Vai al contenuto

Moloch horridus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Come leggere il tassobox
Moloch
Moloch horridus
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseReptilia
OrdineSquamata
(clado)Toxicofera
InfraordineIguania
FamigliaAgamidae
SottofamigliaAmphibolurinae
GenereMoloch
Gray, 1841
SpecieM. horridus
Nomenclatura binomiale
Moloch horridus
Gray, 1841
Sinonimi

Acanthosaura gibbosus
Berthold, 1846

Areale

Moloch horridus Gray, 1841, comunemente noto come diavolo spinoso o moloch, è un piccolo rettile della famiglia Agamidae presente in gran parte dei deserti dell'Australia. È l'unica specie nota del genere Moloch.[2]

Il corpo è lungo circa 10-20 cm e pesa dai 35 ai 90 grammi, è interamente coperto di spine e presenta un colore che va dal giallo al marrone al nero, a seconda dell'ambiente in cui si trova, fungendo da elemento di mimesi criptica.[senza fonte]

Distribuzione e habitat

[modifica | modifica wikitesto]
Moloch sulla Great Central Road, Australia Occidentale

Vive nel deserto e negli arbusteti dell'Australia centrale, è una specie diurna.[1]

Nonostante l'aspetto, è innocuo e non è aggressivo.

Il moloch mostra un particolare adattamento all'aridità del deserto, infatti la sua pelle è solcata da minuscoli canalini in grado di recuperare le gocce di rugiada e di convogliarle fino alla bocca.

Si tratta di un mirmecofago altamente specializzato, si nutre cioè esclusivamente di formiche.[1] Può ingerire 2500 insetti al giorno grazie alla sua lingua estroflessibile e appiccicosa. Caccia restando fermo.[senza fonte]

Depone da tre a dieci uova[1] tra settembre e gennaio, uova che si schiudono in circa tre o quattro mesi. Un moloch è adulto all'età di circa tre anni, può viverne almeno 6 e in cattività fino a 20.[1]

L'unica difesa di cui dispone il moloch è la sua fitta copertura di spine, presenti per intero sul suo corpo, dissuadendo così eventuali predatori poiché difficilmente ingeribile. [senza fonte]

  1. 1 2 3 4 5 (EN) P. Doughty, Moloch horridus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. Moloch horridus, in The Reptile Database. URL consultato il 20 Dicembre 2023.
    «dall'editore DIX Serpenti & Rettili»

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Rettili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rettili