 (Monforte d'Alba)
Altitudine480 m s.l.m.
Superficie25,27 km²
Abitanti1 955[1] (31-10-2020)
Densità77,36 ab./km²
FrazioniCastelletto, Manzoni, Perno, Sant’Anna, San Giuseppe, San Sebastiano
Comuni confinantiBarolo, Castiglione Falletto, Dogliani, Monchiero, Novello, Roddino, Serralunga d'Alba
Altre informazioni
Cod. postale12065
Prefisso0173
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT004132
Cod. catastaleF358
TargaCN
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 910 GG[3]
Nome abitantimonfortesi
PatronoMadonna della Neve
Giorno festivo5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monforte d'Alba
Monforte d'Alba
Monforte d'Alba – Mappa
Posizione di Monforte d'Alba nella provincia di Cuneo
Sito istituzionale

Monforte d'Alba (Monfòrt in piemontese) è un comune italiano di 1 955 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte. Fa parte degli 11 comuni di produzione del Barolo (vino). Il nome deriva dalle mura del castello che ne cingevano la sommità (Mons Fortis) e l'abitato medievale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I catari[modifica | modifica wikitesto]

Intorno all'anno 1028 il castello, i cui feudatari, come la popolazione, si erano indirizzati verso la religione catara, venne assediato ed espugnato dalle forze dell'arcivescovo di Milano, Ariberto da Intimiano unite a quelle del vescovo di Asti Alrico. La popolazione, deportata a Milano venne qui costretta a scegliere tra l'abiura del credo cataro ed il rogo. La maggior parte scelse, coerentemente con le proprie idee, di non abiurare e di accettare la condanna a morte.

Il Corso Monforte a Milano è stato così chiamato in ricordo di questi avvenimenti.

Rappresenta però questo uno dei misteri insoluti della storia: il cattolicesimo dell'epoca non era ancora divenuto repressivo e la deportazione degli eretici a Milano, affinché questi ritrattassero le loro dottrine, è l'indice di un approccio ancora non del tutto "inquisitoriale" all'eresia, e del tentativo di stabilire con gli eretici un dialogo che fosse strumento per il loro recupero: molto interessante è quanto riportato da Landolfo Seniore dei dialoghi tra i presunti Catari e l'arcivescovo di Milano. La difficoltà storica sta nel comprendere le ragioni che condussero alla condanna a morte degli abitanti di Monforte, precorrendo di circa due secoli quelle che saranno le nefandezze compiute contro i Catari[non chiaro].

Il racconto sembra comunque ricalcare ciò che avvenne a Béziers nel 1209 per opera dell'abate Arnaud Amaury, legato papale a capo dei crociati, che non sapendo come distinguere gli assediati catari da quelli cattolici pronunciò la terribile frase: "Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio dell'auditorium Horszowski

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Auditorium Horszowski. Posizionato nel nucleo storico cittadino è stato inaugurato nel 1986 dal pianista Mieczysław Horszowski. Si tratta di un anfiteatro naturale dall'acustica perfetta ricavato dalla pendenza morfologica naturale del terreno. Si presenta a gradoni con un palco costituito da un muro di cinta e il portale dei giardini Scarampi. Dal 1986 ha ospitato i concerti di Paolo Conte, Massimo Ranieri, Vinicio Capossela e molti altri. Da alcuni anni è sede della rassegna nazionale di musica Jazz che prende il nome di Monfortinjazz. Vi trovano inoltre spazio rappresentazioni teatrali e proiezioni cinematografiche.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Monforte d'Alba sono 352[5], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[6]:

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia[7] e insignito della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[8].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 giugno 1985 29 maggio 1990 Lorenzo Seghesio lista civica Sindaco [9]
29 maggio 1990 24 aprile 1995 Lorenzo Seghesio Democrazia Cristiana Sindaco [9]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Bruno Cabutti centro Sindaco [9]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Silvano Benevelli lista civica Sindaco [9]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Bartolomeo Borgogno Forza Italia Sindaco [9]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Bartolomeo Borgogno lista civica Sindaco [9]
26 maggio 2014 in carica Livio Genesio lista civica: Monforte nel cuore Sindaco [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 22 agosto 2018.
  6. ^ Dati superiori alle 20 unità
  7. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia
  8. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  9. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN237493429 · GND (DE7641189-8 · WorldCat Identities (ENviaf-237493429
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