Money (That's What I Want)

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Money (That's What I Want)
Artista Barrett Strong
Autore/i Berry Gordy, Janie Bradford
Genere Rock and roll
Beat
Rock
Pop
Pop rock
Esecuzioni notevoli The Beatles, The Rolling Stones, Pearl Jam, (vedere sezione "Altre covers")
Pubblicazione
Incisione Money (That's What I Want)
Data agosto 1959
Etichetta Talma Records, Anna Records, Chess Records
Durata 2:39
Money (That's What I Want) – tracce
Precedente
-
Successiva
Oh I Apologize

Money (That's What I Want), conosciuto anche come Money[1], è un brano scritto da Berry Gordy e Janie Bradford, fondatori della Tamla Records, nome originale della Motown Records. Nell'agosto 1959 venne pubblicato come singolo da Barrett Strong[2], con al lato B Oh I Apologize. Esistono numerose covers di Money, fra cui una dei Beatles, dei Rolling Stones e dei Doors. La rivista Rolling Stone l'ha posizionato al numero 288 nella lista 500 Greatest Songs of All Time[3].

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

La versione originale[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo di Strong venne ceduto alla Anna Records dalla Tamla Records, quando quest'ultima si accorse di non poter soddisfare tutte le richieste di vendita[4], e distribuito a livello nazionale dalla Chess Records. Arrivò al secondo posto della classifica americana dell'R&B e al ventitreesimo in quella pop[5][6][2][4]. Ciò la rese il primo successo della Motown Records[4]. Inizialmente fra i crediti compositivi vi era anche Barret Strong, che venne tolto tre anni dopo che la canzone era stata scritta, nuovamente aggiunto nel 1987 e tolto l'anno seguente definitivamente. Berry Gordy ha considerato l'attribuzione al cantante come un errore burocratico[7]. Il beatle Ringo Starr ha ricordato che i pezzi di Barret Strong li avevano tutti i componenti della band, alludendo a Money[2][1].

La cover dei Beatles[modifica | modifica wikitesto]

Money (That's What I Want)
Artista The Beatles
George Martin
Autore/i Berry Gordy, Janie Bradford
Genere Rock and roll
Beat
Rock
Pop
Pop rock
British invasion
Soft rock
Edito da EMI
Pubblicazione
Incisione With The Beatles
Data 22 novembre1963
Data seconda pubblicazione 12 novembre 2013
Etichetta Parlophone
Durata 2:47
Note A volte eseguita nei lives della band; negli USA è apparsa sull'album The Beatles' Second Album
With The Beatles – tracce
Precedente
Not a Second Time
Successiva
-

I Beatles conoscevano il brano perché lo avevano scoperto, cosa avvenuta anche per Devil in Her Heart, guardando negli scaffali del negozio di dischi del loro manager Brian Epstein[8]. Venne registrata durante il loro provino alla Decca Records[4][4]; questa versione è stata pubblicata sugli album The Complete Silver Beatles e The Silver Beatles Volume 2 (in quest'ultimo caso presente in versione estesa)[9]. La canzone venne registrata per l'alum With The Beatles come brano finale, per evocare la precedente chiusura del precedente album, Please Please Me, la canzone Twist and Shout[2]. La versione dei Beatles varia dall'originale per il cambiamento di tonalità, dal Fa maggiore al Mi maggiore. La registrazione avvenne in tre sedute, tutte avvenute nello Studio 2 degli Abbey Road Studios; nel corso della prima, avvenuta il 18 luglio 1963, vennero registrati sette nastri. Altri sette nastri vennero registrati il 30 luglio, ma vennero scartati[4]. George Martin, il produttore della band, sovraincise il pianoforte il 30 settembre sul nastro 7[2]. In tutte le sedute il produttore fu Martin ed il primo fonico Norman Smith, mentre nelle prime due sedute il secondo fonico fu Richard Langham e nell'ultima Geoff Emerick. Il mixaggio avvenne nello Studio 3, quello mono il 21 agosto ed il 29 ed il 30 ottobre vennero realizzati due differenti mixs stereo. Per il mix mono ed il primo stereo sono stati utilizzati i nastri sei e sette, mentre per il secondo stereo solamente il sette[4].

