Modwheelmood

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Modwheelmood
Paese d'origineStati Uniti Stati Uniti
GenereRock alternativo
Musica elettronica
Indie pop
Indie rock
Periodo di attività musicale1998 – in attività
EtichettaIndependent
Former labels include:
Buddyhead Records
Album pubblicati7 EP
Sito ufficiale

I Modwheelmood (scritto anche ModWheelMood o modwheelmood e abbreviato in MWM) sono un gruppo musicale elettronico-alternativo di Los Angeles, California formato nel 1998 da Alessandro Cortini (membro della formazione live dei Nine Inch Nails e dall'ex chitarrista degli Abandoned Pools, Pelle Hillström.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I Modwheelmood si formarono nel 1998 con un progetto chiamato Gift?, in seguito sviluppatosi in un vero e proprio progetto musicale dopo le sperimentazioni di Cortini con "loop pesanti e parti ai sintetizzatori ossessive uniti con composizioni melodiche" e le collaborazioni di Hillström.[1] Il loro nome viene dalla mod wheel, un controller di solito inserito a sinistra nelle tastiere musicali.[2]

I Modwheelmood hanno pubblicato sette EP. Nel marzo 2000 sono stati premiati al Musicians Institute di Hollywood come Artist Development Industry Choice e sono stati onorati con l'inclusione delle canzoni Anyone, Sleep e Headgames in diverse compilation promozionali.[1] Due di queste, Anyone e Sleep, sono apparse nel primo EP dei Modwheelmood, ?.

In seguito, buona parte di Enemies & Immigrants fu concepito e registrato da Alessandro Cortini "in stanze d'albergo in giro per il mondo" mentre era in tour con i Nine Inch Nails tra il 2005 e il 2006.[3] È da ricordare che Hillström ha contribuito in egual misura all'EP: ha dichiarato che ci sono "più pezzi acustici in questo EP che nel primo," per creare qualcosa in più di un sound "rigoglioso, terrestre e percussivo."[4] In più, Hillström aggiunge che l'EP fu concepito con l'obiettivo di "creare musica che per noi significhi qualcosa."[4] L'uscita di Enemies & Immigrants fu seguito da un tour sulla Costa Ovest degli Stati Uniti con i Mellowdrone e i Monsters Are Waiting.[5]

Più recentemente i Modwheelmood hanno pubblicato l'EP Pearls to Pigs, Vol. 1 solo in formato digitale il 25 dicembre 2007.[6][7] Fu seguito dalle pubblicazioni (sempre in digitale) di Pearls to Pigs, Vol. 2 nel Febbraio 2008 e Pearls to Pigs, Vol.3 nel Luglio 2008, dopo vari problemi di missaggio e mastering. I Modwheelmood hanno remixato The Great Destroyer dei Nine Inch Nails, il quale fu pubblicato nell'album di remix Year Zero Remixed[8] e Ghosts delle Ladytron, pubblicato nel singolo omonimo. Nel 2008, i Modwheelmood hanno remixato Adore Adore e Beautiful Lie dell'artista Sud Africano Yoav, per l'EP Charmed and Rearranged.

Il 13 dicembre 2008 Alessandro lascia i Nine Inch Nails dopo 4 anni per "puntare verso qualcosa di nuovo".[9]

A inizio giugno 2009, in coincidenza con il loro tour sulla West Coast, i Modwheelmood pubblicano Pearls to Pigs su CD, in versione limitata su vinile e in download digitale tramite voucher venduti ai concerti. La nuova versione include una traccia extra, "Happily Delayed", e una nuova grafica. Nella versione digitale del 2009 in aggiunta sono presenti demo, b-side, un PDF e delle brevi descrizioni sulla nascita e registrazione di ogni traccia dell'album.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Sia Cortini che Hillström hanno ricevuto influenze che hanno modellato i loro concetti e le loro decisioni musicali. Cortini fu incoraggiato dalla sua famiglia a interessarsi alla musica fin da giovanissimo e tra le sue influenze sono presenti i Beatles, Cat Stevens, Francesco De Gregori, Depeche Mode, Alva Noto e Brian Eno.[4] Hillström iniziò a interessarsi di musica e composizione "suonando il sassofono in orchestre jazz il pomeriggio e imparando i riff degli Iron Maiden la sera." Si trasferì negli Stati Uniti per realizzare il suo sogno di "guadagnare da vivere suonando."[4] Lo stile di Hillström alla chitarra è stato paragonato a quello del chitarrista dei Radiohead Jonny Greenwood.[4]

Caratteristiche musicali[modifica | modifica wikitesto]

Buddyhead Records descrive il sound dei Modwheelmood come "pop elettronico alternativo"[10] e allo stesso tempo anche "un'evoluzione interessante dalle tipiche laptop-band che si autoetichettano come "elettroniche.""[2] A causa del loro uso di sintetizzatori analogici, e sporadiche chitarre ambient e soft, voci in falsetto, i Modwheelmood sono stati spesso paragonati ai Radiohead.[10][11] Eppure molti critici definiscono lo stile dei Modwheelmood come unico. In una recensione di Enemies & Immigrants, Jason MacNeil di AllMusic dichiara che lo stile elettronico dei Modwheelmood "sembra venire da un'angolazione piuttosto diversa rispetto altre band come Nine Inch Nails e Depeche Mode."[11] Chris Sahl di Prefix Magazine è più critico, dicendo che "i Modwheelmood paradossalmente hanno un sound unico anche se quasi totalmente derivato da altre band."[10]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Cortini - voce, basso, sintetizzatore, programming (1998-)
  • Pelle Hillström - chitarra (1998-)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Remix[modifica | modifica wikitesto]

  • 2007 - The Great Destroyer dei Nine Inch Nails in Year Zero Remixed
  • 2008 - Ghosts delle Ladytron in Ghosts EP
  • 2008 - Adore Adore e Beautiful Lie di Yoav in Charmed and Rearranged EP

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c "modwheelmood – Band bio" Archiviato il 31 dicembre 2007 in Internet Archive.
  2. ^ a b Modwheelmodd artist page
  3. ^ Modwheelmood on Virb
  4. ^ a b c d e "MODWHEELMOOD embark on West Coast tour; Prepare for August 8 EP release!" Solid PR.
  5. ^ "Nine Inch Nails Veteran Alessandro Cortini On Logic, Ableton Live, Line 6, And Modwheelmood" Archiviato il 14 dicembre 2007 in Internet Archive. Gearwire.
  6. ^ "Alessandro's Busy!"-The NIN Hotline.
  7. ^ Official Modwheelmood Website
  8. ^ yearzero.nin.com Archiviato il 24 ottobre 2012 in WebCite. Nine Inch Nails official Webpage for Year Zero Remixed
  9. ^ modwheelmood- Modwheelmood's Official website.
  10. ^ a b c Modwheelmood Enemies & Immigrants-Prefix Magazine.
  11. ^ a b (EN) Jason MacNeil, Enemies & Immigrants, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 23 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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