Monesi di Triora

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Monesi di Triora
frazione
Monesi di Triora – Veduta
I condomini alla base delle piste da sci
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Imperia-Stemma.png Imperia
ComuneTriora-Stemma.png Triora
Territorio
Coordinate44°04′33″N 7°44′50″E / 44.075833°N 7.747222°E44.075833; 7.747222 (Monesi di Triora)Coordinate: 44°04′33″N 7°44′50″E / 44.075833°N 7.747222°E44.075833; 7.747222 (Monesi di Triora)
Altitudine1 376 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale18010
Prefisso0183
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimonesini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monesi di Triora
Monesi di Triora
Sito istituzionale

Monesi di Triora è una frazione del comune di Triora, in provincia di Imperia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Monesi è l'unica frazione triorese non situata nella valle Argentina, ma in val Tanaro e per questo è più facilmente raggiungibile dal comune di Mendatica. Per tale ragione i servizi urbani di Monesi di Triora sono curati dall'ente comunale mendaticese, mentre la vigilanza sui campi da sci è prerogativa dei carabinieri della stazione di Nava.

Nei pressi di Monesi nasce il fiume Tanaro, inizialmente con il nome di Tanarello, importante bacino alpino e appenninico tributario del Po.

Questa località è posta a 1376 m s.l.m. alle pendici del monte Saccarello - 2201 m s.l.m. - il monte più alto della Liguria. Sull'anticima, a 2164 m di quota fu posto nel 1901 il monumento al Redentore, a simbolo e protezione delle Alpi Marittime, la posa della statua rientra in un più generale progetto di celebrazione per il Giubileo del 1900.

Periodo invernale[modifica | modifica wikitesto]

In inverno ed inizio primavera Monesi di Triora è una stazione sciistica: nata a metà degli anni cinquanta del XX secolo, visse il suo periodo più florido negli anni sessanta e settanta, allorché poté disporre di cinque impianti di risalita, quattro skilift (uno dei quali con l'illuminazione per lo sci in notturna, il primo in Italia) e una seggiovia (per molti anni la più lunga d'Europa), una pista di pattinaggio, una piscina ed alcune strutture alberghiere e condominiali, meritando a ragione l'appellativo di "piccola Svizzera ligure".

A seguito di molte vicissitudini, tra le quali alcune stagioni caratterizzate da insufficiente innevamento naturale e il disinteresse da parte delle amministrazioni locali per la promozione del turismo invernale nella zona, Monesi ha subito, a partire dalla metà degli anni ottanta, un lento declino rimanendo orfana di molte di queste strutture.

Tuttora sono comunque operanti una seggiovia, due skilift, un bar, un albergo, un negozio di alimentari e un altro di noleggio sci. Le due sciovie in funzione permettono di usufruire di alcune delle vecchie piste (la "verde", la "rossa", la "blu", il "muro", il "Plateau", le "strade", di varia difficoltà) e di molti fuoripista che scendono dalle pendici del monte Saccarello, vera attrazione attuale di Monesi in inverno oltre allo sci alpinismo, per una superficie sciabile pari a circa 330 ettari. Tale area, gran parte della quale di proprietà dei fratelli Toscano di Briga Alta, coincide con la più ampia proprietà privata dell'intera regione Liguria. I fratelli Toscano hanno messo in vendita la proprietà, vista la loro età, senza esito positivo.

Dal 2008, a fronte di investimenti atti allo sviluppo del turismo montano della Regione Liguria, a Monesi è attiva una nuova seggiovia costruita per rilanciare il turismo estivo e soprattutto invernale. La società che gestisce l'impianto è la Alpi Liguri Sviluppo e Turismo S.r.l. che ha dato in appalto la costruzione della seggiovia alla Doppelmayr Garaventa S.p.A..

Periodo estivo[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo primaverile ed estivo sono molte le attività sportive che si possono svolgere nei dintorni di Monesi.

La più praticata è l'escursionismo lungo i numerosi sentieri che passano sui crinali del monte Saccarello, particolare rilievo montano poiché crocevia di confine tra Liguria (Provincia di Imperia), Piemonte (Provincia di Cuneo) e la Francia (Alpi Marittime).