Money è stata registrata sei volte per la BBC. La prima volta fu il 21 maggio 1963 per la trasmissione Saturday Club; questa registrazione è stata trasmessa per la prima volta il 25 maggio. Un'altra versione risale al primo giugno dello stesso anno, per il programma Pop Go the Beatles e venne trasmessa per la prima volta il 18 giugno. Fu la prima volta in cui Lennon, vocalist principale pezzo, esclamava che voleva essere libero nell'ultimo verso. Sull'Anthology 1 appare una versione live della canzone, registrata il 24 ottobre 1963 a Stoccolma nel Karlaplansstudion; questa versione è stata trasmessa dalla radio svedese l'11 novembre dello stesso anno. L'unica versione live con video è stata registrata durante lo speciale televisivo It's the Beatles; questa versione è stata filmata nell'Empire Theatre di Liverpool nel pomeriggio del 7 dicembre 1963 e trasmessa poco dopo dalla BBC[2]. Un'altra versione, apparsa sull'album On Air - Live at the BBC Volume 2, è stata registrata il 18 dicembre 1963 e trasmessa per la prima volta il 26 dicembre dello stesso anno. Il produttore del nastro era Bryant Marriot[2]. In Inghilterra è stato pubblicato anche sull'EP All My Loving[10] ed in America è stato incluso nell'album The Beatles' Second Album del 1964[11]. Money è apparsa anche sulla raccolta Rock 'n' Roll Music del 1976[12]. La Plastic Ono Band, formata da Lennon, da sua moglie Yoko Ono, Eric Clapton, Klaus Voormann e Alan White, eseguì il brano al festival di Toronto[13], e lo incluse nell'album Live Peace in Toronto 1969[14].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre covers[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi artisti hanno inciso o suonato covers di Money. I Kingsmen ne hanno pubblicato un singolo che è arrivato alla sedicesima posizione sulla classifica Billboard Hot 100; il singolo dei Bern Elliot and the Fenmen raggiunse la quattordicesima posizione nella classifica dei singoli inglesi. La versione dei Flying Lizards è arrivata al numero 22 della classifica dance[15]. I Led Zeppelin si sono esibiti il 19 giugno 1972 a Seattledurante il tour americano della band, ed il 30 giugno 1980 a Francoforte nel loro tour europeo. Money è stata inclusa in scaletta nel tour europeo Alway Guaranteed di Cliff Richard del 1987. Altre covers sono degli Who, dei Blues Brothers, dei Rolling Stones, dei Pearl Jam, degli Smashing Pumpkins e di Jerry Lee Lewis[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Guido Micheloni, Pazzi per i Beatles - La Storia dietro ogni Canzone, Barbera Editore, pag. 119 - 120
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Money (That's What I Want), The Beatles Bible. URL consultato il 1º febbraio 2014.
  3. ^ (EN) 500 Greatest Songs of All Time: Barret Strong, Money (That's What I Want), The Rolling Stones Magazine. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  4. ^ a b c d e f g h i Luca Biagini, Money (That's What I Want), Pepperland. URL consultato il 1º febbraio 2014.
  5. ^ Joel Whitburn, Top R&B/Hip-Hop Singles: 1942–2004, Record Research, pag. 554
  6. ^ Dal libretto dell'album On Air - Live at the BBC Volume 2, pag. 38 - 39
  7. ^ (EN) Larry Rother, For a Classic Motown Song About Money, Credit Is What He Wants, New York Times. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  8. ^ Guido Micheloni, Pazzi per i Beatles - La Storia dietro ogni Canzone, Barbera Editore, pag. 42
  9. ^ The Beatles Complete Scores, Hal Leonardo, pag. 1133, 1136
  10. ^ Luca Biagini, All My Loving, Pepperland. URL consultato il 1º febbraio 2014.
  11. ^ The Beatles Complete Scores, Hal Leonardo, pag. 1135
  12. ^ Luca Biagini, Rock 'n' Roll Music, Pepperland. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  13. ^ Hervé Bourhis, Il Piccolo Libro dei Beatles, Blackvelvet, pag. 97
  14. ^ (EN) Plastic Ono Bnad, The - Live Peace in Toronto 1969, Discogs. URL consultato il 1º febbraio 2014.
  15. ^ Joel Whitburn Hot Dance/Disco: 1974–2003, Record Research, pag. 101
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