Mohamed Sifaoui

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Mohamed Sifaoui (4 luglio 1967) è un giornalista, scrittore e regista francese di origine algerina che si occupa principalmente di islamismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver lavorato nella stampa algerina, ha scelto l'esilio in Francia che lo ha accolto come rifugiato politico.

Sul suo blog[1] si descrive come un "musulmano laico e democratico".

È autore di diverse inchieste e reportage sull'argomento. Una di queste ha fatto particolarmente scalpore essendosi infiltrato in una cellula terrorista di Parigi, cosa che gli è costato diverse minacce di morte. Ha anche testimoniato a favore di Charlie Hebdo in occasione del processo intentato contro il giornale da parte di alcune associazioni musulmane riguardo alle caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten.

Poco dopo la controversia con l'Islam sull'editoriale di Robert Redeker (da lui sostenuto), le minacce di morte si sono rinnovate. Dal 2003 vive sotto protezione permanente della polizia.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo libro La Mafia des généraux[2], lo scrittore e giornalista algerino Hichem Aboud ha denunciato una contiguità di Mohamed Sifaoui con i generali algerini[3], stigmatizzando anche il suo intervento a favore di Khaled Nezzar durante il suo processo a Parigi nel 2002.

Nel programma Arrêt sur images del 16 ottobre 2005[4], il giornalista Thomas Deltombe e l'islamologo Olivier Roy hanno giudicato una messinscena il famoso documentario di Sifaoui J'ai infiltré une cellule islamiste. A queste critiche questi ha risposto che nel documentario è ritratto un Islam radicale e liberticida e non tutto l'Islam e che la realtà di questi gruppuscoli non la si dovrebbe negare o lasciar passare sotto silenzio solo per tranquillizzare il pubblico.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Combattre le terrorisme islamiste, Editions Grasset.
  • (FR) L'affaire des caricatures. Dessins et Manipulations, Edition Privé.
  • (FR) Lettre aux islamistes de France et de Navarre, Editions du Cherche Midi.
  • (FR) Sur les traces de Ben Laden, Editions du Cherche Midi.
  • (FR) Mes frères assassins, Editions du Cherche Midi.
  • (FR) La France malade de l'islamisme, Editions du Cherche Midi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito ufficiale, mohamed-sifaoui.over-blog.com. Modifica su Wikidata
  2. ^ (FR) Hichem Aboud, La Mafia des généraux, Editions Jean-Claude Lattès, 20 febbraio 2002, ISBN 978-2709623377.
  3. ^ (FR) Mohamed Sifaoui est-il un agent des services secrets algériens?, su Algeria-Watch.
  4. ^ (FR) Islam et terrorisme: entre fantasmes et réalité., su france5fr.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN66682633 · LCCN: (ENnr2002040927 · ISNI: (EN0000 0000 8390 3045 · GND: (DE1054364958 · BNF: (FRcb14427908r (data)