Altre attività praticabili in questo periodo sono:

- il mountain biking lungo i molti percorsi a disposizione tra i quali la via del sale nel tratto che collega Limone Piemonte a Ventimiglia, e che passa proprio sul crinale del monte Saccarello;

- le passeggiate a cavallo nei percorsi attrezzati della val Tanarello;

- il rafting in due tratti del torrente Arroscia (4 km tra Montegrosso Pian Latte e Ponti di Pornassio e 5 km tra Ponti di Pornassio e Pieve di Teco);

- il parapendio nei pressi di San Bernardo di Mendatica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento al Redentore sulla cima minore del Saccarello

Il 24 novembre 2016, nell'ambito di forti piogge che si sono abbattute nella zona dell'Alta Val Tanaro e Alta Val Arroscia, che raggiunsero i 450 mm in tre giorni e 190 mm solamente il 24 novembre, si innescò una paleofrana nel territorio di Monesi di Mendatica che comincio a far "scivolare" il paese verso valle, facendo evacuare il paese (con relativa ordinanza di inagibilità e divieto di accesso) ed interrompendo la viabilità locale. I due ponti di collegamento tra Monesi di Triora e Piaggia furono gravemente compromessi dallo stesso evento, portando alla chiusura immediata di quello posizionato a valle e alla chiusura nell'estate del 2017 del secondo (quello sul rio Bavera).

Tali eventi avevano portato subito ad un isolamento di Monesi, in quanto avevano allungato il percorso di circa 35 km e portando ad un isolamento veicolare invernale dopo l'estate del 2017[1], in quanto per raggiungere Monesi d'estate rimaneva solo il passo Tanarello ad oltre 2000 m s.l.m. oppure un lungo percorso dalla frazione piemontese di Upega (Briga Alta), passando per il Bosco delle Navette, per tornare indietro per il primo tratto della Via del sale; tali percorsi rimangono adatti a mezzi fuoristrada.

I lavori per ripristinare la viabilità si sono conclusi nell'estate del 2020[2] tramite la ricostruzione del ponte sul rio Bavera e una variante stradale che passa a monte della paleofrana bypassando la stessa.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Presso la cima minore del monte Saccarello è ubicata la statua del Cristo Redentore, realizzata tra il 1901 e il 1902 dalla fonderia francese di Biais-Noirrot. Fu un comitato locale, presieduto dal commendatore Filippo Tolli, a decidere sul finire del XIX secolo l'edificazione di un monumento religioso; opera che fu sostenuta dal pontefice Leone XIII oltreché l'interessamento dell'arcivescovo di Genova monsignor Tommaso Reggio - particolarmente legato al territorio di Triora - e del canonico locale Giuseppe Giauni. La statua, divisa in due pezzi, giunse con una vaporiera a Ventimiglia il 28 agosto 1901 e quindi trasportata via treno ad Ormea il 31 agosto; il 4 settembre, dopo non poche difficoltà per il trasporto con l'ausilio di un carro, i due blocchi in ghisa (pesanti 40 quintali) giungono sul pianoro ai piedi del Saccarello e alla base del piedistallo, realizzato appositamente su progetto dell'architetto Giovanni Pacchiaudi di Briga Marittima. Il 15 settembre, alla presenza dei vescovi di Ventimiglia monsignor Ambrogio Daffra e di Savona e Noli monsignor Giuseppe Salvatore Scatti, una santa messa fu celebrata per la benedizione e incoronazione della statua collocata temporaneamente su di una impalcatura. Solamente un anno dopo, il 5 agosto 1902, il Cristo Redentore trovò la sua definitiva collocazione presso il basamento in pietra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ponte sul Bavera a rischio crollo: strada chiusa, Monesi è isolata, su primocanale.it. URL consultato il 5 ottobre 2020.
  2. ^ Inaugurata la strada bypass. Ora Monesi può tornare padrona del proprio destino, su ilsecoloxix.it. URL consultato il 5 ottobre 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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