Modello gravitazionale del commercio

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Il modello gravitazionale del commercio è un modello economico in base al quale si possono predire i flussi commerciali, in relazione alla dimensione economica dei Paesi e alla loro prossimità geografica.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questo modello si basa sull'evoluzione delle teorie di Johann Heinrich von Thünen, che per primo cercò di superare l'astrattismo delle teorie economiche, mettendo in evidenza l'importanza della localizzazione. Questo concetto fu poi ripreso e sviluppato da altri economisti come Alfred Weber, Walter Christaller, August Lösch, fino a giungere all'economista americano Walter Isard. Isard è considerato come il fondatore della disciplina delle scienze regionali.[2]

Nella sua teoria Isard riafferma l'aspetto centrale della teoria di Alfred Weber, ossia la centralità del fattore distanza geografica in ambito commerciale. Il trasporto diventa un elemento legato alla produzione e di conseguenza la distanza acquista un ruolo centrale nella massimizzazione del profitto.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ gravitazionale, modello, su treccani.it. URL consultato il 7 aprile 2021.
  2. ^ Isard, Walter, su treccani.it. URL consultato il 7 aprile 2021.
  3. ^ Il peso del trasporto come fattore localizzativo nel processo decisionale relativo alla logistica distributiva in Europa; aspetti teorici ed operativi (PDF), 1999, pp. 87,88.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walter Isard "Location and Space Economy" (1956), ISBN 978-0262090018
  • Colin Lee "I modelli nella planificazione", ed. Marsilio Editori (1974)
  • David Held, Anthony McGrew, "Globalismo e antiglobalismo", ed. Il mulino (2010), ISBN 978-8815126115

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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